Reato segnalare posti di blocco e controlli di polizia sui gruppi WhattsApp
Dopo aver scoperto un gruppo Whatsapp creato per segnalare i posti di blocco, la Polizia di Agrigento ha denunciato gli autori del fatto per la violazione dell’art. 340 c.p. in quanto la condotta in esame comporta interruzione o turbativa di un pubblico servizio.
Comunicare in tempo reale ad un gruppo significativo di persone la posizione dei posti di blocco vanifica l’attività delle Forze dell’ordine e impedisce il corretto svolgimento delle loro funzioni.
L’art. 340 c.p. punisce chiunque interrompa o turbi la regolarità di un ufficio o servizio pubblico con la reclusione fino ad un anno. I capi, i promotori o gli organizzatori (nel caso di specie l’amministratore del gruppo Wp) rischiano la reclusione da 1 a 5 anni.
La pratica di lampeggiare i fari, invece, non integra una fattispecie di reato ma comporta una sanzione amministrativa: € 42 di multa e la decurtazione di 1 punto dalla patente.
In questo caso tutto è nato per il ritrovamento di uno smartphone, tuttavia è bene segnalare che il sequestro del cellulare è una pratica abituale, soprattutto tra i guidatori coinvolti in sinistri stradali.

