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Sinistri stradali e valenza probatoria del modello CAI 150 150 Graziella Pascotto

Sinistri stradali e valenza probatoria del modello CAI

Le dichiarazioni contenute nel modello C.A.I., pur sottoscritto da tutte le parti coinvolte nel sinistro stradale, non assurgono a piena prova nei confronti di alcuno dei litisconsorti chiamati in giudizio, ma sono solo idonee a fondare una presunzione semplice nei confronti di tutte le parti convenute, e in particolare modo, della compagnia assicurativa che potrà superarla fornendo la prova contraria ovvero attraverso il ricorso ad altra presunzione.

La presunzione potrà essere superata anche in ragione di altre risultanze di causa, quali ad esempio una consulenza tecnica d’ufficio, idonea a far ritenere che il fatto non si sia verificato ovvero si sia verificato con modalità diverse da quelle dichiarate dal danneggiato.

Per la Cassazione 16.1.20 n. 800 il giudice di merito può dunque liberamente valutare il valore probatorio da attribuire alle dichiarazioni contenute nel modulo C.A.I, in particolare confrontandole con altri elementi probatori, quali le testimonianze, il verbale eventualmente redatto dalle Autorità, le registrazioni della scatola nera, le valutazioni tecniche formulate dai periti d’ufficio e di parte.

Nel caso concreto, il modello C.A.I. già generico (non era stata indicata la posizione dei veicoli, né descritto il luogo del sinistro),non aveva ricevuto riscontri convergenti in corso di causa.

https://www.puntodidiritto.it/rca-la-dichiarazione-confessoria-contenuta-nel-c-d-modulo-c-a-i-non-ha-valore-di-piena-prova/

Nesso di causa tra tumore e cellulari: la Corte d’Appello di Torino conferma 150 150 Graziella Pascotto

Nesso di causa tra tumore e cellulari: la Corte d’Appello di Torino conferma

Secondo la Corte d’Appello di Torino n. 904/19 (pubblicata il 13.1.2020) vi sarebbe nesso ‘causale’ tra il neurinoma del nervo acustico che ha colpito un dipendente Telecom che per anni aveva fatto un uso prolungato del telefonino, anche 4 o 5 ore al giorno, e l’utilizzo del cellulare. Ha dunque condannato Inail a corrispondere all’uomo una rendita vitalizia da malattia professionale.

La Corte osserva anche che «buona parte della letteratura scientifica che esclude la cancerogenicità dell’esposizione a radiofrequenze, o che quantomeno sostiene che le ricerche giunte ad opposte conclusioni non possano essere considerate conclusive, versa in posizione di conflitto di interessi», per aver ricevuto, direttamente o indirettamente, finanziamenti dall’industria.

È evidente, prosegue la sentenza, che «l’indagine, e le conclusioni, di autori indipendenti diano maggiori garanzie di attendibilità rispetto a quelle commissionate, gestite o finanziate almeno in parte, da soggetti interessati all’esito degli studi».

E’ del 2019 una pronuncia del Tar Lazio che concede 6 mesi ai ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, per provvedere a una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente legati ad un uso improprio.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/14/news/la_corte_d_appello_di_torino_c_e_un_nesso_tra_uso_del_cellulare_e_alcuni_tipi_di_tumore_-245764217/

Non raccogliere le deiezioni del cane: sanzione amministrativa e reato 150 150 Graziella Pascotto

Non raccogliere le deiezioni del cane: sanzione amministrativa e reato

La Polizia Locale di Treviso ha applicato il regolamento urbano approvato lo scorso ottobre e ha così sanzionato il proprietario del cane, che aveva appena espletato su strada i propri bisogni: l’uomo dovrà pagare una multa di € 400 per non aver raccolto le deiezioni dell’animale.

Il Comune riferisce come, nonostante l’uomo avesse inizialmente negato l’evidenza dei fatti, sia stato inchiodato dalle prove fotografiche degli agenti, rimasti a debita distanza.

Da una parte le amministrazioni hanno il potere di dettare tramite apposite ordinanze le regole e le sanzioni (di importo variabile nei diversi paesi) a cui va incontro chi non si premura di raccogliere le deiezioni canine lasciate in strada dal proprio animale.

Dall’altra tali comportamenti incivili possono configurare un reato. L’art. 639 c.p., infatti, sanziona il “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”.
La giurisprudenza considera un rischio prevedibile quello che il proprio cane, a passeggio sulla pubblica via, possa sporcare. Chi lo conduce pertanto deve poter governare tale rischio concreto vigilando sul comportamento dell’animale, limitandone il movimento (se dei caso tenendolo legato con un guinzaglio) o comunque intervenendo con atteggiamenti tali da farlo desistere (quantomeno nell’immediatezza) dall’azione, o comunque riparando al gesto con gli strumenti di pulizia idonei.

https://www.trevisotoday.it/cronaca/multa-escrementi-cane-treviso-gennaio-2020.html

Guida in stato di ebbrezza: l’accusa deve dimostrare il regolare funzionamento dell’etilometro 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza: l’accusa deve dimostrare il regolare funzionamento dell’etilometro

La Cassazione ha cambiato orientamento in tema di guida in stato di ebbrezza rilevata tramite etilometro e relativo onere probatorio nel processo penale.

Lo ha fatto con la sentenza n. 38618 del 19.9.2019 per la quale, in tema di guida in stato di ebbrezza, una volta che l’alcoltest risulti positivo, spetta alla pubblica accusa l’onere di fornire la prova del regolare funzionamento dell’etilometro, della sua omologazione e dell’avvenuta revisione.

Per il precedente orientamento invece, se l’alcoltest era positivo, spettava alla difesa dell’imputato fornire la prova contraria al detto accertamento.

La Cassazione ha spiegato che la giurisprudenza, finora, aveva privilegiato le esigenze di tutela della sicurezza stradale, a fronte dell’interesse dell’imputato ad ottenere tutela in presenza di accertamenti automatici effettuati da apparecchi, quali gli autovelox o gli etilometri, dei quali spesso le amministrazioni non sono in grado di dimostrare l’aggiornata taratura della funzionalità.
Così, l’orientamento tradizionale di ritenere sufficiente l’omologazione dello strumento ha comportato il gravoso onere in capo al privato, di dimostrare la sussistenza di un difetto di funzionamento. Prova tanto più difficoltosa tenuto conto della disponibilità dell’apparecchio in capo alla Pa.

Nel caso concreto, la Cassazione ha accolto il ricorso dell’imputato, ritenendo fondato il motivo con cui egli aveva dedotto che, nella specie, l’etilometro utilizzato risultava solo omologato e che l’onere di dimostrare la revisione di detto strumento spettava alla pubblica accusa.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2020/01/13/guida-in-stato-di-ebbrezza-in-attesa-del-nuovo-codice-della-strada

Contatori e consumi eccessivi 150 150 Graziella Pascotto

Contatori e consumi eccessivi

Una recentissima ordinanza della Cassazione (9.1.2020 n. 297) stabilisce come va ripartito l’onere della prova in caso di contestazioni sul consumo di energia elettrica e quali prove deve fornire l’utente.

Con la sottoscrizione del contratto di fornitura, il consumatore accetta i conteggi dei consumi per come rilevati dal contatore, ciò sulla base dell’autonomia contrattuale tra le parti.

Pertanto, se le bollette contestate si fondano proprio su misurazioni ritenute anomale dall’utente, spetta a quest’ultimo l’onere di provare che tale anomalia sia dovuta a cause a lui non imputabili quali, ad esempio, il malfunzionamento del contatore o l’azione di terzi come il furto di energia.
La prova può essere fornita anche tramite presunzioni come il confronto con le bollette delle mensilità precedenti o con quelle stesse mensilità degli anni passati; dimostrando la destinazione dell’immobile (ufficio o abitativo), il numero degli occupanti (che può determinare un minore o maggiore consumo), i mesi a cui le bollette si riferiscono (in estate è più improbabile un consumo eccessivo di gas o di luce).

Al gestore spetterà l’onere di dimostrare il regolare funzionamento del contatore.

Dal punto di vista pratico laddove vi siano dubbi sul buon funzionamento del contatore, ogni utente può chiederne la verifica al venditore e non al distributore. Il costo è a carico dell’utente se lo strumento funziona correttamente.
L’eventuale contestazione della bolletta andrà fatta tramite raccomandata a.r. e, in caso di risposta negativa, prima di rivolgersi al Giudice, sarà necessario esperire il tentativo di conciliazione presso l’Autorità Garante.

https://www.puntodidiritto.it/contestazione-consumo-energia-riparto-onere-prova-utente-fornitore/

Riforma del Codice della Strada 2020: alcune novità 150 150 Graziella Pascotto

Riforma del Codice della Strada 2020: alcune novità

La Camera si appresta ad esaminare la riforma al codice della strada.

Tra le novità previste:

1. il forte aumento delle multe per chi guida con lo smartphone (da 422 a 1697 €, e sospensione della patente fino a tre mesi in caso di recidiva). Questo perché la guida col cellulare è la causa principale, insieme all’alta velocità, di incidenti spesso mortali.

2. l’obbligo di cinture di sicurezza per gli scuolabus, a partire dal 2024, e la distanza di sicurezza laterale di 1,5 metri quando si supera una bicicletta.

3. istituzione da parte dei Comuni delle zone scolastiche, ossia strade intorno alle scuole in cui limitare la velocità a 30 chilometri orari, almeno durante gli orari di entrata ed uscita.

4. possibilità per i Comuni di utilizzare attraversamenti pedonali rialzati ad altezza marciapiede, con conseguente rallentamento delle auto o di bande sonore sulle strade per far rallentare la velocità.

Tra le richieste bocciate, invece, la proposta di elevare da 130 a 150 km/h il limite nelle autostrade a tre corsie sottoposte a tutor.

https://www.theitaliantimes.it/economia/riforma-nuovo-codice-della-strada_181119/

Locazione: conseguenze della tardiva registrazione 150 150 Graziella Pascotto

Locazione: conseguenze della tardiva registrazione

Il contratto di locazione di immobili, sia ad uso abitativo che ad uso diverso, contenente “ab origine” l’indicazione del canone realmente pattuito (e, dunque, in assenza di qualsivoglia fenomeno simulatorio), ove non registrato nei termini di legge, è nullo ai sensi dell’art. 1, comma 346, della l. n. 311 del 2004, ma, in caso di tardiva registrazione, da ritenersi consentita in base alle norme tributarie, può comunque produrre i suoi effetti con decorrenza “ex tunc” (retroattiva), atteso che il riconoscimento di una sanatoria “per adempimento” è coerente con l’introduzione nell’ordinamento di una nullità (funzionale) “per inadempimento” all’obbligo di registrazione.

A confermarlo è la Cassazione con sentenza 20 dicembre 2019, n. 34156.

https://responsabilecivile.it/contratto-di-locazione-la-registrazione-tardiva-sana-la-nullita/

Riforma della prescrizione al via. 150 150 Graziella Pascotto

Riforma della prescrizione al via.

Dal 1.1.2020 è in vigore la riforma della prescrizione fortemente voluta dal ministro Bonafede che prevede il blocco assoluto della prescrizione dopo la sentenza di primo grado sia di condanna che di assoluzione.
La prescrizione è l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo: con la riforma nessun processo finirà mai in prescrizione se è arrivato almeno a una sentenza di primo grado.
Modificata anche la norma sulla decorrenza della prescrizione con riferimento al solo reato continuato.

Il rischio concreto è la mancanza di reali benefici sulla durata dei processi. Anzi temo che i tempi si allungheranno. Si consideri che oggi quasi l’ 80% delle prescrizioni viene dichiarato quando la sentenza di primo grado non è ancora stata pronunciata.
Le inefficienze del nostro sistema giudiziario non risiedono soltanto in criticità di tipo strutturale, ma anche in vistose carenze di organico. Fondamentale pertanto sarà riorganizzare la giustizia partendo da risorse umane e mezzi.

https://www.ilsole24ore.com/art/al-via-domani-nuova-prescrizione-stop-la-sentenza-primo-grado-ACFcA38

Esecuzione sulla prima casa: novità a tutela del debitore 150 150 Graziella Pascotto

Esecuzione sulla prima casa: novità a tutela del debitore

Tra i c.d. bonus famiglia 2020 vi è anche il fondo salva casa per i debitori cui sia stata pignorata l’abitazione principale da parte di una banca o di una società di recupero crediti.

L’art. 41-bis del “decreto fiscale” convertito definitivamente il 17.12.2019, prevede, infatti, che il debitore esecutato possa chiedere ad una banca terza l’erogazione di un finanziamento da utilizzarsi per estinguere il mutuo già in essere. La nuova banca si surrogherà nella garanzia ipotecaria esistente e beneficerà anche della garanzia del Fondo di garanzia per la prima casa.
La disposizione si applica solamente al debitore-consumatore la cui abitazione principale sia stata fatta oggetto di pignoramento, notificato in una data compresa fra il 1.1.2010 e il 30.6.2019, da parte di una banca garantita da ipoteca di primo grado.

Nel processo esecutivo non devono esservi altri creditori e il debito complessivo oggetto rifinanziamento non può superiore a € 250.000.

L’importo offerto in pagamento non deve essere inferiore al 75% del valore dell’immobile determinato nella perizia di stima ovvero, se vi sono già state delle aste deserte, del prezzo base della successiva asta. Il pagamento ha effetto esdebitatorio per il debito residuo.

L’istanza può essere presentata una sola volta e, comunque, entro il termine perentorio del 31.12. 2021.
In alternativa al rifinanziamento, il debitore-consumatore può ottenere, alle medesime condizioni, la rinegoziazione del mutuo originario.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36800-bonus-famiglia-2020.asp

Decreto Crescita 2019: niente tasse per i canoni di locazione non percepiti 150 150 Graziella Pascotto

Decreto Crescita 2019: niente tasse per i canoni di locazione non percepiti

L’art. 3-quinquies del D.L. n. 34/2019, il c.d. decreto crescita, ha previsto dal 1.1.2020 un’importante novità relativa alla tassazione dei canoni di locazione abitativa non percepiti.

Per non pagare le tasse sui canoni non percepiti sarà infatti sufficiente attestarne la mancata percezione mediante l’intimazione di sfratto per morosità o l’ingiunzione di pagamento. Non si dovrà dunque più attendere la convalida di sfratto.

Un cambiamento non di poco conto se si considera che attualmente i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo, pur non percepiti, concorrono a formare il reddito del locatore che deve versare le relative imposte. Solo con la conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità del conduttore, al locatore sarà riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare

Attenzione però: le nuove modalità di detassazione non sono retroattive e saranno valide solo per i contratti di locazione abitativa (non commerciale) stipulati a partire dal 1.1.2020.

https://www.studiocataldi.it/articoli/36810-niente-tasse-sugli-affitti-non-percepiti.asp