Affitti brevi, addio self check-in, obbligo riconoscimento de visu degli ospiti, anche con videocamera: nuova sentenza
Il Consiglio di Stato conferma l’obbligo di riconoscere gli ospiti de visu, ma apre al video-check-in in diretta.
La sentenza n. 5732 del 21.11.2025 ha chiuso definitivamente una vicenda durata oltre un anno e che aveva diviso albergatori e gestori di affitti brevi. Prevista dall’art. 109 del T.U.L.P.S., l’identificazione de visu degli ospiti – ossia “con i propri occhi” – è obbligatoria per tutte le strutture ricettive, comprese le locazioni turistiche e gli affitti brevi. Ma – ed è questo il punto che segna la vera novità – l’identificazione di chi alloggia negli spazi designati potrà avvenire anche a distanza, da remoto e con sistemi che assicurino una verifica inequivocabile, immediata e sicura dell’identità dell’ospite. Si fa riferimento a strumenti di videocollegamento, predisposti dal gestore all’ingresso dell’immobile e tali da garantire affidabilità e idoneità a confrontare – in tempo reale – il volto dell’ospite con il suo documento di identità (es. videocitofoni e “spioncini digitali”).
I dati raccolti dagli ospiti andranno tempestivamente comunicati alle forze dell’ordine: l’identificazione de visu degli ospiti è un dovere che deriva direttamente dal T.U.L.P.S. e non può essere bypassato con sistemi totalmente automatizzati. Ecco perché la sentenza del Consiglio di Stato sostiene un equilibrio mirato a conciliare esigenze di sicurezza, tutela dei cittadini e modernizzazione dei processi ricettivi.
Stop invece al self check-in anonimo con semplice foto del documento.






