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Ottobre 2022

Diffamazione su Facebook e furto d’identità 150 150 Graziella Pascotto

Diffamazione su Facebook e furto d’identità

In ipotesi di pubblicazione di messaggi lesivi della reputazione attraverso post pubblicati sul proprio profilo Facebook, la diffamazione è attribuibile al titolare del profilo, in assenza di denuncia di furto di identità.
Così ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n. 40309 del 22.6.2022).
E’ il caso di un soggetto condannato per diffamazione ex art. 595 c.p commesso in seguito alla pubblicazione di frasi offensive sul suo profilo Facebook nei confronti di un comandante della Polizia Municipale. Egli si difendeva negando di essere l’autore dei post pubblicati sul suo profilo social e lamentava il mancato accertamento sull’indirizzo ip (internet protocol) che avrebbe consentito di fare chiarezza ed escludere che terze persone potessero aver scritto il messaggio diffamante utilizzando abusivamente il profilo dell’imputato.
Per la Suprema Corte però, di assoluta rilevanza è il fatto che il ricorrente non aveva segnalato alla polizia l’utilizzo abusivo del suo personale spazio virtuale, un valido elemento indiziario della sua colpevolezza.
Diffamazione su Facebook se non si prova il furto d'identità
Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza 150 150 Graziella Pascotto

Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza

La Corte di Cassazione (sentenza n. 38009 del 17.10.2022) ha confermato che in caso di incidente in stato di ebbrezza la pena del carcere non può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità.
Nel caso concreto, il Tribunale di Pesaro aveva sostituito la pena applicata con il lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 186 comma 9 bis c.d.s. nonostante ricorresse l’aggravante di aver provocato un incidente stradale, sulla base del bilanciamento dell’aggravante con una circostanza attenuante.
La Suprema Corte, su ricorso del Procuratore Generale, ha sancito che l’art. 186 comma 9-bis c.d.s. esclude testualmente la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità in presenza dell’aggravante di cui all’art. 186 comma 2-bis c.d.s. e che la sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale esclude la predetta sostituzione in quanto la preclusione opera anche qualora l’ aggravante sia stata ritenuta equivalente o, come nel caso in esame, subvalente in sede di giudizio di bilanciamento con l’attenuante.
Incidente in stato di ebbrezza: escluso il lavoro di pubblica utilità
Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale? 150 150 Graziella Pascotto

Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 29435 del 10.10.2022) ha affermato che i virus contratti sul luogo di lavoro sono da considerare malattie professionali coperte dall’INAIL anche quando non viene dimostrato l’evento infettante.
ll caso ha riguardato un infermiere professionale presso una RSA che aveva contratto l’epatite sul luogo di lavoro. Il suo ricorso per ottenere il riconoscimento della copertura INAIL e il relativo indennizzo veniva respinto nel merito perché non aveva dimostrato la causa di lavoro e la speciale nocività dell’ambiente (non ricordava di essersi mai punto con una siringa, ne di aver avuto contatti con sangue infetto).
Per la Cassazione, al contrario, il riconoscimento della malattia professionale richiede una relazione con lo svolgimento dell’attività lavorativa, che prescinde sia dal fatto che i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo che dalla presenza di una specifica causa violenta alla base dell’infezione.
Secondo la Corte la dimostrazione della connessione con l’attività lavorativa può essere fornita in giudizio dal dipendente anche mediante presunzioni semplici.
Ricordo che già la circolare Inail n. 22/2020 qualificava come infortunio sul lavoro l’infezione da Sars-Cov-2 contratta per motivi di servizio. Per dimostrare l’origine professionale della malattia basta la presunzione semplice, fino a prova contraria che Inail deve fornire.
Cassazione: anche il Covid può essere malattia professionale
Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato? 150 150 Graziella Pascotto

Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato?

Molti utilizzano l’escamotage di dichiarare alla polizia, in caso di multa, che alla guida dell’auto c’era un parente anziano pur di non perdere i punti dalla patente e farli invece decurtare a chi l’auto non l’utilizza più o, comunque, ha ancora tutti i punti. Ma questo comportamento finisce per essere un reato, quello di falso ideologico in atto pubblico ex art. 483 c.p. che è punito con la reclusione fino a due anni. In questa recente sentenza (Cassazione Penale n. 37861 pubblicata il 6.10.2022) la condanna ha riguardato un papà perché dichiarava a verbale, al pubblico ufficiale, di trovarsi lui alla guida del ciclomotore che ha violato il Codice della Strada. Dunque attenzione a non sottovalutare le circostanze: potrebbe esserci un vigile, nelle vicinanze al momento dell’infrazione, tanto scrupoloso da annotare nel verbale il sesso del conducente; una fotografia nitida scattata dall’autovelox oppure come nel caso in questione un testimone ritenuto attendibile.

Reato per il padre che dichiara di aver violato il Codice della Strada al posto del figlio

https://www.studiocataldi.it/articoli/45018-reato-per-il-padre-che-dichiara-di-aver-violato-il-codice-della-strada-al-posto-del-figlio.asp

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori? 150 150 Graziella Pascotto

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 28676 depositata il 4.10.2022) avalla la decisione del Tribunale di Pordenone (confermata anche in appello) di affidare due fratelli a un centro di accoglienza diurno per poi dividerli tra i genitori per il tempo restante. Secondo i giudici, questo è il modo migliore per preservare il rapporto di fratellanza in un ambiente sereno e favorevole a una crescita armoniosa; il tutto favorendo la lontananza dal clima di tensioni e strumentalizzazioni alimentato dai genitori.

Affido figli: i fratellini si possono dividere tra mamma e papà

https://www.studiocataldi.it/articoli/45010-affido-figli-i-fratellini-si-possono-dividere-tra-mamma-e-papa.asp