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Gennaio 2021

Conformità catastale e urbanistica: differenze e problematiche 150 150 Graziella Pascotto

Conformità catastale e urbanistica: differenze e problematiche

La planimetria comunale riproduce la situazione denunciata alle autorità del Comune ove è ubicato l’immobile, ed è conservata negli archivi municipali insieme alla documentazione che riguarda l’intero progetto. Se l’edificio viene modificato è opportuno aggiornare anche la planimetria con l’ausilio di un tecnico qualificato che aprirà l’apposita pratica edilizia.
La planimetria catastale è invece la mappa di un edificio depositata presso la sede locale dell’Agenzia del Territorio e deve corrispondere perfettamente allo stato di fatto dell’immobile pena la nullità dell’atto di compravendita e il rifiuto della concessione del mutuo da parte delle banche.
Per non avere problemi, la mappa catastale deve essere esattamente conforme alla planimetria depositata in Comune insieme al progetto.
In caso di modifiche apportate alla struttura dell’immobile vanno aggiornate entrambe le planimetrie.
Laddove venissero ravvisate difformità e/o irregolarità riguardanti la mappa catastale (mentre appaia corretta quella depositata in Comune) sarà sufficiente l’aggiornamento dei dati errati e l’aggiornamento della planimetria. Se, al contrario, ad essere errata è la mappa depositata in Comune, sarà necessario procedere, se possibile (potrebbe trattarsi di abuso edilizio insanabile) con una sanatoria.
Dpcm 14.1.2021: le nuove faq 150 150 Graziella Pascotto

Dpcm 14.1.2021: le nuove faq

Molti i chiarimenti sull’ultimo Decreto che troverete nelle faq.
Mi soffermo sulle seconde case e sugli spostamenti dei genitori separati o divorziati.
Il titolo per recarsi nella seconda casa deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14.1.21. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione. Inoltre la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
I genitori separati o divorziati potranno spostarsi per andare a trovare i figli minori anche in un’altra Regione o all’estero. Ma gli spostamenti dovranno avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. Possibile ma fortemente sconsigliato spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andare a riprenderli all’inizio o al termine della giornata di lavoro.
Locazioni commerciali: i canoni non percepiti costituiscono reddito tassabile? 150 150 Graziella Pascotto

Locazioni commerciali: i canoni non percepiti costituiscono reddito tassabile?

L’ordinanza n. 27444 del 1.12.2020 conferma il consolidato orientamento giurisprudenziale ribadendo il principio in base al quale, ai sensi dell’articolo 109, comma 2, lettera b), Tuir, in tema di redditi di impresa, i ricavi derivanti dai canoni di locazione devono considerarsi percepiti e costituiscono reddito tassabile, alla data di maturazione dei medesimi e fino alla risoluzione del contratto o fino alla convalida di sfratto per morosità.
Nel caso esaminato dalla Corte lo stesso contribuente aveva provato di aver proceduto con la convalida dello sfratto per morosità cosicché solo dopo il rilascio del bene si poteva ritenere l’intassabilità del reddito parametrato al canone locativo.
Insulti frequenti al coniuge integrano il reato di maltrattamenti in famiglia 150 150 Graziella Pascotto

Insulti frequenti al coniuge integrano il reato di maltrattamenti in famiglia

La Corte di Cassazione (sentenza n. 34351 del 8.12.20) ha deciso il caso di un uomo che abitualmente apostrofava la moglie con espressioni come “brutta”, “scrofa”, “sei grassa”, “dovrei cambiare le porte perché non ci passi più”. Secondo la Cassazione, insulti, parolacce ed espressioni volgari sono forme di maltrattamento a tutti gli effetti.
Pertanto chi insulta il coniuge commette il reato di cui all’art. 572 c.p. di maltrattamenti in famiglia, che può estendersi ai familiari e a tutti i conviventi.
Per integrare il reato non serve che gli insulti e le parolacce siano ripetuti per un lungo periodo: bastano anche pochi episodi a ledere l’integrità morale della vittima e ad arrecargli una sofferenza.
Gratuito patrocinio per le vittime di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori automatico e indipendente dal reddito 150 150 Graziella Pascotto

Gratuito patrocinio per le vittime di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori automatico e indipendente dal reddito

La Corte costituzionale, con la prima sentenza del nuovo anno, consente alle vittime di reati come stalking, maltrattamenti in famiglia e stupro, di poter essere assistite gratuitamente durante il processo. A prescindere dalla discriminante del reddito.
La Corte ha valorizzato la vulnerabilità delle vittime dei reati sessuali oltre che l’esigenza di garantire al massimo il venire alla luce di tali reati fornendo proprio un supporto per incoraggiarle a denunciare, favorendone l’emersione e l’accertamento.
Per tali ragioni non rinviene alcuna illegittimità costituzionale nel patrocinio a spese dello Stato per coloro che abbiano subito reati sessuali, nessuna irragionevolezza, né violazioni del principio di parità di trattamento.
Autocertificazione covid: dichiarare mere intenzioni non integra il falso ex art. 483 c.p. 150 150 Graziella Pascotto

Autocertificazione covid: dichiarare mere intenzioni non integra il falso ex art. 483 c.p.

Con la sentenza n. 1940 del 16.11.2020, il Gip di Milano si è pronunciato in merito alla configurabilità del reato di cui all’art. 483 c.p. in relazione ad un’ipotesi di falsità in autodichiarazione per spostamenti in deroga alla vigente normativa anti-covid.
Una persona, trovata al di fuori della propria abitazione, aveva dichiarato ai Carabinieri di essere diretta da un collega per ritirare dei pezzi di ricambio di una caldaia. In seguito agli accertamenti la circostanza si rivelava non vera.
Il GIP tuttavia ha pronunciato l’assoluzione escludendo che tale falsità integri gli estremi del delitto di falso, in quanto l’art. 483 c.p. incrimina esclusivamente il privato che attesti al pubblico ufficiale “fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”. Al contrario le dichiarazioni che si rivelino mere manifestazioni di volontà, intenzioni o propositi sarebbero estranee all’art. 483 c.p.
Per il GIP pertanto dichiarare delle intenzioni future non integra l’elemento “fatti” dell’art. 483 c.p. che, invece, è riferito solamente a circostanze già accadute.
WhatsApp e modifiche unilaterali sulla privacy 150 150 Graziella Pascotto

WhatsApp e modifiche unilaterali sulla privacy

Tutti abbiamo notato l’avviso dei cambiamenti alla privacy in vigore dal 8 febbraio: vanno accettati per poter continuare a usare l’app dopo tale data.
Questo avviso però non vale per i Paesi dell’Unione Europea dove le regole di protezione della privacy sono più rigide. La GDPR, vigente in Europa dal 2018 impedisce a WhatsApp di condividere i dati degli utenti europei con Facebook. Come chiarisce un portavoce di WhatsApp, «non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di Whatsapp nella Regione europea, incluso il Regno Unito, derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy. Non condividiamo i dati degli utenti dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità». Se mai un giorno WhatsApp volesse condividere i dati degli utenti europei, dovrebbe trovare un accordo col regolatore europeo. Accordo che attualmente non esiste.
Il discorso è diverso per quello che riguarda le conversazioni che avvengono con le aziende che usano una versione diversa dell’applicazione (WhatsApp Business). Le aziende potranno ora archiviare le conversazioni che hanno avuto con gli utenti e “potranno usare le chat che ricevono per i loro scopi commerciali, che possono includere la pubblicità su Facebook”.
Alcoltest: i verbalizzanti devono attendere il difensore? 150 150 Graziella Pascotto

Alcoltest: i verbalizzanti devono attendere il difensore?

In seguito al ricorso del Comune di Mogliano Veneto contro la sentenza del Tribunale di Treviso che annullava il verbale di contestazione della guida in stato di ebbrezza poiché accertata senza attendere un certo lasso di tempo dall’avviso all’interessato della facoltà di farsi assistere da un difensore e senza attendere che l’avvocato giungesse sul posto, la Corte di Cassazione (ord. n. 28 del 7.1.2021) lo ha invece considerato valido.
L’accertamento strumentale dello stato di ebrezza (cd. alcooltest) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile ed impone che venga dato avviso al soggetto che vi sia sottoposto, della facoltà di farsi assistere da un difensore, senza che, però, da ciò derivi l’obbligo, per i verbalizzanti, di attendere un lasso di tempo minimo da tale avviso per procedere al test, onde consentire l’arrivo del difensore eventualmente nominato.
In altre parole solo l’avviso è obbligatorio, mentre la presenza del difensore è eventuale e facoltativa. La sua assenza quindi non invalida l’accertamento.