Archivi del mese :
Febbraio 2021
Il Tribunale di Vicenza (sentenza n. 377 del 15.2.2021) ha condannato la Banca alla restituzione di oltre 300.000 € per un investimento effettuato in obbligazioni HELLENIC REPUBLIC poiché ritenuta inadempiente ai propri obblighi di consulenza verso il cliente.
L’esame dei documenti di acquisto delle obbligazioni ha evidenziato che la Banca non aveva fornito informazioni complete e comprensibili per il cliente, che pure, nel questionario compilato al momento della sottoscrizione del contratto quadro, aveva specificato di non avere conoscenze specifiche in materia di investimenti in prodotti finanziari.
La Banca aveva infatti venduto ad una persona con una propensione al rischio media, quindi con “accettazione di moderate oscillazioni negative del capitale investito”, obbligazioni di un paese a rating BBB+ (in discesa) senza adeguata informativa.
L’inadempimento della Banca degli obblighi informativi, e di diligenza professionale, sulla stessa gravanti, ha dunque comportato la risoluzione per inadempimento degli ordini di acquisto dei bond e la restituzione del capitale investito al netto delle cedole riscosse e dei titoli ricevuti in concambio.
La sentenza è interessante poiché la questione è piuttosto dibattuta: mentre per altri titoli come i bond argentini era pacifica tra gli intermediari finanziari la prevedibilità del default, per i bond greci vale il contrario. E’ noto infatti come lo Stato ellenico abbia nascosto i propri bilanci e la situazione di dissesto in cui versava fin dal 2012.
Tamponamenti a catena e in colonna: responsabilità
Secondo la Cassazione (ord. 18.2.2021, n. 4304), nell’ipotesi di tamponamento a catena tra veicoli in movimento, trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione “iuris tantum” di colpa in eguale misura di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, qualora non sia fornita la prova liberatoria di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.
Se, invece, il tamponamento deriva da scontri successivi fra veicoli facenti parte di una colonna in sosta, unico responsabile degli effetti delle collisioni è il conducente che le abbia determinate, tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna stessa.
Vaccino anti Covid e lavoratori dipendenti
E’ possibile sostenere l’obbligatorietà del vaccino anti COVID-19 per la generalità dei dipendenti? E ancora: è possibile sostenere l’obbligatorietà del vaccino anti COVID-19 per determinate categorie di dipendenti quali ad esempio il personale medico e infermieristico?
Le domande così attuali sono lecite e investono giuridicamente il duplice aspetto del rispetto dell’inviolabilità della libertà personale (art. 13 Cost.) e del diritto alla tutela della salute (art. 32 Cost.), ma le risposte non sono affatto scontate.
Addebito della separazione per il coniuge che si finge single sui social
Segnalo la singolare sentenza del Tribunale di Palmi (n. 6 del 7.1.2021) in tema di separazione coniugale addebitata al marito che
si è finto single su Facebook.
Il tribunale ha ritenuto che la causa del fallimento del matrimonio fosse la violazione dell’obbligo di fedeltà: l’istruttoria aveva evidenziato messaggi scambiati tramite WhatsApp con la presunta amante, testimonianze dei familiari della moglie e soprattutto il fatto che il marito aveva indicato come stato nel profilo Facebook quello di “single”.
Il Giudice ha precisato che queste indicazioni non sono prova di un rapporto extraconiugale, ma costituiscono un atteggiamento lesivo della dignità del partner proprio nella misura in cui, pubblicamente e sin troppo palesemente, rappresentano ai terzi estranei un modo di essere o uno stato d’animo incompatibile con un leale rapporto di coniugio.
Strada dissestata: negato il risarcimento all’automobilista che danneggia l’auto a causa di una buca
Respinta la richiesta di risarcimento avanzata nei confronti del Comune di Pederobba (TV). Decisiva l’osservazione secondo cui le condizioni della strada, dissestata e di solito usata da mezzi agricoli, avrebbero richiesto una maggiore prudenza alla guida.
Per la Corte di Cassazione dunque (ord. 3.2.2021 n. 2525) l’automobilista è colpevole se, percorrendo quel tratto con la propria vettura, centra in pieno una grossa buca, riportando danni seri al veicolo.
Viene così confermato un orientamento ormai consolidato: l’ente proprietario della strada risponde ex art. 2051 c.c., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura e alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l’eventuale danneggiato di percepire o prevedere con l’ordinaria diligenza, la situazione di pericolo.
Il Tribunale di Milano ordina ad Apple di fornire ai genitori i contenuti digitali bloccati del figlio deceduto
E’ il caso di un ragazzo, morto in un incidente stradale, e dei suoi genitori intenzionati a recuperare dai suoi account i contenuti digitali andati persi con il telefonino distrutto nello scontro, ma sincronizzati sul cloud.
Volevano recuperare in particolare video e foto, nonchè le ricette del ragazzo, giovane chef, per raccoglierle in un progetto dedicato alla sua memoria. Apple tuttavia rifiutava per ragioni legate alla protezione dell’identità di terzi in contatto con il ragazzo, e per la sicurezza dei clienti.
Il Tribunale di Milano (ord. 10.2.2021) ha ritenuto illegittimo il rifiuto di Apple e dato applicazione all’art. 2-terdecies Codice della privacy sulla tutela post-mortem. Tale norma demanda alla persona la scelta in vita se lasciare o no agli eredi la facoltà di accedere ai propri dati, e in assenza di un suo espresso divieto scritto attribuisce i diritti sui dati del defunto a chi agisca per ragioni familiari meritevoli di protezione. E tali sono, per la giudice, il legame esistente tra genitori e figli e la volontà di realizzare un progetto che possa tenerne viva la memoria: due elementi che incarnano anche il perseguimento del legittimo interesse richiesto dal Regolamento generale europeo sulla privacy per superare il diniego opposto da Apple per tutelare la sicurezza dei clienti.
Investimento del pedone fuori dalle strisce pedonali
La Cassazione (sentenza n. 4738 del 8.2.2021) ha precisato che “in tema di circolazione stradale il conducente del veicolo è tenuto a osservare in prossimità degli attraversamenti pedonali la massima prudenza e a mantenere una velocità particolarmente moderata, tale da consentire l’esercizio del diritto di precedenza, spettante in ogni caso al pedone che attraversi la carreggiata nella zona delle strisce zebrate, essendo al riguardo ininfluente che l’attraversamento avvenga sulle strisce o nelle vicinanze”.
La Cassazione ha in altri termini chiarito che le strisce pedonali non devono essere considerate solo quelle con il segnale bianco a terra dovendo invece avere riguardo al complessivo quadro nel quale avviene l’attraversamento pedonale.
Separazione personale e addebito: il ruolo degli screenshot
Il caso riguarda una coppia in fase di rottura a causa della relazione extraconiugale portata avanti dal marito e ostentata sul proprio profilo Facebook.
La moglie, che proprio su Facebook aveva invitato il marito a mantenere la propria famiglia invece di pensare a farsi le vacanze con l’amante (testimone una foto ritraente dei biglietti aerei), ha salvato le risposte in cui il marito ammetteva la relazione e il viaggio stesso, adducendo come prova come li avesse «campati tutti» fino a quel momento.
Esaminati gli screenshot, il Tribunale di Rimini (sentenza n. 82 del 1.2.2021) ha dato ragione alla moglie sottolineando come una simile lesione della dignità sia sufficiente per l’addebito della separazione.
Divorzio: l’ex moglie con poca voglia di cercare lavoro deve dire addio all’assegno divorzile
A seguito della separazione intervenuta tra coniugi, è legittima la revoca dell’assegno divorzile accordato alla moglie, qualora quest’ultima rinunci senza giustificato motivo a cercare una occupazione lavorativa pur in assenza di patologie e/o di condizioni di salute ostative allo svolgimento di attività lavorative, tenuta in giusta considerazione l’età del coniuge e anche la condizione economica.
Nel caso deciso dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 2653 del 4.2.2021), la donna di quarantasei anni di età aveva già svolto nel recente passato lavori come addetta alle pulizie sia pure occasionalmente, mentre l’assegno divorzile revocato ammontava a complessivi duecento euro al mese.
Patrocinio a spese dello Stato: adeguato il limite di reddito
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 30 gennaio 2021, n. 24 il decreto 23 luglio 2020 del Ministero della Giustizia concernente l’adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
L’imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito risultante dall’ultima dichiarazione non dovrà essere superiore a € 11.746,68.
Il gratuito patrocinio è istituto che garantisce ai non abbienti l’assistenza legale gratuita, con costi interamente a carico dello Stato, sia per quanto riguarda i compensi degli avvocati che per le spese di giustizia, nei nei processi civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.
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