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Graziella Pascotto

Riscaldamento centralizzato in condominio: ripartizione secondo i consumi 150 150 Graziella Pascotto

Riscaldamento centralizzato in condominio: ripartizione secondo i consumi

Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando, perciò, illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, né possono a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio.
È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 4 novembre 2019, n. 28282.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36362-riscaldamento-condominio-la-ripartizione-si-fa-sui-consumi.asp

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti 150 150 Graziella Pascotto

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti

Il Tribunale di Trapani con la sentenza 522 del 2.10.2019 ha punito un utente del social network linkedin che pur sapendo di non avere i titoli previsti dall’annuncio, aveva inviato lo stesso il proprio curriculum.
ll datore di lavoro accortosi dell’errore, aveva revocato la delibera di assunzione.
Al centro del contenzioso la laurea in lingue posseduta dal candidato. Tra i requisiti richiesti dall’annuncio era infatti prevista la laurea in ingegneria, economia o giurisprudenza, oltre a master e corsi di specializzazione del settore.
ll candidato, dunque, chiedeva il risarcimento dei danni subiti, pari alle retribuzioni che sarebbero state percepite per l’intera durata del rapporto, pari a 400mila euro, oltre alle spese sostenute per il trasloco.
Per il Tribunale di Trapani tuttavia, chi partecipa a una selezione sapendo di non averne i requisiti accetta il rischio di non essere selezionato oppure di perdere il posto di lavoro a causa della sua condotta, messa in atto in mala fede.
È irrilevante il fatto che gli annunci non prevedano che il possesso dei titoli sia considerato «a pena di esclusione»: sarebbe «privo di senso ipotizzare un requisito di partecipazione che però non sia necessario per la partecipazione alla gara». Per il Tribunale, «un requisito non necessario non è un vero requisito»
Seggiolini antiabbandono obbligatori da oggi 7 novembre 150 150 Graziella Pascotto

Seggiolini antiabbandono obbligatori da oggi 7 novembre

Attenzione perchè da oggi è in vigore il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui dispositivi antiabbandono per i bambini.

Il decreto comporta l’obbligo per i conducenti dei veicoli sui quali devono essere installati i seggiolini che trasportino un bambino di età inferiore a 4 anni, di far uso anche di apposito dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono del minore all’interno del veicolo stesso.

Secondo quanto previsto dal Decreto i dispositivi possono essere già integrati nel seggiolino, possono costituire una dotazione di base o un accessorio del veicolo, oppure essere indipendenti sia dal seggiolino che dal veicolo.

Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nel Decreto.
In particolare, il sistema antiabbandono deve dare un segnale di allarme idoneo ad attirare tempestivamente l’attenzione del conducente attraverso segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, nonché avere la capacità di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente.

Sarebbe inoltre previsto un incentivo per l’acquisto di questi dispositivi: un fondo apposito che consentirebbe di riconoscere un contributo di 30 € per ciascun dispositivo acquistato fino ad esaurimento delle risorse. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto (presumibilmente entro dicembre) saranno emanate le istruzioni per il riconoscimento del contributo

https://www.ilsole24ore.com/art/seggiolini-antiabbandono-oggi-l-obbligo-chiarimenti-polizia-ACTZ3Jx

Addebito della separazione: il tradimento successivo alla crisi matrimoniale non incide 150 150 Graziella Pascotto

Addebito della separazione: il tradimento successivo alla crisi matrimoniale non incide

La Corte di Cassazione con la decisione del 30.10.2019 n. 27777 conferma l’orientamento in base al quale il coniuge che chiede l’addebito della separazione deve dimostrare, non solo l’infedeltà in sé, ma anche che questa sia stata l’effettiva causa dell’intollerabilità della convivenza.

Con l’addebito il Giudice pone la colpa della separazione a carico dell’ex. In questo modo chi subisce l’addebito non può né chiedere l’assegno di mantenimento né vantare diritti ereditari nei confronti dell’altro qualora quest’ultimo dovesse morire prima del divorzio. Il tradimento può determinare anche una richiesta di risarcimento del danno quando si è manifestato in modo tale da ledere la reputazione e l’onore dell’altro coniuge.

Per l’addebito dunque va dimostrato il tradimento: è sufficiente la prova del legame affettivo o sessuale (ad es. la chat che riveli la relazione). Va anche dimostrato che il tradimento ha reso intollerabile la convivenza, ossia il vero motivo di rottura dell’unione familiare. Per la Cassazione se il tradimento avviene a ridosso della causa di separazione si presume che sia stato l’unico ed effettivo motivo della disgregazione del rapporto matrimoniale.

Può essere fornita la prova contraria per evitare l’addebito dimostrando che la crisi fosse preesistente all’infedeltà (ad es. con prove che i due coniugi non vivevano più insieme o che dormivano in letti separati o che ormai non avevano più alcun tipo di rapporto, neanche sessuale).

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/11/05/la-prova-dell-addebito-incombe-sul-coniuge-tradito

Fideiussioni false: diffidare delle apparenze 150 150 Graziella Pascotto

Fideiussioni false: diffidare delle apparenze

La notizia mi sollecita a fornire qualche piccolo consiglio sui controlli che sarebbe bene effettuare prima di stipulare una fideiussione, soprattutto quando la proposta avviene fuori dai locali commerciali di banche e assicurazioni, da parte di broker o intermediari.

In primo luogo verificare sempre l’identità di costoro e le autorizzazioni ad operare, così come controllare la corrispondenza dei recapiti forniti con quelli ufficiali (telefono, mail, sito);

verificare quindi presso la banca o la compagnia assicurativa l’autenticità della fideiussione.

Sarebbe poi buona cosa non pagare alcuna somma direttamente al broker/intermediario fuori dai locali commerciali.

Da ultimo diffidate quando vengono promessi tempi rapidi di emissione perchè i tempi tecnici di istruttoria e delibera che hanno banche e assicurazioni sono tutt’altro che veloci.

https://www.ilsole24ore.com/art/in-italia-boom-fideiussioni-false-16-miliardi-quattro-anni-i-AC0JOpu

Videosorveglianza sul lavoro: extrema ratio in presenza di gravi illeciti 150 150 Graziella Pascotto

Videosorveglianza sul lavoro: extrema ratio in presenza di gravi illeciti

Un datore di lavoro può installare delle telecamere nascoste senza informare i dipendenti se ha il fondato sospetto che questi lo stiano derubando e se le perdite subite per la loro condotta sono ingenti.

Questo ha stabilito la Grand Chamber della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) con sentenza del 17.10.2019 sui ricorsi 1874/13 e 8567/13.

Sulla recente pronuncia è intervenuto il Garante Privacy Antonello Soro con una nota: “la video sorveglianza occulta è … ammessa solo in quanto extrema ratio, a fronte di “gravi illeciti” e con modalità spazio-temporali tali da limitare al massimo l’incidenza del controllo sul lavoratore. Non può dunque diventare una prassi ordinaria. Il requisito essenziale perché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi resta dunque, per la Corte, la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza: capisaldi della disciplina di protezione dati la cui “funzione sociale” si conferma, anche sotto questo profilo, sempre più centrale perché capace di coniugare dignità e iniziativa economica, libertà e tecnica, garanzie e doveri”.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/22/cedu-il-datore-di-lavoro-puo-spiare-il-lavoratore-con-le-telecamere-ma-solo-come-extrema-ratio

Corte Costituzionale: legittimo vietare la fecondazione assistita alle coppie omossessuali 150 150 Graziella Pascotto

Corte Costituzionale: legittimo vietare la fecondazione assistita alle coppie omossessuali

La Corte Costituzionale ieri ha depositato le motivazioni della sentenza n. 221 che respinge il ricorso di due coppie di donne unite civilmente che avevano chiesto all’Asl l’accesso a pratiche di procreazione medicalmente assistita, ottenendo un rifiuto.

La Corte afferma la non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale poste dai Tribunali di Pordenone e Bolzano, degli artt. 5 e 12 della L. 19.2.2004 n. 40 nella parte in cui escludono l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) per le coppie formate da due donne e sanzionano, di riflesso, chiunque applichi tali tecniche a coppie composte da soggetti dello stesso sesso, poiché l’infertilità “fisiologica” della coppia omosessuale (femminile) non è affatto omologabile all’infertilità (di tipo assoluto e irreversibile) della coppia eterosessuale affetta da patologie riproduttive.

Neppure è ravvisabile la violazione dell’art. 32, comma 1, Cost., prospettata dal Tribunale di Pordenone sull’assunto che l’impossibilità di formare una famiglia con figli assieme al proprio partner dello stesso sesso sarebbe suscettibile di incidere negativamente sulla salute psicofisica della coppia. La tutela costituzionale della «salute» infatti non può essere estesa fino a imporre la soddisfazione di qualsiasi aspirazione soggettiva o bisogno che una coppia (o anche un individuo) reputi essenziale.

https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/la-corte-fecondazione-eterologa-solo-per-coppie-di-sesso-diverso

Tatuaggio visibile ed esclusione dai concorsi pubblici 150 150 Graziella Pascotto

Tatuaggio visibile ed esclusione dai concorsi pubblici

Segnalo una pronuncia di grande interesse per coloro che intendono partecipare ai prossimi concorsi, presto oggetto di pubblicazione attese le disposizioni della Legge di Bilancio 2019, per Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate.

Il Consiglio di Stato con la decisione del 3.10.2019 n. 6640 ha giudicato inidonei per l’ammissione ai concorsi pubblici per l’accesso ai ruoli del personale della Polizia di Stato i tatuaggi sulle parti del corpo non coperte dall’uniforme ovvero, quando per la loro sede o natura, siano deturpanti o per il loro contenuto siano indice di personalità inidonea.

Nel caso concreto si trattava di tatuaggio sul polso che sarebbe risultato visibile indossando la divisa estiva.

Irrilevante la circostanza che il tatuaggio fosse in via di rimozione dovendo avere riguardo alla situazione esistente alla scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione al concorso, in virtù della necessaria par conditio tra candidati.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/23/esclusione-dal-concorso-in-polizia-a-causa-di-tatuaggi-visibili-con-la-divisa

Riforma della prescrizione: aspetti critici 150 150 Graziella Pascotto

Riforma della prescrizione: aspetti critici

La riforma della prescrizione del reato è contenuta nell’art. 1, lett. d), e), f) della l. n. 3/2019, e entrerà in vigore il 1.1.2020.

Senza più la prospettiva della prescrizione del reato, il cui corso sarà sospeso dopo la sentenza di primo grado (o il decreto di condanna), il rischio è che il processo di appello possa durare ben più di quanto duri già oggi, e il processo in Cassazione finisca col rallentare, invertendo un positivo trend dei tempi di definizione che ha caratterizzato gli anni più recenti. Il rischio concreto è quello di processi più lunghi non solo per i condannati in primo grado, ma anche per quanti verranno assolti, che finirebbero altresì per frustrare la domanda di giustizia delle vittime.

La riforma in questione pone inoltre il problema della possibile violazione delle garanzie e dei principi costituzionali, a partire da quello della ragionevole durata del processo, sancito dall’art. 111, co. 2 Cost. e dall’art. 6 Cedu.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/22/abolizione-della-prescrizione-una-riforma-sbagliata

Anche dopo la riforma solo violenza o minaccia giustificano la difesa 150 150 Graziella Pascotto

Anche dopo la riforma solo violenza o minaccia giustificano la difesa

La causa di giustificazione di cui all’art. 52 c.p., anche alla luce della recente L. n. 36 del 26 aprile 2019, non consente un’indiscriminata reazione nei confronti del soggetto che si introduca fraudolentemente nella propria dimora, ma presuppone un attacco minaccioso o violento, nell’ambiente domestico, alla propria o all’altrui incolumità, o, quanto meno, un pericolo di aggressione.

Ne consegue che se l’azione del proprietario si risolve in un attacco preventivo, tale attacco non può mai assumere i connotati della legittima difesa, che presuppone, per sua stessa definizione, l’esigenza di difendersi da una ingiusta aggressione.

Cosi ha deciso la Corte di Cassazione 2.10.2019 n. 40414 in un caso in cui si era verificata la mera introduzione nell’appartamento di una persona (che veniva colpita con una mazza da baseball), non accompagnata da altre circostanze rilevanti ai fini dell’operatività della presunzione di proporzionalità tra offesa e difesa di cui al comma 2 dell’art. 52 citato, né, ancor prima, idonee a far sorgere la stessa necessità di difesa contro una offesa ingiusta.

La Corte ha quindi confermato la condanna del ricorrente per lesioni personali aggravate.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/18/dalla-difesa-sempre-legittima-della-norma-alla-presunzione-relativa-della-giurisprudenza