Diritto del lavoro

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti 150 150 Graziella Pascotto

Licenziabile chi si candida su linkedin mentendo sui requisiti richiesti

Il Tribunale di Trapani con la sentenza 522 del 2.10.2019 ha punito un utente del social network linkedin che pur sapendo di non avere i titoli previsti dall’annuncio, aveva inviato lo stesso il proprio curriculum.
ll datore di lavoro accortosi dell’errore, aveva revocato la delibera di assunzione.
Al centro del contenzioso la laurea in lingue posseduta dal candidato. Tra i requisiti richiesti dall’annuncio era infatti prevista la laurea in ingegneria, economia o giurisprudenza, oltre a master e corsi di specializzazione del settore.
ll candidato, dunque, chiedeva il risarcimento dei danni subiti, pari alle retribuzioni che sarebbero state percepite per l’intera durata del rapporto, pari a 400mila euro, oltre alle spese sostenute per il trasloco.
Per il Tribunale di Trapani tuttavia, chi partecipa a una selezione sapendo di non averne i requisiti accetta il rischio di non essere selezionato oppure di perdere il posto di lavoro a causa della sua condotta, messa in atto in mala fede.
È irrilevante il fatto che gli annunci non prevedano che il possesso dei titoli sia considerato «a pena di esclusione»: sarebbe «privo di senso ipotizzare un requisito di partecipazione che però non sia necessario per la partecipazione alla gara». Per il Tribunale, «un requisito non necessario non è un vero requisito»
Videosorveglianza sul lavoro: extrema ratio in presenza di gravi illeciti 150 150 Graziella Pascotto

Videosorveglianza sul lavoro: extrema ratio in presenza di gravi illeciti

Un datore di lavoro può installare delle telecamere nascoste senza informare i dipendenti se ha il fondato sospetto che questi lo stiano derubando e se le perdite subite per la loro condotta sono ingenti.

Questo ha stabilito la Grand Chamber della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) con sentenza del 17.10.2019 sui ricorsi 1874/13 e 8567/13.

Sulla recente pronuncia è intervenuto il Garante Privacy Antonello Soro con una nota: “la video sorveglianza occulta è … ammessa solo in quanto extrema ratio, a fronte di “gravi illeciti” e con modalità spazio-temporali tali da limitare al massimo l’incidenza del controllo sul lavoratore. Non può dunque diventare una prassi ordinaria. Il requisito essenziale perché i controlli sul lavoro, anche quelli difensivi, siano legittimi resta dunque, per la Corte, la loro rigorosa proporzionalità e non eccedenza: capisaldi della disciplina di protezione dati la cui “funzione sociale” si conferma, anche sotto questo profilo, sempre più centrale perché capace di coniugare dignità e iniziativa economica, libertà e tecnica, garanzie e doveri”.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/10/22/cedu-il-datore-di-lavoro-puo-spiare-il-lavoratore-con-le-telecamere-ma-solo-come-extrema-ratio

Dormire al lavoro non è giusta causa di licenziamento 150 150 Graziella Pascotto

Dormire al lavoro non è giusta causa di licenziamento

La Corte di Cassazione Sezione Lavoro 10.10.2019 n. 25573, nel confermare sia la decisione in primo grado, che quella in grado d’appello, ha stabilito che non costituisce abbandono del posto di lavoro, sanzionato con il licenziamento dalla contrattazione collettiva riguardante gli Istituti di vigilanza, la condotta della guardia giurata, che, allontanatosi dalla postazione di servizio assegnatagli, era stato sorpreso a dormire sopra un divano.

Secondo la Suprema Corte il fatto di essersi addormentato non costituiva per il vigilante un totale distacco dal bene da proteggere, e non si poteva affermare la volontà di abbandonare il posto di lavoro e di venire meno al proprio incarico.

https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/27481-dorme-in-servizio-niente-licenziamento.html

E’ possibile registrare i colleghi di lavoro per difendere un diritto 150 150 Graziella Pascotto

E’ possibile registrare i colleghi di lavoro per difendere un diritto

Interessante sentenza della Sezione Lavoro della Cassazione pubblicata il 10.5.2019 che, pur confermando il licenziamento di un dipendente per reiterato atteggiamento di ostilità nei confronti dell’azienda, ha chiarito che è legittimo registrare le conversazioni intrattenute con i colleghi di lavoro, a loro insaputa, per costituirsi un mezzo di prova.

La Corte ha inteso dare continuità al principio, già più volte affermato dalla giurisprudenza secondo cui “l’utilizzo a fini difensivi di registrazioni di colloqui tra il dipendente e i colleghi sul luogo di lavoro non necessita del consenso dei presenti, in ragione dell’imprescindibile necessità di bilanciare le contrapposte istanze della riservatezza da una parte e della tutela giurisdizionale del diritto dall’altra e pertanto, di contemperare la norma sul consenso al trattamento dei dati con le formalità previste dal codice di procedura civile per la tutela dei diritti in giudizio”.

In altre parole, non costituisce illecito disciplinare la condotta del lavoratore che registra, al fine di costituirsi un mezzo di prova, le conversazioni con i colleghi di lavoro a loro insaputa.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35033-e-possibile-registrare-di-nascosto-i-colleghi-di-lavoro.asp

Trasferimento Legge 104: i caregiver possono richiederlo sempre 150 150 Graziella Pascotto

Trasferimento Legge 104: i caregiver possono richiederlo sempre

Tutela assicurata in tutti i casi in cui l’esigenza assistenziale sopravvenga quando il contratto di lavoro è già in corso.
La Corte di Cassazione-Sez. Lavoro, con l’ordinanza n. 6150/2019, ha ribadito che il caregiver familiare può chiedere il trasferimento non solo al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro, ma anche durante il suo svolgimento.
In altre parole, chi assiste con continuità un parente o un affine entro il terzo grado in stato di handicap, in ottemperanza ai diritti previsti dalla L. 104, ha il diritto di scegliere – quando possibile – la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita. Non solo, per la Corte di Cassazione il trasferimento può essere chiesto sia al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro sia quando il rapporto di lavoro è già in corso, mediante la semplice domanda di trasferimento.

https://www.studiocataldi.it/articoli/33866-legge-104-la-cassazione-sul-diritto-del-caregiver-al-trasferimento.asp