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Giugno 2023

Interventi in materia di sicurezza stradale, il CdM approva il ddl 150 150 Graziella Pascotto

Interventi in materia di sicurezza stradale, il CdM approva il ddl

Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Ddl sulla sicurezza stradale. Tra le novità che saranno contenute nel Codice della strada vi è la previsione di corsi extracurricolari facoltativi sulla sicurezza stradale organizzati dalle scuole secondarie statali o paritarie. Gli studenti che li frequenteranno potranno beneficiare di 2 punti aggiuntivi all’atto del conseguimento della patente.
Il Ddl introduce il divieto assoluto di assumere alcolici (per due o tre anni a seconda del reato) per i conducenti già condannati per reati specifici e l’obbligo di installazione del sistema alcolock, collegato al motore e che ne impedisce l’avvio se il tasso alcolemico è superiore allo zero.
In caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe il provvedimento prevede la sospensione o la revoca della patente, con divieto di conseguirla fino a tre anni.
Non si potrà conseguire la patente prima dei 24 anni se da minorenni si è stati sorpresi alla guida senza patente e sotto effetto di droghe.
Quanto ai monopattini ci sarà l’obbligo di indossare il casco e dotarsi di targa e assicurazione. I veicoli in sharing avranno un sistema di geofencing che ne inibirà il funzionamento al di fuori delle aree consentite.
SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE INTERVENTI IN MATERIA DI SICUREZZA STRADALE E DELEGA PER LA RE.. - Asaps.it Il Portale della Sicurezza Stradale
Il differimento del T.F.S. è incompatibile con la Costituzione: Pressante invito al legislatore a rimuoverlo gradualmente 150 150 Graziella Pascotto

Il differimento del T.F.S. è incompatibile con la Costituzione: Pressante invito al legislatore a rimuoverlo gradualmente

Con la sentenza n. 130 depositata il 23.6.2023 la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del differimento della corresponsione dei trattamenti di fine servizio (un tempo “buonuscita”) componente integrante della retribuzione, spettanti ai dipendenti pubblici cessati dall’impiego per raggiunti limiti di età o di servizio.
La Corte ha evidenziato il contrasto con il principio della giusta retribuzione che “si sostanzia non solamente nella congruità dell’ammontare corrisposto, ma anche nella tempestività della erogazione”. La disciplina attualmente in vigore, calibrata su una progressione graduale delle dilazioni, via via più ampie in proporzione all’incremento dell’ammontare della prestazione, finisce per “aggravare il vulnus sopra evidenziato” della ritardata erogazione.
Per la Corte spetta al legislatore individuare “i mezzi e le modalità di attuazione di un intervento riformatore che tenga conto anche degli impegni assunti nell’ambito della precedente programmazione economico-finanziaria” precisando che “la discrezionalità del legislatore al riguardo non è temporalmente illimitata. E non sarebbe tollerabile l’eccessivo protrarsi dell’inerzia legislativa, tenuto anche conto che la Corte aveva già rivolto al legislatore, con la sentenza n.159 del 2019, un monito con il quale si segnalava la problematicità della normativa in esame”.
Corte Costituzionale: viola la Costituzione il pagamento differito del trattamento di fine servizio
Atto di nascita con 2 mamme: Procura Padova ne dichiara illegittimità 150 150 Graziella Pascotto

Atto di nascita con 2 mamme: Procura Padova ne dichiara illegittimità

Una coppia di donne si è vista notificare un atto giudiziario con il quale la Procura di Padova chiede al Tribunale la rettifica dell’atto di nascita della bambina registrato il 30.8.2017, attraverso la cancellazione del nome della madre non biologica, e la rettifica del cognome con la cancellazione di quello della seconda mamma della bimba, che compirà fra poco 6 anni. La coppia di 40enni si è sposata all’estero e ha un secondo bambino, figlio biologico dell’altra donna, anch’esso con il doppio cognome. Nell’impugnazione del certificato di nascita, il magistrato scrive che “la giovane età della bambina esclude che la modifica del cognome come richiesto possa avere ripercussioni sulla sua vita sociale”.
Il Tribunale ha fissato per il prossimo 14 novembre l’udienza per la discussione del ricorso.
Atto di nascita con 2 mamme: Procura Padova ne dichiara illegittimità
Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola? 150 150 Graziella Pascotto

Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola?

E’ il caso di una ragazzina di 12 anni che nel tragitto bagno-aula cadeva dalle scale fratturandosi la tibia.
La Corte di Cassazione (ord. n. 15190 del 30.5.2023) confermando la decisione di appello, ha affermato che l’amministrazione scolastica ha dimostrato adeguatamente di aver garantito la sorveglianza degli studenti.
La manutenzione degli ambienti scolastici non presentava criticità, non essendo stata sollevata alcuna questione riguardo l’usura o la scivolosità delle scale, e non essendovi altri studenti presenti nel momento dell’incidente. Inoltre, è stato preso in considerazione lo sviluppo psico-motorio dell’allieva, che era in grado di muoversi autonomamente, rendendo inesigibile una sorveglianza continua durante il tragitto tra l’aula e i servizi igienici.
L’obbligo di dimostrare il mancato adempimento da parte dell’istituto scolastico ricade sul danneggiato, così come quello di illustrare i danni subiti. Al contrario, è compito della scuola dimostrare l’adempimento delle sue obbligazioni o l’impossibilità imprevedibile o inevitabile di adempiere correttamente all’obbligo di proteggere lo studente. Pertanto, in assenza di evidenza di condizioni particolarmente pericolose nei luoghi dell’incidente, non si può richiedere all’amministrazione scolastica di provare specificamente l’assenza di tale pericolosità.
Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola?