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Ottobre 2024

Il figlio maggiorenne percettore di NASpI ha diritto al mantenimento? 150 150 Graziella Pascotto

Il figlio maggiorenne percettore di NASpI ha diritto al mantenimento?

E’ il caso di un padre divorziato che impugnava il provvedimento con cui veniva obbligato a corrispondere il mantenimento alla figlia maggiorenne. La ragazza lavorava con contratto a tempo determinato per alcuni anni percependo € 670 di stipendio e, una volta cessato il rapporto lavorativo per scadenza del termine, percepiva la NASpI.

La Suprema Corte (sentenza n. 8892 del 4.4.2024) ha accolto il motivo di ricorso del padre. Secondo la Cassazione infatti, la sentenza gravata ha errato nell’aver escluso il raggiungimento dell’indipendenza economica della figlia solo sulla base della cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato e senza aver attribuito rilievo alla percezione della NASpI.

Già in passato la giurisprudenza ha ritenuto che lo svolgimento di un’attività retribuita, benché svolta in forza di un contratto a tempo determinato, possa rappresentare un elemento indicatore della capacità del figlio di procurarsi una fonte di reddito. Pertanto, la cessazione del rapporto di lavoro (o il cattivo andamento dello stesso) non determina la reviviscenza dell’obbligo di mantenimento.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/10/22/figlio-maggiorenne-percettore-naspi-diritto-mantenimento

Spid obbligatorio per accedere ai siti porno, di scommesse e gioco d’azzardo dal 2025: ecco le novità dell’Agcom 150 150 Graziella Pascotto

Spid obbligatorio per accedere ai siti porno, di scommesse e gioco d’azzardo dal 2025: ecco le novità dell’Agcom

Giro di vite di Agcom per la tutela della navigazione web dei minori, grazie a nuove linee guida che fissano la rigorosa verifica della maggiore età per accedere a contenuti potenzialmente a rischio.

L’obiettivo è creare un ambiente digitale più sicuro per i minori, senza compromettere eccessivamente la libertà di accesso degli adulti. Ecco perché il nuovo sistema di verifica dell’identità digitale si fonderà su un modello di c.d. doppio anonimato, tale da assicurare la riservatezza degli utenti. In sostanza, i fornitori di servizi non avranno accesso ai dettagli personali degli utenti, né sapranno quale specifico servizio vuole la verifica. L’impostazione aspira a bilanciare il dovere di tutelare i minori con il diritto alla privacy della popolazione adulta.

Al fine di accertare che l’utente abbia effettivamente compiuto 18 anni, sarà utilizzabile lo Spid, ma non solo. Infatti l’AgCom ha tracciato un quadro di linee guida, che darà ai fornitori di servizi la libertà di scegliere il metodo più appropriato per controllare l’età degli utenti, a condizione di rispettare rigorosi standard di privacy e sicurezza. Quindi, con tutta probabilità, ci sarà spazio anche per modalità alternative di verifica come la Carta d’Identità Elettronica o il futuro IT Wallet, un portafoglio digitale che includerà una varietà di documenti personali.

https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/spid-obbligatorio-accedere-siti-porno-scommesse-gioco-azzardo-2025/4601.html#:~:text=Spid%20obbligatorio%20per%20accedere%20ai,dell’Agcom%20%2D%20Brocardi.it

Guida in stato di ebbrezza: quando è possibile rifiutare l’alcoltest in ambito sanitario? 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza: quando è possibile rifiutare l’alcoltest in ambito sanitario?

E’ il caso di un uomo condannato per i reati di cui agli artt. 186 c. 7 e 187 c. 8 c.d.s., per essersi rifiutato di sottoporsi all’accertamento relativo allo stato di ebbrezza alcolica e all’uso di sostanze stupefacenti. Con ricorso per Cassazione il conducente lamentava che il rifiuto è penalmente rilevante solo qualora si collochi nell’ambito di un sinistro stradale e l’imputato sia sottoposto a cure mediche.

L’art. 186, c. 5 c.d.s. prevede infatti la possibilità di procedere all’accertamento del tasso alcolemico da parte delle strutture sanitarie espressamente indicate esclusivamente per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche. Si tratta di due presupposti tassativi e che devono sussistere congiuntamente.

Nel caso di specie, sebbene ricorresse la prima delle condizioni, ovvero la sussistenza di un sinistro stradale, non ricorreva la seconda, in quanto il ricorrente non aveva necessità di essere sottoposto a cure mediche, con la conseguenza che la richiesta effettuata dagli agenti operanti era del tutto illegittima e il rifiuto penalmente irrilevante (Cassazione Penale, sentenza 29.7.2024, n. 30811).

https://www.altalex.com/documents/news/2024/09/30/guida-stato-ebbrezza-quando-possibile-rifiutare-alcoltest-ambito-sanitario