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Graziella Pascotto

Albero caduto in strada da fondo privato: Anas responsabile 150 150 Graziella Pascotto

Albero caduto in strada da fondo privato: Anas responsabile

Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza 9.3.2020, n. 6651), in tema di circolazione stradale è dovere primario dell’ente proprietario della strada (e dell’Anas, in relazione alle strade e autostrade che le sono affidate e su cui esercita i diritti e i poteri attribuiti all’ente proprietario) garantirne la sicurezza mediante l’adozione delle opere e dei provvedimenti necessari.

Ne consegue che sussiste la responsabilità di detto ente per gli incidenti occorsi ai fruitori del tratto stradale da controllare, anche nei casi in cui l’evento lesivo trova origine nella cattiva o omessa manutenzione dei terreni laterali alla strada, pur appartenenti a privati, atteso che è comunque obbligo dell’ente verificare che lo stato dei luoghi consenta la circolazione dei veicoli e dei pedoni in totale sicurezza.

Nel caso in esame, una vetttura con a bordo due persone, collideva con un albero di grandi dimensioni caduto a causa di un forte vento, che aveva completamente occupato la carreggiata di transito e reso inevitabile lo scontro dal quale erano derivate lesioni personali e danni all’auto.

https://www.puntodidiritto.it/caduta-albero-anas-responsabile-cattiva-manutenzione-terreni-laterali-strada/

Incidente in moto: risarcimento ridotto del 50% per chi usa il c.d. casco a scodella 150 150 Graziella Pascotto

Incidente in moto: risarcimento ridotto del 50% per chi usa il c.d. casco a scodella

Si tratta del caso di una signora che si trovava, in qualità di trasportata, in sella a un motociclo indossando il casco di protezione.

Improvvisamente il conducente si distraeva e non si avvedeva della presenza di alcuni cani sulla carreggiata, così perdeva il controllo del motociclo che rovinava per terra. La signora urtava con il viso il casco indossato dal conducente, subendo lesioni al volto, ai denti e traumi a spalla e ginocchio.
Adiva pertanto il Giudice di Pace per il risarcimento del danno: la sentenza dichiarava il concorso di colpa della trasportata al 50% con il conducente per aver indossato un casco c.d. a “scodella” e non integrale.

Impugnata la decisione, la Corte di Cassazione, con ordinanza 5.3.2020 n. 6161, evidenziava che già la L. 29.7.2010, n. 120, art. 28, con decorrenza 1.10.2010, ha reso illegittimo l’utilizzo del casco con omologazione DGM (cd a scodella) anche per i ciclomotori, mentre per gli altri veicoli (motocicli) la sospensione delle omologazioni era già intervenuta con D.M. 28 luglio 2000.
Il sinistro, risalente a ottobre 2009, non era tuttavia avvenuto con un ciclomotore (cilindrata non superiore a 50 c.c. e velocità massima di 45 km all’ora), ma con una moto Honda SH, cioè un motociclo con cilindrata e velocità superiori, per il quale il divieto di utilizzo del cd casco a scodella (DGM) era di molto precedente alla data di verificazione del sinistro.

https://www.puntodidiritto.it/rca-concorso-di-colpa-della-trasportata-per-la-caduta-dal-motorino-se-indossava-un-casco-a-scodella/

Mutui: il nuovo modulo per chiederne la sospensione 150 150 Graziella Pascotto

Mutui: il nuovo modulo per chiederne la sospensione

Nel rammentare che in seguito all’emergenza Covid, l’operatività del fondo Gasparrini è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, segnalo la pubblicazione della nuova modulistica, aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente, per presentare la domanda di sospensione del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa fino a 18 mesi.

http://www.mef.gov.it/inevidenza/Pubblicato-il-nuovo-modulo-per-accedere-al-Fondo-per-la-sospensione-dei-mutui-sulla-prima-casa/

I nuovi codici Ateco: modifiche al DPCM 22.3.2020 150 150 Graziella Pascotto

I nuovi codici Ateco: modifiche al DPCM 22.3.2020

Dopo l’accordo Governo-Sindacati viene ridotto il numero di chi può rimanere aperto.

Restano garantite le filiere alimentari, dall’agricoltura alla pesca, dalle industrie di cibo a quelle di bevande. Assicurati i servizi finanziari di banche e assicurazioni. Via libera anche ai corrieri delle consegne a domicilio, servizi postali, trasporti, alle attività impegnate nelle riparazioni di prodotti di elettronica, elettrodomestici, auto e motorini.

Limitato invece il lavoro dei call center, che possono rimanere aperti principalmente per attività di assistenza, ma non ad esempio per le chiamate di marketing verso gli utenti, ridotto anche il campo di azione delle industrie di carta e plastica.

Resta la possibilità di deroghe: le società il cui codice ateco non rientri nella nuova lista riportata nel decreto del 25 marzo, ma che sono funzionali a filiere produttive strategiche, possono continuare a lavorare a patto che presentino una comunicazione al Prefetto, il quale sentirà sulla questione i sindacati locali.

https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2040912-modifiche-al-decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-22-marzo-2020

Coronavirus: in Gazzetta Ufficiale il D.L. 25.3.2020 n. 19 150 150 Graziella Pascotto

Coronavirus: in Gazzetta Ufficiale il D.L. 25.3.2020 n. 19

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. 25.3.2020 n. 19.
Il provvedimento è in vigore da oggi 26.3.2020.

Relativamente alle nuove sanzioni, torno sull’argomento oggetto di un post di ieri, per precisare che ai sensi dell’art. 4 comma 8 del D.L., le disposizioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative (la multa da € 400 a € 3.000 in luogo dell’art. 650 c.p.) si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta alla meta’.
Per le violazioni denunciate fino all’entrata in vigore del D.L., dunque, è previsto il pagamento di circa € 200.

Le sanzioni penali rimangono per chi non rispetta il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione, essendo sottoposto alla misura della quarantena perché risultato positivo al Coronavirus (arresto da 3 a 18 mesi e ammenda da euro 500 ad euro 5.000).

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/25/20G00035/sg

Coronavirus: il nuovo Decreto 24.3.2020 (bozza) 150 150 Graziella Pascotto

Coronavirus: il nuovo Decreto 24.3.2020 (bozza)

ll D.L. approvato dal Consiglio dei Ministri il 24.3.2020 fa ordine sistematico nella decretazione d’urgenza di questi giorni e rimarca la gerarchia tra le fonti normative governative e regionali: riconosce la facoltà al Presidente del Consiglio dei Ministri di emanare provvedimenti urgenti, tenendo conto del parere delle Regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero quello della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.

Per le emergenze locali viene riconosciuto un autonomo potere alle Regioni di disporre provvedimenti immediati, con limitazioni.

Relativamente alle sanzioni il D.L. prevede:
– la sanzione amministrativa da € 400 a € 3.000 per chi viola le norme anti contagio. In caso di spostamenti non necessari con veicoli, la sanzione sarà aumentata fino a un terzo ma non ci sarà il fermo amministrativo del mezzo. Non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’art. 650 del codice penale.
– le violazioni da parte di pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, comportano la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.
– la violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all’art. 452, c. 1, n. 2, c.p. (reclusione da uno a cinque anni).

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4314

Coronavirus: le misure in tema di sospensione dei mutui 150 150 Graziella Pascotto

Coronavirus: le misure in tema di sospensione dei mutui

Il D.L. 2.3.2020 n. 9 da la possibilità di congelare le rate del mutuo ai lavoratori dipendenti e parasubordinati che hanno subito la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario lavorativo per almeno 30 giorni in seguito all’emergenza coronavirus.

Il decreto c.d. “Cura Italia” 17.3.2020 n. 18 estende questa possibilità, per i prossimi nove mesi, anche ai lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Requisiti:
– mutuo stipulato da più di un anno rispetto alla data di richiesta della sospensione;
– la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro devono essere avvenute nei tre anni precedenti alla richiesta;
– capitale residuo del mutuo non superiore a 250.000 euro;
– il mutuo deve essere stato acceso per un’abitazione principale e non per un immobile di lusso.

E’ inoltre previsto l’esonero dall’Isee per i prossimi 9 mesi.

La misura vale anche per autonomi e liberi professionisti che dichiarano con autocertificazione di aver subito dal 21 febbraio in avanti, per tre mesi, una riduzione del fatturato superiore al 33% rispetto a quello dell’ultimo trimestre 2019.

Sarà possibile sospendere le rate del mutuo per un massimo di 18 mesi.

La domanda deve essere presentata con apposito modulo che il Consap non ha ancora predisposto perché in attesa del decreto attuativo e presentata alla banca.

https://www.theitaliantimes.it/economia/sospensione-rate-mutuo-18-mesi_240320/

Diamanti da investimento: nuova condanna per Banco BMP 150 150 Graziella Pascotto

Diamanti da investimento: nuova condanna per Banco BMP

Il Tribunale di Modena, con sentenza 10.3.2020 n. 352, ha condannato Banco BPM a risarcire il danno cagionato ai clienti. La causa riguardava l’acquisto di diverse pietre da parte di pensionati della provincia di Modena.
La sentenza conferma i precedenti arresti giurisprudenziali e in particolare la decisione del Tribunale di Verona del 23.5.2019 che individua il fondamento normativo della responsabilità della banca nell’esistenza di obblighi di informazione e protezione in relazione ai quali il rapporto contrattuale tra banca e cliente si atteggia a mero presupposto storico (art. 1173 cc) o addirittura nel rapporto stesso, in quanto “l’attività di vendita di beni preziosi, a cui Banco BPM ha sicuramente contribuito, può ricondursi al novero delle attività connesse a quella bancaria che l’art. 8, comma 3, del D.M. Tesoro 6.7.1994 definisce come “attività accessoria che comunque consente di sviluppare l’attività esercitata”, aggiungendo che: “a titolo indicativo costituiscono attività connesse la prestazione di servizi di: a) informazione commerciale…”.
Riguardo alla quantificazione del danno, il Tribunale di Modena, tiene sostanzialmente conto del provvedimento AGCM, che spiega come il valore delle pietre copriva solo in parte (20-40%) il prezzo pagato: il danno liquidato è pertanto pari al prezzo corrisposto per l’acquisto dei diamanti ridotto del loro valore reale.
 
Lo Studio è a disposizione per tutelare coloro che devono ancora attivarsi per recuperare le pietre e i propri risparmi.
COVID-19 e diritto di visita dei genitori 150 150 Graziella Pascotto

COVID-19 e diritto di visita dei genitori

In questi giorni più di qualcuno mi ha chiesto come comportarsi rispetto al diritto di visita del genitore non collocatario dei figli.

Gli spostamenti dei genitori separati o divorziati, finalizzati a prendere e a riportare i figli all’altro genitore, possono considerarsi o meno spostamenti “necessari”?

A tal proposito il Governo, sul proprio sito istituzionale ha fornito dei chiarimenti: «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio».

Il Tribunale di Milano, con provvedimento del 11.3.2020, ha disposto che i genitori si attengano agli accordi raggiunti nel giudizio di separazione sulle frequentazioni padre-figli, nonostante i genitori abitassero in due Comuni diversi.

E’ possibile pertanto ritenere che il diritto di visita sia consentito dai recenti decreti ministeriali rientrando nelle “situazioni di necessità” ivi previste.

Per quanto mi riguarda valuto le situazioni caso per caso e consiglio buon senso ritenendo preminente la tutela del diritto alla salute. Dunque meno spostamenti possibili e solo in condizioni di sicurezza, e via libera all’utilizzo degli strumenti informatici audio/video.

Coronavirus: privacy e protocollo di sicurezza sul lavoro 150 150 Graziella Pascotto

Coronavirus: privacy e protocollo di sicurezza sul lavoro

Tra le indicazioni operative contenute nel Protocollo governo-parti sociali su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, troviamo la possibilità che il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, sia sottoposto al controllo della temperatura corporea. L’azienda inoltre potrà acquisire informazioni circa la provenienza o il contatto con affetti da CODIV-19 e registrare tali informazioni a giustificazione del rifiuto di accesso al lavoro.

In tali casi la privacy andrà comunque garantita, e i dati raccolti non potranno essere diffusi in maniera incontrollata, ma semmai trattati e utilizzati a scopi scientifici.

ll datore di lavoro non potrà comunicare a tutta l’azienda i nomi e la condizione di chi sta male, salvo informare tutti quelli che sono entrati in contatto con la persona in questione di adottare le misure prescritte dalla normativa d’urgenza. Misure eccezionali andranno verificate solo in relazione al caso specifico senza ledere il diritto alla salute ma rispettando la riservatezza delle persone.

Il datore di lavoro non potrà assumere direttamente informazioni sulla salute dei dipendenti e se il numero dei lavoratori è tale da non permettere che tutto passi dal medico aziendale, verrà delegatoa personale sanitario autorizzato.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2020/03/16/coronavirus-e-privacy-cosa-deve-fare-l-azienda-per-essere-in-regola-dopo-l-accordo-del-14-marzo-2020