Diritto civile

Aggressione canina in condominio e responsabilità del proprietario 150 150 Graziella Pascotto

Aggressione canina in condominio e responsabilità del proprietario

ll Tribunale di Verbania (sentenza 22 febbraio 2022 n. 81) ha dichiarato la responsabilità del proprietario di un cane che, aggredita un’anziana signora, ne provocava la caduta con conseguenti gravi lesioni. Conseguentemente, in seguito al decesso della signora durante il ricovero per l’improvviso aggravarsi delle sue condizioni, ha ritenuto risarcibili ai figli della donna i danni patrimoniali e non patrimoniali, iure hereditatis e iure proprio.
Ha ritenuto privo di pregio il presunto comportamento colpevole o negligente dell’anziana (che secondo il proprietario del cane poteva aspettarsi di trovare l’animale libero nel giardino condominiale).
Il proprietario del cane avrebbe comunque violato l’obbligo di custodia gravante su di esso non avendo adottato alcuna misura di protezione lasciando invece libero il cane (e senza museruola) all’interno di uno spazio condominiale.
cane aggressivo cerca di scappare dal padrone per mordere
Condomino moroso: è possibile sospendere le utenze? 150 150 Graziella Pascotto

Condomino moroso: è possibile sospendere le utenze?

Il caso riguarda un condomino che si è reso moroso nel pagamento delle quote del riscaldamento per un‘intera gestione e il Condominio ha adito l’Autorità giudiziaria in via d’urgenza per ottenere sia l’immediata sospensione del servizi di erogazione dell’acqua e di fruizione del servizio di riscaldamento, sia l’autorizzazione ad adottare le misure e gli interventi tecnici necessari al distacco delle utenze limitatamente alla di lui abitazione. Il Tribunale di Perugia si è domandato se si possa sospendere il moroso dal godimento dell’acqua o del riscaldamento essendovi l’esigenza di tutelare il diritto del debitore alla salute, prima ancora del diritto di credito del Condominio e con la sentenza n. 5113 del 20.12.2021 ha fornito risposta affermativa.
Ha ritenuto di non condividere i precedenti giurisprudenziali che privilegiavano il principio costituzionale della salute, applicando la sospensione dell’erogazione del servizio solo se non essenziale (ad es. l’uso della piscina o di altre strutture sportive oppure del parcheggio nell’area condominiale).
L’art. 63 disp. att. c.c.. così come rivisto dalla l. n. 220/2021, legittima l’amministratore a sospendere il servizio (senza distinguere tra servizio essenziale o meno) in via di autotutela e senza dovere ricorrere preventivamente al giudice, a prescindere dall’entità della morosità.
Sospensione dei servizi al condomino moroso: acqua e riscaldamento non sono intangibili
Sezioni Unite: nullità parziale per le fideiussioni c.d. omnibus. 150 150 Graziella Pascotto

Sezioni Unite: nullità parziale per le fideiussioni c.d. omnibus.

La sorte dei contratti di fideiussione omnibus stipulati in conformità di intese anticoncorrenziali è stata oggetto di un vivace dibattito giurisprudenziale, infine sfociato nell’ordinanza di Cass. n. 11486/2021 di rimessione della questione alle Sezioni Unite.
Il 30.12.2021 le Sezioni Unite hanno depositato l’attesa decisione n. 41994 in cui, in esito ad una puntuale ricognizione della normativa nazionale e comunitaria, è enunciato il seguente principio di diritto: i contratti di fideiussione a valle di intese dichiarate parzialmente nulle dall’Autorità Garante, in relazione alle sole clausole contrastanti con gli artt. 2, comma 2, lett. a) della legge n. 287 del 1990 e 101 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, sono parzialmente nulli, ai sensi degli artt. 2, comma 3 della legge succitata e dell’art. 1419 c.c., in relazione alle sole clausole che riproducano quelle dello schema unilaterale costituente l’intesa vietata, salvo che sia desumibile dal contratto, o sia altrimenti comprovata, una diversa volontà delle parti.
Fideiussioni omnibus: per le SS.UU. la nullità dei contratti conformi a schema ABI è parziale
Pensione di reversibilità e criteri di ripartizione tra coniuge divorziato e superstite 150 150 Graziella Pascotto

Pensione di reversibilità e criteri di ripartizione tra coniuge divorziato e superstite

La Corte di Cassazione (ord. 41960 del 30.12.2021) è tornata ad occuparsi dei criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite.
Tale ripartizione va dunque effettuata oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, anche ponderando ulteriori elementi correlati alla finalità solidaristica dell’istituto, tra i quali la durata delle convivenze prematrimoniali, nonchè facendo riferimento all’entità dell’assegno di mantenimento riconosciuto all’ex coniuge ed alle condizioni economiche dei due aventi diritto.
Non tutti tali elementi, peraltro, devono necessariamente concorrere nè essere valutati in egual misura, rientrando nell’ambito del prudente apprezzamento del giudice di merito la determinazione della loro rilevanza in concreto.
Lite tra due donne
Furto agevolato dall’impalcatura: responsabili impresa e amministratore 150 150 Graziella Pascotto

Furto agevolato dall’impalcatura: responsabili impresa e amministratore

E’ il caso relativo ad una richiesta di risarcimento formulata nei confronti dell’Amministratore del condominio e dell’impresa appaltatrice a seguito di un furto subito in un appartamento al quinto piano.
Il furto sarebbe stato infatti reso possibile proprio dalla presenza dell’impalcatura, posta a ridosso dell’edificio, dalla ditta esecutrice dei lavori di manutenzione.
L’impalcato avrebbe infatti consentito ai ladri di raggiungere l’appartamento. La Cassazione, con la recente ordinanza n. 41542 del 27.12.2021, ha confermato che grava sulle imprese l’onere di adottare ed installare tutti i presidi di sicurezza volti ad evitare che le impalcature possano essere impropriamente utilizzate per accedere agli appartamenti e commettere così furti.
Grava invece sugli Amministratori l’onere di verificare l’operato dell’impresa appaltatrice; ed, in particolare, la predisposizione da parte di quest’ultima dei citati presidi nonchè, eventualmente, la stipulazione di una polizza a garanzia dei furti.
Nel caso concreto, tutti gli elementi riscontrati hanno consentito di ricostruire, in modo univoco, il furto, le modalità di accesso all’appartamento, l’assenza di sistemi di allarme e di illuminazione sulle impalcature.
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Assegno di mantenimento e spese universitarie 150 150 Graziella Pascotto

Assegno di mantenimento e spese universitarie

La Corte di Cassazione (ord. n. 34100 del 12.11.2021) è nuovamente intervenuta sul tema delle spese straordinarie, ribadendo la necessità di distinguere tra gli esborsi relativi alle necessità ordinarie dei figli, che esulano dall’importo dell’assegno ordinario di mantenimento e le spese straordinarie in senso stretto, e cioè gli esborsi imprevedibili, imponderabili ed economicamente rilevanti, da concordare con l’altro genitore, che richiedono, per la loro azionabilità, l’esercizio di un’autonoma azione di accertamento.
Nel caso portato all’attenzione della Corte il ricorrente si duole del fatto che il giudice di merito abbia considerato, come spese straordinarie, le tasse universitarie, le rette e i libri di testo.
Tali spese, per uno studente l’universitario, non sarebbero eccezionali o imprevedibili, ma al contrario quantificabili in anticipo.
La Corte ha ritenuto fondata la censura.
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Assegno di divorzio: confermata l’esclusione del criterio del tenore di vita 150 150 Graziella Pascotto

Assegno di divorzio: confermata l’esclusione del criterio del tenore di vita

Una recente ordinanza della Cassazione (7.12.2021 n. 38928) correggendo l’errata valutazione della Corte d’Appello di Venezia, conferma l’ormai consolidato orientamento in tema di assegno di divorzio.
Il Giudice deve quantificare l’assegno divorzile rapportandolo non al pregresso tenore di vita familiare, ma in misura adeguata innanzitutto a garantire, in funzione assistenziale, l’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge, secondo criteri di normalità, avuto riguardo alla concreta situazione del coniuge richiedente nel contesto in cui egli vive.
Inoltre, ove ne ricorrano i presupposti e vi sia una specifica prospettazione in tal senso, l’assegno deve essere adeguato a compensare il coniuge economicamente più debole, in funzione perequativo-compensativa, del sacrificio sopportato per aver rinunciato a realistiche occasioni professionali-reddituali (che il coniuge richiedente ha l’onere di dimostrare nel giudizio), al fine di contribuire ai bisogni della famiglia, rimanendo, in tal caso, assorbito l’eventuale profilo assistenziale.
biscotto spezzato con la parola amore
Malfunzionamento del contatore e onere della prova 150 150 Graziella Pascotto

Malfunzionamento del contatore e onere della prova

La recentissima pronuncia della Corte di Cassazione (ord. 16.11.2021 n. 34701), in tema di contratti di somministrazione con registrazione del consumo mediante l’impiego di apparecchiature meccaniche o elettroniche, ha stabilito che spetta all’utente contestare il malfunzionamento del contatore, richiedendone la verifica, e dimostrare l’entità dei consumi effettuati nel periodo.
E’ invece preciso onere del gestore provare che lo strumento di misurazione è regolarmente funzionante e, in questo caso, l’utente sarà tenuto a dimostrare che l’eccessività dei consumi è imputabile a terzi e, altresì, che l’impiego abusivo non è stato agevolato da sue condotte negligenti nell’adozione di misure di controllo.
Una luce nella nebbia
Nessuna provvigione al mediatore in caso di “preliminare di preliminare” 150 150 Graziella Pascotto

Nessuna provvigione al mediatore in caso di “preliminare di preliminare”

Al fine di riconoscere al mediatore il diritto alla provvigione, l’affare deve ritenersi concluso quando, tra le parti poste in relazione dal mediatore medesimo, si sia costituito un vincolo giuridico che abiliti ciascuna di esse ad agire per la esecuzione specifica del negozio, nelle forme di cui all’art. 2932 c.c., ovvero per il risarcimento del danno derivante dal mancato conseguimento del risultato utile del negozio programmato. Va, invece, escluso il diritto alla provvigione qualora tra le parti non sia stato concluso un ‘affare’ in senso economico-giuridico, ma si sia soltanto costituito un vincolo idoneo a regolare le successive articolazioni del procedimento formativo dell’affare, come nel caso in cui sia stato stipulato un cd. ‘preliminare di preliminare’ (Cassazione 5.11.2021 n. 32066).
Nel caso di specie un mediatore aveva agito per ottenere la corresponsione di una somma a titolo di provvigione per l’attività di mediazione svolta nell’ambito delle trattative, infruttuose, che avrebbero dovuto portare ad una compravendita immobiliare.
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Le Sezioni Unite sull’assegno di divorzio in caso di nuova convivenza 150 150 Graziella Pascotto

Le Sezioni Unite sull’assegno di divorzio in caso di nuova convivenza

Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 32198 del 5.11.2021) hanno posto fine ad un contrasto giurisprudenziale.
Fino ad oggi, per molti tribunali, la nuova convivenza faceva perdere definitivamente il diritto a percepire l’assegno divorzile.
Per la Suprema Corte invece, l’ex coniuge divorziato che intraprenda una nuova relazione, perde la componente assistenziale dell’assegno, ma ne mantiene ancora la parte compensativa che tiene conto della durata del matrimonio e del contributo dato alla vita familiare, anche attraverso la cura della casa e l’accudimento dei figli, se ciò ha permesso all’altro coniuge di dedicarsi appieno alla propria attività professionale.
La Cassazione indica anche le modalità più idonee di liquidazione dell’assegno, limitato come detto alla componente compensativa: l’erogazione per un periodo limitato, o la sua capitalizzazione.
Rammento che l’assegno divorzile spetta sempre, a prescindere da una nuova relazione, se l’ex coniuge non è in grado di mantenersi da sé e versa in stato di bisogno. Diversamente, in caso di nuove nozze del coniuge beneficiario, l’assegno divorzile viene meno del tutto.
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)