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Novembre 2019

Diamanti: se acquistati in banca sono contratti di investimento 150 150 Graziella Pascotto

Diamanti: se acquistati in banca sono contratti di investimento

La sentenza del Tribunale di Lucca 22.11.2019 ha condannato la banca convenuta a risarcire il cliente di una somma pari alla differenza fra il prezzo di acquisto e il valore effettivo del diamante, stimato sulla base dei listini Rapaport.

Per il Tribunale di Lucca, i diamanti acquistati tramite la banca sono contratti di investimento, operazioni assolutamente fungibili con l’acquisto di titoli veicolate nel medesimo modo, prospettate come alternative a tale acquisto e poste in essere al medesimo scopo di messa a frutto del risparmio o di collocazione di capitali.

Il Giudice ha ritenuto inverosimile la tesi della banca secondo cui essa si sarebbe limitata ad una mera segnalazione. Al contrario svolgeva esattamente il medesimo ruolo svolto in relazione a qualunque altra forma di investimento, orientando le scelte del cliente.

Il prezzo del diamante inoltre non era quello di mercato, ma di formazione unilaterale e quindi con un rischio ulteriore: “al di là della normale alea, consistente nella possibile diminuzione del valore del bene acquistato, era fatalmente insita anche quella, altissima, del crollo del mercato, uno volta scoperta la realtà del fenomeno”.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36564-diamanti-se-acquistati-tramite-banca-sono-contratti-di-investimento.asp

Il trolley in cabina si paga: Tar Lazio accoglie i ricorsi delle compagnie low cost 150 150 Graziella Pascotto

Il trolley in cabina si paga: Tar Lazio accoglie i ricorsi delle compagnie low cost

Il Tar del Lazio, con due pronunce pubblicate il 29.10.2019, ha annullato i provvedimenti dell’Antitrust che sanzionavano la nuova politica sul bagaglio a mano di Ryanair e Wizzair.

Nel febbraio scorso l’Antitrust aveva colpito le due compagnie low cost con pesanti sanzioni amministrative per l’introduzione di una nuova politica sul bagaglio a mano, non più compreso nella tariffa standard del biglietto.
Le due imprese infatti consentivano ai passeggeri di trasportare una sola borsa piccola, da posizionare sotto il sedile, non più il trolley se non a pagamento.

Per il Tar Lazio invece la scelta di Ryanair e Wizzair di far pagare il bagaglio a mano ai passeggeri è legittima perchè
– “non si rinviene alcuna norma che obblighi le compagnie aeree a mantenere indefinitamente nel tempo una determinata “policy ” di prezzo – con conseguente legittima aspettativa dei consumatori a tale mantenimento – proprio alla luce del principio di libertà tariffaria….e di libera concorrenza…”;
– il bagaglio a mano è un elemento indispensabile del trasporto di passeggeri ma da nessuna parte è indicato quali debbano essere le dimensioni (minime o massime) e il numero di tali bagagli;
– non esiste un diritto del passeggero di pretendere che tutte le compagnie gli consentano di portare a bordo un trolley di grandi dimensioni. E’ suo diritto avere però la conoscenza delle condizioni applicate dalle varie compagnie per avere la possibilità di scegliere di pagare o meno un supplemento o di fare la coda per ritirare il proprio bagaglio.

https://www.altalex.com/documents/news/2019/11/28/biglietto-aereo-diritto-trolley-grande-senza-costi-aggiuntivi

Provvigioni dell’agente immobiliare: dovute se non c’è mediazione ma solo gli avvisi pubblicitari 150 150 Graziella Pascotto

Provvigioni dell’agente immobiliare: dovute se non c’è mediazione ma solo gli avvisi pubblicitari

Per il Tribunale di Trento (sentenza n. 761 del 27.9.2019) il mediatore ha diritto alla provvigione.

Il diritto del mediatore alla provvigione sorge infatti tutte le volte in cui la conclusione dell’affare sia in rapporto causale con l’attività intermediatrice, non occorrendo un nesso eziologico diretto ed esclusivo tra l’attività del mediatore e la conclusione dell’affare.

ll caso è quello del compratore di un immobile che si opponeva al Decreto Ingiuntivo ottenuto dal mediatore, sostenendo di non aver mai conosciuto l’agente, di aver contattato direttamente la proprietaria dopo essere venuto a conoscenza che l’immobile era in vendita e di aver concluso l’affare senza che mai fosse intervenuta l’agenzia.

Il Tribunale di Trento tuttavia ha ritenuto provato il nesso di causalità tra l’attività dell’agente e la conclusione dell’affare per il fatto che l’agente aveva documentato l’attività di pubblicizzazione della messa in vendita dell’immobile, allegando in giudizio sia la fotografia del cartello apposto sulla recinzione della casa che la pubblicità in internet ad essa riferita.

https://responsabilecivile.it/ce-il-cartello-ma-lacquisto-avviene-senza-mediazione-va-pagato-lagente/

E’ vessatoria la clausola “non rimborsabile” nelle prenotazioni alberghiere online 150 150 Graziella Pascotto

E’ vessatoria la clausola “non rimborsabile” nelle prenotazioni alberghiere online

Le clausole che indicano l’adesione all’offerta alberghiera come “non rimborsabile” sono, a tutti gli effetti, delle clausole vessatorie. Conseguentemente, quando si prenota on line, l’eventuale spunta della casella delle condizioni generali di contratto non sostituisce la firma e la clausola relativa al pagamento della penale non ha alcun effetto giuridico se non specificamente approvata.

È quanto statuito dal Giudice di Pace di Trapani con la sentenza del 14.10.2019 che ha riconosciuto il rimborso di € 364,50 oltre interessi per la somma pagata alla struttura alberghiera attraverso il sito Booking.com.

Il Giudice di Pace ha chiarito che le clausole che impongono il pagamento di una penale in caso di disdetta, oppure quelle che indicano l’adesione all’offerta alberghiera come “non rimborsabile” sono a tutti gli effetti delle clausole vessatorie, e quindi efficaci solo se firmate separatamente dal cliente.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36511-hotel-prenotato-online-vessatoria-la-clausola-quotnon-rimborsabile-quot.asp

Droni: assicurazione obbligatoria dal 15.12.2019 150 150 Graziella Pascotto

Droni: assicurazione obbligatoria dal 15.12.2019

La terza edizione del regolamento Enac sui droni (mezzi aerei a pilotaggio remoto, i cosiddetti Sapr) prevede che a partire dal 15.12.2019, questi oggetti dovranno essere assicurati anche se si usano per scopi ricreativi.

In precedenza invece l’obbligo era riservato esclusivamente all’utilizzo per motivi di lavoro.

L’art. 32 stabilisce che «Non è consentito condurre operazioni con un SAPR se non è stata stipulata e in corso di validità un’assicurazione concernente la responsabilità verso terzi adeguata allo scopo».

Inoltre, il regolamento ricorda che gli operatori di Sapr “impiegati per uso professionale, indipendentemente dal peso, e gli operatori e/o i proprietari di Apr di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative hanno l’obbligo di registrarsi sul portale D-Flight” e che “la capacità dell’operatore del Sapr di rispettare gli obblighi derivanti dal Regolamento viene attestata dall’Enac mediante il rilascio di un’autorizzazione nei casi di operazioni specializzate critiche”.

Tutti i piloti con droni superiori ai 250 grammi dovranno sostenere e superare un esame online di competenza a partire dal 1 marzo e con termine ultimo 1 luglio 2020:
Art.37 comma E: “I piloti di APR di massa uguale o maggiore di 250 g impiegati per attività ricreative devono assolvere l’obbligo di conseguimento dell’attestato di competenza, di cui all’art. 8 comma 1, dal 1° marzo al 1° luglio 2020. Oltre tale data, gli operatori/proprietari e i piloti di APR per uso ricreativo non potranno svolgere attività di volo in assenza dell’attestato di competenza.”

https://www.italiaoggi.it/news/per-i-droni-l-assicurazione-e-obbligatoria-2403492

Sinistro stradale notturno e senza testimoni: pari responsabilità dei conducenti coinvolti 150 150 Graziella Pascotto

Sinistro stradale notturno e senza testimoni: pari responsabilità dei conducenti coinvolti

Serio incidente stradale notturno: un tassista e un automobilista ignorano completamente il semaforo e, appena impegnano l’incrocio, non riescono ad evitare l’impatto.

Nessun testimone presente: solo le dichiarazioni dei due conducenti.

Per la Corte di Cassazione n. 29739 del 15.11.2019 entrambi sono responsabili in egual misura e la pari responsabilità non può essere messa in discussione dalla condizione di ebbrezza alcolica di uno degli automobilisti non essendo stata fornita la prova della dinamica del sinistro.

https://www.puntodidiritto.it/rca-pari-responsabilita-conducenti-sinistro-notturno-senza-testimoni/

Mantenimento: non deducibile se corrisposto una tantum 150 150 Graziella Pascotto

Mantenimento: non deducibile se corrisposto una tantum

La Corte di Cassazione 12.11.2019 n. 29178 conferma un orientamento ormai consolidato.

L’assegno di mantenimento dopo la separazione o il divorzio non può essere dedotto dall’Irpef se viene corrisposto in un’unica soluzione e non periodicamente.
L’agevolazione fiscale spetta quindi solamente a chi versa l’assegno di mantenimento o di divorzio all’ex coniuge a cadenza periodica nella misura in cui è stato stabilito dal giudice al momento della separazione o del divorzio.

Pur avendo entrambi la funzione di regolare i rapporti patrimoniali derivanti dallo scioglimento o dalla cessazione del vincolo matrimoniale, l’importo da corrispondere in forma periodica viene stabilito in base alla situazione esistente al momento della pronuncia, con la conseguente possibilità di una revisione, in aumento o in diminuzione; mentre al contrario quanto versato una tantum – che non corrisponde necessariamente alla capitalizzazione dell’assegno periodico – viene concordato liberamente dai coniugi nel suo ammontare e definisce una volta per tutte i loro rapporti per mezzo di una attribuzione patrimoniale, producendo l’effetto di rendere non più rivedibili le condizioni pattuite, le quali restano così fissate definitivamente.

In altri termini, ammettere la deducibilità dell’assegno una tantum finirebbe col rendere deducibile dal reddito un trasferimento squisitamente patrimoniale, cui non potrebbe essere riconosciuta la natura di “reddito” in capo al percettore.

https://www.informazionefiscale.it/assegno-ex-coniuge-una-tantum-deduzione-Irpef

Locazione: non è obbligatorio ritinteggiare alla scadenza del contratto 150 150 Graziella Pascotto

Locazione: non è obbligatorio ritinteggiare alla scadenza del contratto

La Corte di Cassazione n. 29329 depositata il 13.11.2019 stabilisce che l’inquilino non è tenuto a tinteggiare l’appartamento alla scadenza del contratto di locazione.

Non rientra, pertanto, nel diritto del proprietario richiedere all’inquilino la messa a nuovo della casa con la fine della locazione.

Eventuali clausole aggiunte all’atto della stipula del contratto di locazione che obbligano l’inquilino a eliminare gli effetti dovuti al deterioramento da usura dovuta alla durata della locazione, sono da considerarsi nulle, ai sensi e per gli effetti dell’art. 79 della L. 392/78.

https://www.ilsole24ore.com/art/affitto-non-si-obbliga-l-inquilino-rimettere-nuovo-casa-ACRMAjy

Riscaldamento centralizzato in condominio: ripartizione secondo i consumi 150 150 Graziella Pascotto

Riscaldamento centralizzato in condominio: ripartizione secondo i consumi

Le spese del riscaldamento centralizzato di un edificio in condominio, ove sia stato adottato un sistema di contabilizzazione del calore, devono essere ripartite in base al consumo effettivamente registrato, risultando, perciò, illegittima una suddivisione di tali oneri operata, sebbene in parte, alla stregua dei valori millesimali delle singole unità immobiliari, né possono a tal fine rilevare i diversi criteri di riparto dettati da una delibera di giunta regionale, che pur richiami specifiche tecniche a base volontaria, in quanto atto amministrativo comunque inidoneo ad incidere sul rapporto civilistico tra condomini e condominio.
È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione del 4 novembre 2019, n. 28282.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36362-riscaldamento-condominio-la-ripartizione-si-fa-sui-consumi.asp

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti 150 150 Graziella Pascotto

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti

Il Tribunale di Trapani con la sentenza 522 del 2.10.2019 ha punito un utente del social network linkedin che pur sapendo di non avere i titoli previsti dall’annuncio, aveva inviato lo stesso il proprio curriculum.
ll datore di lavoro accortosi dell’errore, aveva revocato la delibera di assunzione.
Al centro del contenzioso la laurea in lingue posseduta dal candidato. Tra i requisiti richiesti dall’annuncio era infatti prevista la laurea in ingegneria, economia o giurisprudenza, oltre a master e corsi di specializzazione del settore.
ll candidato, dunque, chiedeva il risarcimento dei danni subiti, pari alle retribuzioni che sarebbero state percepite per l’intera durata del rapporto, pari a 400mila euro, oltre alle spese sostenute per il trasloco.
Per il Tribunale di Trapani tuttavia, chi partecipa a una selezione sapendo di non averne i requisiti accetta il rischio di non essere selezionato oppure di perdere il posto di lavoro a causa della sua condotta, messa in atto in mala fede.
È irrilevante il fatto che gli annunci non prevedano che il possesso dei titoli sia considerato «a pena di esclusione»: sarebbe «privo di senso ipotizzare un requisito di partecipazione che però non sia necessario per la partecipazione alla gara». Per il Tribunale, «un requisito non necessario non è un vero requisito»
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