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Settembre 2021

Genitori violano le norme anti-covid: figli esclusi dalla scuola d’infanzia 150 150 Graziella Pascotto

Genitori violano le norme anti-covid: figli esclusi dalla scuola d’infanzia

Va rigettata l’istanza cautelare proposta contro i provvedimenti di dimissioni di un alunno dalla scuola d’infanzia e dal nido motivati dalla violazione del “patto di responsabilità reciproca” da parte dei genitori con comportamenti violativi delle misure di contenimento del contagio (il patto era stato firmato anche da loro, insieme alla direttrice, alle educatrici e ai collaboratori scolastici e prevedeva l’impegno ad adottare, anche nei tempi e nei luoghi della giornata che il figlio non trascorre a scuola comportamenti di massima precauzione circa il rischio di contagio).
Il patto tuttavia non veniva rispettato poiché dai verbali della polizia municipale depositati emerge che i genitori dei minori in diverse occasioni avrebbero violato le disposizioni sul distanziamento e sull’obbligo d’indossare i dispositivi di protezione individuale.
Alla base della decisione del Tar Emilia Romagna n. 444 del 28.9.2021 la tutela di fondamentali e inderogabili valori costituzionali (artt. 2 e 32 Cost.) in considerazione della dimensione collettiva della salute basata sul principio di solidarietà.
bimbo con zaino e mascherina covid
Bolletta dell’acqua con consumi anomali: obblighi del gestore 150 150 Graziella Pascotto

Bolletta dell’acqua con consumi anomali: obblighi del gestore

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 24904 del 15.9.2021) ha stabilito che, in caso di consumi anomali, è dovere della società fornitrice avvisare subito l’utente così da non porlo all’improvviso dinanzi a un bolletta ingiustificatamente elevata, e in modo da consentirgli di potersi attivare per evitare l’aggravarsi del danno provocato dall’eventuale perdita occulta. Se tale informativa manca il gestore è tenuto al risarcimento del danno in favore del proprio utente.
Nel caso concreto si era verificato il mero invio della fattura commerciale relativa ai consumi anomali registrati, a distanza di oltre due mesi dalla rilevazione degli stessi e senza alcuna segnalazione del loro carattere anomalo. Secondo la Suprema Corte ciò non consente di ritenere correttamente adempiuto l’obbligo informativo dell’ente somministrante nei confronti dell’utente finale.
La condotta dell’utente che non verifica il regolare funzionamento dell’impianto e del contatore e non fa la c.d. autolettura, non basta ad escludere l’inadempimento dell’azienda erogatrice dell’acqua.
soldi gocciolano acqua per costi bolletta
Diffamazione a mezzo WhatsApp: frasi offensive presenti sul proprio stato 150 150 Graziella Pascotto

Diffamazione a mezzo WhatsApp: frasi offensive presenti sul proprio stato

Il caso riguarda un uomo, accusato di aver volontariamente pubblicato una frase offensiva rivolta a una donna, presente tra i contatti e dunque destinataria, tra gli altri, del messaggio, sul proprio stato WhatsApp. Dopo aver visualizzato lo stato ed aver compreso che fosse rivolto a lei, la vittima ha denunciato l’uomo, che è stato condannato nei tre gradi di giudizio.
La Corte di Cassazione (sentenza n.33219 del 8.9.2021) ha infatti confermato la decisione presa in primo e secondo grado, infliggendo una multa da 3mila euro e spese legali da risarcire e stabilendo che “l’uomo non ha limitato la visione della frase offensiva rivolta alla donna, e lo ha fatto consapevolmente, perché se avesse voluto rivolgersi direttamente alla vittima, avrebbe avuto più senso inviarle un messaggio personale”.
ll reato di diffamazione si consuma nel caso in cui un soggetto in presenza di più persone, nel parlare di un altro soggetto, usi frasi ingiuriose tali da ledere la sua reputazione. Rilevante, per i giudici, la constatazione che quei contenuti erano visibili dai contatti presenti nella rubrica dello smartphone dell’uomo.
È diffamazione pubblicare sullo Stato di WhatsApp un’offesa contro una persona
Bonifico in ritardo: la banca risarcisce lo stress e il patema d’animo? 150 150 Graziella Pascotto

Bonifico in ritardo: la banca risarcisce lo stress e il patema d’animo?

La Corte di Cassazione (sentenza n. 24643 del 13.9.2021) ha stabilito che la banca deve risarcire il correntista per lo stress sopportato a causa del ritardo nell’accredito sul conto di un bonifico di oltre 200 mila €. La sola consistenza della somma basta, infatti, a dimostrare il patema d’animo.
La Suprema Corte ha dunque respinto il ricorso dell’istituto di credito, condannato a risarcire il danno morale ad un cliente che aveva atteso oltre un mese, dalla data dell’ordine di bonifico, che i soldi entrassero in conto. Il ritardo aveva provocato al cliente notti insonni e l’aveva indotto a fare uso di psicofarmaci. Per la banca il patema d’animo andava dimostrato attraverso “più presunzioni gravi precise e concordanti”, i Giudici tuttavia hanno affermato l’esistenza del pregiudizio basandosi su un’unica presunzione: il fatto che il bonifico riguardasse una somma cospicua.
Ritardo nell’accredito su conto corrente di somma cospicua: banca condannata a risarcire il danno morale - PuntodiDiritto
Le Sezioni Unite sul crocifisso in aula: non c’è discriminazione se la comunità scolastica è concorde 150 150 Graziella Pascotto

Le Sezioni Unite sul crocifisso in aula: non c’è discriminazione se la comunità scolastica è concorde

Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 24414 del 9.9.2021) si sono pronunciate sulla discussa questione del crocifisso in aula. La vicenda prendeva le mosse nel 2015, in un istituto scolastico di Terni dove un professore, ritenendo il crocifisso contrario alla libertà di coscienza, lo toglieva dalla parete ogni volta che faceva lezione. La condotta veniva punita dal preside (che ne aveva invece imposto l’affissione sula base di una delibera studentesca) con una sanzione disciplinare.
Il professore si rivolgeva al tribunale ritenendo di aver subito una discriminazione, per il risarcimento del danno.
La Cassazione ha stabilito da un lato che il crocifisso in aula non costituisce un atto di discriminazione nei confronti del professore, motivo per cui non è stato disposto alcun risarcimento; dall’altro, che la comunità scolastica può decidere di esporre il crocifisso in classe con valutazione che sia frutto delle convinzioni di tutti i componenti della medesima comunità, cercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi.
Il docente dissenziente non ha un potere di veto rispetto all’affissione del crocifisso, ma deve essere ricercata, da parte della scuola, una soluzione che tenga conto del suo punto di vista e che rispetti la sua libertà negativa di religione.
Per tale motivo l’ordine di servizio del preside risulta illegittimo in quanto non ha cercato, e neppure promosso, un accomodamento tra le parti.
crocifisso in aula a scuola
Nuove estensioni green pass e obbligo vaccinale 150 150 Graziella Pascotto

Nuove estensioni green pass e obbligo vaccinale

Il decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri ieri 9.9.2021 allarga la necessità del green pass agli addetti alle mense scolastiche e universitarie, ai lavoratori delle ditte di pulizia e manutenzione, e di fatto a chiunque debba accedere a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative. Sono compresi i genitori, rimane invece l’esenzione per bambini, alunni e studenti, nonché per i frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori.
I controlli spettano ai presidi e per il personale esterno ai rispettivi datori di lavoro. Le sanzioni (tra 400 e 1000 €) saranno applicate sia ai lavoratori senza certificazione, che ai dirigenti e datori di lavoro a cui sono affidati i controlli.
Per il personale delle Rsa, il decreto prevede non il green pass obbligatorio bensì l’obbligo del vaccino. Ad oggi lo stesso era già previsto solo per il personale sanitario. Ora dunque spetterà anche ad amministrativi e addetti. L’obbligo dovrebbe scattare dal 10 ottobre.
Primo via libera alla coltivazione della cannabis a casa 150 150 Graziella Pascotto

Primo via libera alla coltivazione della cannabis a casa

La Commissione giustizia della Camera dei deputati ieri ha approvato il testo base di un Disegno di legge (Ddl) volto a modificare la norma del Testo Unico sugli stupefacenti che contempla come reato la coltivazione di cannabis.
Il nuovo Ddl che ha davanti un lungo cammino per divenire legge dello Stato, depenalizza la coltivazione di piccole quantità di cannabis, prevedendo espressamente la legalizzazione sia della coltivazione in casa da parte di maggiorenni, sia dell’uso personale delle sostanze stupefacenti ottenute. Il Ddl introduce tuttavia il limite della coltivazione in casa di un numero massimo di quattro piante femmine, che producono fiori contenenti THC.
foglia di cannabis nel cielo
Vizi facilmente riconoscibili e riduzione del prezzo della compravendita 150 150 Graziella Pascotto

Vizi facilmente riconoscibili e riduzione del prezzo della compravendita

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 23659 del 31.8.2021) conferma la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Venezia che aveva condannato gli acquirenti a restituire la somma ottenuta in primo grado per il minor valore dell’immobile a causa di macchie di umidità presenti sulle pareti.
La Corte afferma che i vizi presenti al momento della vendita devono ritenersi riconoscibili dall’acquirente ove di questi si siano accorti i precedenti visitatori, in assenza di operazioni fraudolente dirette a occultarli.
I ricorrenti sostenevano invece che la presenza delle macchie di umidità fosse stata appositamente occultata dal venditore tramite la mobilia.
La Corte inoltre conferma i propri precedenti laddove precisa che formule come “completamente restaurato” o “buon funzionamento” non equivalgono a dichiarazioni di esenzione da vizi.
Nessuna responsabilità del venditore dunque.
casa sopra calcolatrice concetto mutuo
Green pass: il Tar Lazio conferma l’obbligo per il personale scolastico 150 150 Graziella Pascotto

Green pass: il Tar Lazio conferma l’obbligo per il personale scolastico

Il Tar Lazio con i decreti monocratici n. 4531/2021 e 4532/2021 depositati ieri 2.9.2021 ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui è disciplinato l’obbligo del green pass per il personale scolastico.
Il Tar del Lazio ha stabilito che: “il diritto del personale scolastico a non vaccinarsi, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile”.
Per il personale scolastico non in possesso del Green pass “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni, specie di quello docente”.
Il mancato rispetto di quest’obbligo è dunque considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
Green Pass: legittimo l’obbligo per il personale scolastico previsto dal D.L. 111/2021