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Maggio 2019

Diamanti: ieri la prima condanna di Banco BPM 150 150 Graziella Pascotto

Diamanti: ieri la prima condanna di Banco BPM

Il Tribunale di Verona, Giudice dott. Vaccari, ha condannato ieri Banco BPM S.p.A. a risarcire il danno causato ad un investitore dalla compravendita di diamanti di Intermaket Diamond Business .

S tratta della prima decisione in Italia.

La vicenda riguarda un investitore indotto dalla propria banca (ex Banco Popolare di Verona ora BPM) ad acquistare diamanti proposti come un “bene rifugio” su cui investire. I diamanti erano venduti ad un prezzo di circa quattro volte il reale valore e Intermarket Diamond Business, per convincere gli investitori circa la convenienza dell’operazione, provvedeva a pubblicare finte quotazioni sul sole24ore che poi si sono rivelate essere pagine pubblicitarie a pagamento.

La sentenza accerta la piena responsabilità della banca che faceva di intermediaria tra il cliente e IDB promuovendo l’acquisto di diamanti in cambio di laute commissioni e la condanna a risarcire la somma di € 32.000,00 pari alla differenza tra il reale valore dei diamanti e il prezzo pagato.

Lo studio è a disposizione per tutelare coloro che devono ancora attivarsi per recuperare le pietre e i propri risparmi.

https://www.ilgazzettino.it/nordest/verona/truffa_diamanti_condanna_banco_bpm_risarcimento_verona-4510947.html

 

Sindrome di alienazione parentale: non ha basi scientifiche 150 150 Graziella Pascotto

Sindrome di alienazione parentale: non ha basi scientifiche

La Corte di Cassazione (sentenza 13274 pubblicata il 16.5.2019) ha accolto il ricorso di una mamma contro la Corte di Appello di Venezia che, nel 2017, aveva disposto l’affidamento in comunità per sei mesi del figlio di 13 anni che viveva con lei e che non voleva vedere il padre definendolo “bugiardo, violento e viscido” sulla base della diagnosi di professionisti secondo cui il ragazzino soffriva evidentemente di “sindrome di alienazione parentale”, dovuta principalmente alla madre che, di conseguenza, l’adolescente non avrebbe dovuto più vedere da solo per qualche tempo. 

Per la Cassazione, invece, “non ci sono certezze in ambito scientifico sulla diagnosi di Pas”, spesso utilizzata nelle separazioni caratterizzate da conflitti tra coniugi in lite per l’affidamento di figli minori.
Questa sindrome non è riconosciuta né dall’Organizzazione mondiale della sanità, né dal Ministero della Salute, né dall’Istituto superiore di sanità.
Proprio per la mancanza di solidità scientifica della diagnosi di questo presunto disturbo della sfera affettiva e relazionale, la Cassazione ritiene che i consulenti che la sostengono, con l’obiettivo di dimostrare che un genitore ha allontanato il figlio dall’altro coniuge, compiono una “devianza dalla scienza medica ufficiale”. 

Per la Suprema Corte i giudici non possono affidarsi ciecamente alle diagnosi di Pas e, per decidere che cosa sia meglio fare nell’interesse del minore, devono invece “ricorrere alle proprie cognizioni scientifiche” oppure avvalersi di “idonei esperti” per “verificare il fondamento” della diagnosi di Pas”.

https://www.studiocataldi.it/articoli/34666-alienazione-parentale-pas-non-ha-basi-scientifiche-e-non-basta-per-affidamento-esclusivo-figlio.asp

Anche se in grado di intendere e di volere, il paziente può scegliere comunque di nominare l’amministratore di sostegno al quale delegare le decisioni sulle sue cure future 150 150 Graziella Pascotto

Anche se in grado di intendere e di volere, il paziente può scegliere comunque di nominare l’amministratore di sostegno al quale delegare le decisioni sulle sue cure future

Per la Corte di Cassazione (ord. 12998 del 15.5.2019) è possibile designare in anticipo un amministratore di sostegno per far valere il proprio diritto all’obiezione di coscienza, anche in caso di trattamenti salva-vita, per quando non si sarà più in grado di esprimere un rifiuto o un consenso consapevole.

Il caso riguarda un uomo, Testimone di Geova, che intendeva far valere tramite la moglie, il rifiuto ad una terapia salvavita. Egli infatti, a causa di una grave malattia, si sarebbe potuto trovare nell’incapacità di opporre un rifiuto alle trasfusioni, come imposto dal suo credo religioso.

La Corte ha stabilito che la nomina di un amministratore di sostegno «è espressione del principio di autodeterminazione della persona» e «attribuisce rilievo al rapporto di fiducia tra il designante e la persona prescelta, che sarà chiamata ad esprimere le intenzioni in modo vincolato, anche per quel che concerne il consenso alle cure sanitarie»; 

che tale nomina non è legata a un’infermità permanente ma vale per qualsiasi infermità o menomazione fisica anche parziale o temporanea, che metta la persona nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi; 

che compito dell’ordinamento è quello di offrire supporto e massima solidarietà nelle situazioni di debolezza e di sofferenza e di verificare che il rifiuto delle cure sia informato, autentico e attuale.

https://www.studiocataldi.it/articoli/34672-rifiuto-cure-salvavita-e-amministrazione-di-sostegno.asp

La Corte Costituzionale apre all’esenzione per il bollo auto da parte delle Regioni 150 150 Graziella Pascotto

La Corte Costituzionale apre all’esenzione per il bollo auto da parte delle Regioni

La Corte Costituzionale con la sentenza 122/2019 emessa ieri, in controtendenza rispetto al passato, stabilisce che le Regioni possono liberamente determinare l’esenzione bollo auto e le relative agevolazioni.

Al contrario, non è loro permesso aggravare la pressione fiscale prevista dalla legge dello Stato.

Nel comunicato stampa della Corte stessa si legge:
“La Corte costituzionale, investita nuovamente di una questione relativa a norme regionali sul “bollo auto”, ha precisato la propria giurisprudenza in materia.
Con la sentenza n. 122 depositata oggi (relatore Luca Antonini), i giudici costituzionali hanno stabilito che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale.
Pertanto, per sviluppare un’autonoma politica fiscale in funzione di specifiche esigenze, le Regioni possono introdurre esenzioni anche se non previste dal legislatore statale”.

https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-20/bollo-auto-regioni-libere-stabilire-esenzioni-ecco-dove-si-puo-arrivare-162340.shtml?uuid=ACpfwPF&fbclid=IwAR1xaYBlrKwDvurTCQYg_CvUxrX7bIWZXPoS5e7673PKL6dcXy8fZYF7f9s

Risarcisce il figlio la madre che gli impedisce di vedere il padre separato 150 150 Graziella Pascotto

Risarcisce il figlio la madre che gli impedisce di vedere il padre separato

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13400 del 17.5.2019 ha ritenuto comprovato un atteggiamento ostruzionistico della madre e il condizionamento al corretto svolgimento delle modalità di affidamento del minore, nonché il disagio, le sofferenze e i conflitti derivati al minore dall’atteggiamento della madre.

Nel corso del giudizio era infatti emerso che il padre, in circa due anni e mezzo, aveva incontrato il figlio solo tre volte nonostante gli accordi intervenuti tra i genitori che prevedevano una più ampia frequentazione.

Le Corte ha quindi affermato che le misure previste dall’art. 709 ter c.p.c., in particolare la condanna al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, sono suscettibili di essere applicate facoltativamente dal giudice nei confronti del genitore responsabile di gravi inadempienze o di atti “che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento”.
Legittima dunque la condanna della madre a risarcire € 5.000,00 al figlio per i danni a lui provocati, per lesione del diritto alla bigenitorialità.

https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-17/la-madre-deve-risarcire-figlio-ne-ostacolava-incontri-il-padre-174104.shtml?uuid=ACA1r8D

Rivoluzione nell’home banking: chiavetta addio 150 150 Graziella Pascotto

Rivoluzione nell’home banking: chiavetta addio

Le banche entro il 14.9.2019 dovranno adeguarsi alla direttiva europea 2015/2366 c.d. PSD2 (Payment Services Directive 2).

Si tratta del provvedimento che rivoluziona il mondo bancario e, in particolare, quello dei digital payments (ad es. effettuati tramite app o siti mobile).

Le nuove norme prevedono una doppia autenticazione dell’utente per le operazioni online. Questo comporterà la scomparsa dal mercato dei cosiddetti «token», le chiavette di plastica, ma anche delle «password card» che distribuiscono alcune banche con dei codici prestampati.

I clienti di Intesa SanPaolo avranno tempo fino al 4 giugno per passare al nuovo servizio O-Key Smart (oppure O-Key Sms) e abbandonare le chiavette di plastica.
UniCredit ha già eliminato dal proprio catalogo le Password Card, dismesse sin dalla fine di marzo.
Banca Mediolanum e Banca Sistema hanno scelto di affidarsi all’autenticazione tramite sms e app affinché sia quanto più possibile garantito che l’operazione bancaria sia frutto della decisione del proprietario del conto e sia evitato il rischio di phishing.
Secondo la nuova direttiva sarebbe possibile anche usare dispositivi fisici (non software), ad esempio tramite l’inquadratura di QR code, oppure dispositivi biometrici (lettura delle impronte digitali), oppure l’apposizione di firme digitali.

http://www.ilgiornale.it/news/economia/banche-addio-chiavetta-su-internet-ci-vuole-cellulare-1693088.html

Banche in default: novità per i risparmiatori 150 150 Graziella Pascotto

Banche in default: novità per i risparmiatori

ll Ministero dell’Economia ha finalmente redatto il decreto attuativo che regola le modalità di rimborso dei risparmiatori truffati dalle banche in liquidazione.

Confermato il doppio binario nell’indennizzo: il rimborso automatico è riservato ai possessori di azioni e obbligazioni subordinate che dimostrino di avere avuto un reddito lordo nel 2018 inferiore a € 35 mila o di avere un patrimonio mobiliare inferiore a € 100 mila, elevabile a € 200 mila se la Commissione Europea darà il suo assenso.

Tutti gli altri risparmiatori, invece, dovranno presentare una domanda a una Commissione tecnica allegando le prove di avere subito una vendita scorretta di titoli in violazione del TUF (testo unico in materia di intermediazione finanziaria).

Potranno presentare la domanda anche coloro che hanno già ottenuto un ristoro parziale.

Le Banche interessate sono:
Banca Etruria, Banca delle Marche, Carife, Carichieti, oltre a Banca Popolare di Vicenza e sua controllata Banca Nuova, Veneto Banca e sua controllata Banca Apulia, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto).

Chi fosse interessato può contattare lo Studio per ricevere consulenza in merito alla presentazione delle istanze di accesso al fondo.

https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-05-11/risparmatori-truffati-c-e-decreto-rimborsi-ora-tempi-rapidi-123827_PRV.shtml?uuid=ACF0xdB

Decreto Crescita: emendamento per ampliare il bonus bebè e gli sgravi fiscali per i prodotti dell’infanzia 150 150 Graziella Pascotto

Decreto Crescita: emendamento per ampliare il bonus bebè e gli sgravi fiscali per i prodotti dell’infanzia

Un emendamento al Decreto Crescita presentato dal ministro per la famiglia amplia il c.d. bonus bebè: l’Isee per beneficarne passa da € 25 mila a € 35 mila.

Aumentano anche gli importi: € 1.320 all’anno, erogati mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione. Dunque il contributo mensile passa da € 80 a 110 per il primo anno di vita del bambino.
Per i nuclei familiari con un valore dell’Isee non superiore a € 7.000 annui, l’importo dell’assegno è determinato in € 1.920 annui. In caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il 1.1.2019 e il 31.12.2020, l’importo dell’assegno è comunque incrementato del 20%.

L’emendamento inoltre stabilisce uno sgravio fiscale del 19% per le spese sostenute per i prodotti dell’infanzia (latte in polvere, pannolini ecc.), con un massimo di € 1.800 annui per ogni figlio a carico, e la possibilità, qualora la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, di riconoscere un credito di imposta pari alla metà della quota di detrazione che non ha trovato capienza.

https://www.repubblica.it/economia/2019/05/14/news/decreto_crescita_arriva_il_pacchetto_familglia_bonus_bebe_piu_ampio_e_sconti_su_latte_e_pannolini-226255550/?fbclid=IwAR3lRgAp108tAH6oAlPNGTe4DEyx1sAbMA_Kq6_TVwD6IkIctbuzt6AxTak

Cannabis: nessuna chiusura dei negozi ma solo più controlli 150 150 Graziella Pascotto

Cannabis: nessuna chiusura dei negozi ma solo più controlli

Le dichiarazioni di ieri del ministro dell’Interno il quale ha dichiarato che farà chiudere «a uno a uno» tutti i punti di vendita di derivati della marijuana in quanto centri di spaccio, rischiano di ingenerare confusione.
Innanzitutto la vendita della cosiddetta cannabis light è regolata dalla Legge n. 242/2016 che ammette il commercio di prodotti a base di canapa purché il loro contenuto di Thc (vale a dire la sostanza che dà effetti psicotropi) sia inferiore allo 0,6% (si consideri che uno spinello contiene circa il 5-8% di Thc).

I tre negozi di Macerata sono stati chiusi, come ha spiegato il questore della città marchigiana Antonio Pignataro, poichè violavano la legge “sorpresi a vendere infiorescenze di cannabis che superavano il già citato 0,6% di Thc.”

La direttiva emanata dal Viminale non può disapplicare la legge vigente ed infatti prevede semplicemente controlli più stringenti quanto alla verifica del possesso delle certificazioni su igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e sicurezza, richieste dalla legge per poter operare.
La novità riguarda la distanza minima dei negozi di almeno cinquecento metri dai luoghi considerati a maggior rischio come scuole, ospedali, centri sportivi, parchi giochi, e, più in generale, i luoghi affollati e di maggiore aggregazione, soprattutto giovanile.

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/05/09/news/cannabis_chiusi_tre_negozi_nelle_marche_salvini_oggi_la_direttiva_per_eliminarli_tutti-225838218/?fbclid=IwAR0ePBhoW-z4iD2sLkPZS0RhE9iw6WB2ztY94KRJjt6J2YhRMjGf9FIdPSo

Bimbi con due papà: la Cassazione dice no alla trascrizione all’anagrafe 150 150 Graziella Pascotto

Bimbi con due papà: la Cassazione dice no alla trascrizione all’anagrafe

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 12193 pubblicata ieri, ha stabilito che il rapporto di filiazione ottenuto da madre surrogata non può essere riconosciuto in Italia anche se attestato da un giudice straniero.

Il caso su cui si è espressa la Corte, riguarda una coppia omosessuale di Trento, sposata secondo la legge canadese, che aveva chiesto la trascrizione del nome del secondo papà sull’atto di nascita di due gemelli partoriti in Canada. I bambini sono stati concepiti con la collaborazione di due donne: la prima ha messo a disposizione gli ovociti, la seconda ha portato avanti la gravidanza.

Il ‘no’ della Cassazione al riconoscimento anagrafico dei figli con due padri è motivato dal fatto che la legge italiana sulla fecondazione assistita (L. 40/2004), sancisce “il divieto della surrogazione di maternità“.

I principi che la Suprema Corte ha inteso tutelare sono quelli della “dignità umana della madre biologica e dell’istituto dell’adozione“, e non la “famiglia tradizionale”.
Le Sezioni Unite infatti citano precedenti della stessa Corte che hanno dato il via libera al riconoscimento di bambini nati all’estero da due madri, sposate all’estero, poichè legati alle due mamme da un “rapporto biologico” con “ciascuna” di loro “in quanto una aveva partorito, mentre l’altra aveva fornito gli ovuli necessari per il concepimento mediante procreazione medicalmente assistita”. Invece nel caso della coppia di Trento – ricorsa alla maternità surrogata in Canada, i due bambini venuti al mondo hanno un rapporto biologico solo con uno dei padri, poiché uno solo ha dato i gameti.

https://www.italiaoggi.it/news/coppia-gay-la-cassazione-dice-no-ai-due-papa-2356616

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