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Maggio 2023

Mantenimento da parte dei nonni: quando sorge l’obbligo? 150 150 Graziella Pascotto

Mantenimento da parte dei nonni: quando sorge l’obbligo?

L’obbligo degli ascendenti di fornire ai genitori i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli – che investe contemporaneamente tutti gli ascendenti di pari grado di entrambi i genitori – va inteso non solo nel senso che l’obbligazione degli ascendenti è subordinata e, quindi, sussidiaria rispetto a quella, primaria, dei genitori, ma anche nel senso che agli ascendenti non ci si possa rivolgere per un aiuto economico per il solo fatto che uno dei due genitori non dia il proprio contributo al mantenimento dei figli, se l’altro genitore è in grado di mantenerli.
Nel caso in esame, sussistevano i presupposti per ritenere l’obbligo degli ascendenti, in ragione della complessiva considerazione delle condizioni economiche dei genitori e dei loro comportamenti. In particolare, il comportamento del padre, non solo elusivo, ma anche doloso, posto che era stato condannato in sede penale, e che restando di fatto irreperibile, era venuto meno non solo a doveri di mantenimento ma anche a quelli di cura, educazione ed istruzione che di conseguenza gravavano per intero sulla madre, capace di una produzione reddituale inadeguata al mantenimento dei minori (Cassazione Civile ord. n. 13345 del 16.5.2023).
La Cassazione chiarisce quando sorge l'obbligo dei nonni a mantenere i nipoti
Legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta la formazione 150 150 Graziella Pascotto

Legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta la formazione

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 12241 del 9.5.2023), ha respinto il ricorso di un lavoratore licenziato per aver rifiutato di seguire un corso di formazione, peraltro gratuito, ritenuto indispensabile per fornire assistenza ad un cliente. Il corso peraltro non avrebbe comportato sacrificio di ferie o permessi ed era programmato durante l’orario di lavoro.
Per la Suprema Corte, infatti, il rifiuto di fare la formazione integri un atteggiamento non collaborativo, e dunque una insubordinazione che legittima il licenziamento in quanto contraria alla diligenza; la Corte d’Appello aveva dunque valutato correttamente la gravità dell’insubordinazione del dipendente e la proporzionalità della sanzione espulsiva, anche in ragione della volontarietà del comportamento posto in essere dal dipendente stesso.
Legittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta la formazione
Il saluto fascista è reato? 150 150 Graziella Pascotto

Il saluto fascista è reato?

Il caso prende le mosse dalla condanna alla reclusione e alla multa inflitta dalla Corte d’appello di Milano, in parziale riforma della sentenza del Gip, di alcuni soggetti in concorso fra loro e con altri non identificati, riconosciuti responsabili per il compimento, durante un raduno autorizzato in occasione di una commemorazione, di manifestazioni usuali del disciolto partito fascista, quali la “chiamata del presente” con il braccio destro e il palmo della mano rivolti verso l’alto, effettuando il “saluto romano”.
Tali manifestanti si rivolgevano dunque alla Suprema Corte insistendo sulla legittimità dei comportamenti tenuti solo per finalità commemorative di “tre caduti vilmente uccisi da avversari politici”, nonché tra l’altro sul mancato riconoscimento dell’attenuante per “aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale, trattandosi di una commemorazione funebre nella quale si è espresso il senso religioso e la partecipazione umana degli imputati”.
Orbene la Corte di Cassazione (sentenza n. 12049 depositata il 22.3.2023) ha confermato la loro responsabilità penale “riguardo al pericolo che, tramite la diffusione e il proselitismo delle idee fasciste, possa essere ricostituita una organizzazione fascista”.
Cassazione: il saluto fascista è reato
Decreto Lavoro in Gazzetta Ufficiale: le nuove misure 150 150 Graziella Pascotto

Decreto Lavoro in Gazzetta Ufficiale: le nuove misure

È in vigore da oggi il decreto Lavoro (D.L. n. 48/2023), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 maggio. Le nuove misure – alcune con decorrenza immediata, altre applicabili a partire dal 2024, prevedono l’introduzione dell’assegno per l’inclusione che spetterà ai nuclei familiari composti da almeno un soggetto disabile o minorenne o ultrasessantenne o invalido civile, i nuovi incentivi per le assunzioni e la revisione delle regole di trasparenza dei contratti di lavoro. Previste, inoltre, nuove causali per la stipula di contratti di lavoro a termine, l’incremento della soglia dei fringe benefit a € 3.000 per il 2023 ma solo per lavoratori dipendenti con figli a carico, la riduzione del cuneo fiscale di 4 punti per 6 mesi per i lavoratori dipendenti con redditi fino a € 35 mila e modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali in specifici settori.

Decreto Lavoro in Gazzetta Ufficiale: le nuove misure

https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2023/05/05/decreto-lavoro-gazzetta-ufficiale-nuove-misure

Diritto di accesso: banche e istituti di credito obbligati a rispondere alle istanze 150 150 Graziella Pascotto

Diritto di accesso: banche e istituti di credito obbligati a rispondere alle istanze

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 9313 del 4.4.2023 si è pronunciata sulla domanda di un correntista proposta nei confronti della sua Banca, volta a far accertare l’inadempimento di quest’ultima all’obbligo di riscontrare l’istanza di accesso ai dati personali, con violazione del Regolamento UE 2016/679 (artt. 15 e seg. GDPR) e l’art. 7, d.lgs. n. 196/2003.
Per la Corte la domanda è fondata. L’ art. 12 del Reg. UE n. 679/2016 onera il soggetto destinatario della richiesta di accesso agli atti di «fornire al richiedente informazioni in ordine all’esistenza dei dati personali, e ciò solo per effetto dell’istanza di accesso presentata dall’interessato». Ne consegue che la Banca avrebbe dovuto fornire compiuto riscontro alla richiesta di accesso agli atti entro i termini previsti dalla normativa vigente o avrebbe, comunque, dovuto chiedere una proroga, al fine di effettuare eventuali verifiche. Infatti, è il destinatario dell’istanza di accesso ai dati a dover essere considerato onerato dell’obbligo di fornire risposta in ordine al possesso o meno dei suddetti dati personali e non può invece ritenersi l’istante onerato della prova di tale circostanza fattuale.
Appello cautelare e deducibilità di nuovi elementi di prova: parola alle Sezioni Unite
Roulotte e camper adibiti ad abitazione, serve il permesso di costruire? 150 150 Graziella Pascotto

Roulotte e camper adibiti ad abitazione, serve il permesso di costruire?

Il Comune di Pravisdomini (PN) ingiungeva ad un uomo di rimuovere una casa mobile, installata su un lotto di terreno con destinazione agricola, dotata di allacciamento elettrico, scarico in vasca interrata e approvvigionamento idrico, e su cui erano state eseguite anche altre opere minori, tra cui un barbecue fisso, in quanto abusiva non essendo stato rilasciato apposito titolo edilizio.
Il caso giungeva sino al Consiglio di Stato che respingeva il ricorso dell’uomo (sentenza n. 3369 del 12.4.2023): sono interventi di nuova costruzione, soggetti a permesso di costruire, tutte le installazioni di manufatti leggeri e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes o campers, da utilizzare come abitazioni, ambienti di lavoro, o come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee. Nel caso concreto non erano ravvisabili elementi atti a comprovare che il camper e l’ulteriore manufatto fossero precari, anzi – dalle affermazioni del ricorrente – risultava come egli avesse utilizzato la roulotte per stabilirvi la residenza al fine di fronteggiare le necessità abitative primarie del proprio nucleo familiare in attesa di assegnazione di un alloggio popolare.
Camper adibito ad abitazione? Serve il permesso di costruire