Spiare la chat del partner: accesso abusivo a sistema informatico
Il caso esaminato dalla Cassazione è quello di un uomo che dopo essere entrato sul profilo Skype della moglie, aveva stampato le chat di quest’ultima con il presunto amante e, in seguito, usato il materiale nel procedimento di separazione.
L’uomo si giustificava evidenziando come il computer fosse già aperto su Skype e che le chat erano comparse sul monitor dopo aver urtato per sbaglio il tavolo sul quale si trovava il computer.
Assolto nel merito, la Corte di Cassazione accoglie il ricorso della donna. poichè l’art. 615-ter c.p. punisce non solamente l’accesso abusivo a un sistema informatico, ma anche il mantenimento nello stesso contro la volontà del titolare.
La Corte reputa inconferenti tutte le circostanze dedotte dall’imputato, rilevando unicamente il comportamento dell’uomo, trattenutosi all’interno del sistema protetto da misure di sicurezza, navigando nel profilo Skype della moglie, leggendo e stampando le pagine con le conversazioni, pur non essendo autorizzato a farlo e, anzi, nella piena consapevolezza della contrarietà della moglie.

