Videosorveglianza sul lavoro: extrema ratio in presenza di gravi illeciti
Un datore di lavoro può installare delle telecamere nascoste senza informare i dipendenti se ha il fondato sospetto che questi lo stiano derubando e se le perdite subite per la loro condotta sono ingenti.
Questo ha stabilito la Grand Chamber della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) con sentenza del 17.10.2019 sui ricorsi 1874/13 e 8567/13.
Sulla recente pronuncia è intervenuto il Garante Privacy Antonello Soro con una nota: “la video sorveglianza occulta è … ammessa solo in quanto extrema ratio, a fronte di “gravi illeciti” e con modalità spazio-temporali tali da limitare al massimo l’incidenza del controllo sul lavoratore. Non può dunque diventare una prassi ordinaria. Il requisito essenziale perché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi resta dunque, per la Corte, la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza: capisaldi della disciplina di protezione dati la cui “funzione sociale” si conferma, anche sotto questo profilo, sempre più centrale perché capace di coniugare dignità e iniziativa economica, libertà e tecnica, garanzie e doveri”.

