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Marzo 2019

La legittima difesa è legge, ecco le novità 150 150 Graziella Pascotto

La legittima difesa è legge, ecco le novità

1. La difesa “sempre” legittima. L’art. 1 prevede che sia “sempre” legittima la difesa di chi “compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”. Naturalmente resta il processo: l’inserimento nella norma dell’avverbio “sempre” non fa venire meno la necessaria valutazione del Giudice su un omicidio avvenuto in casa.

2. Introdotto lo “stato di grave turbamento”
Finora era prevista una proporzionalità tra offesa e difesa, punendo l’eccesso colposo di legittima difesa. Ora questa fattispecie scompare nel caso in cui chi reagisca sia “in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”. Una categoria che copre uno spettro di situazioni molto ampio e difficilmente verificabile: i Giudici saranno chiamati, di volta in volta, ad interpretare le varie situazioni.

3. Pena sospesa solo con risarcimento
Chi si è reso responsabile di un furto in appartamento, potrà ottenere la sospensione condizionale della pena soltanto in caso di risarcimento integrale del danno alla persona.

4. Pene più severe
La violazione di domicilio era punita con una pena da sei mesi a tre anni: diventa “da uno a cinque anni”. Se la violazione è aggravata, perché “il fatto è commesso con violenza sulle cose o alle persone o se il colpevole è palesemente armato”, la pena che era “da 1 a 5 anni” diventa “da 2 a 6 anni”. Aumento delle pene anche per il furto d’appartamento: prima era da 3 a 6 anni, ora diventa da 4 a 7 anni. Per la rapina, il minimo passa da 4 a 5 anni. Per la rapina aggravata si passa da un minimo di 5 a 6 anni e per la pluriaggravata da 6 a 7 anni.

5. Responsabilità civile e indennità
Nel caso di difesa domiciliare, chi è stato assolto in sede penale, non sarà obbligato a risarcire il danno. Nel caso di eccesso colposo, invece, al danneggiato sarà riconosciuta un’indennità calcolata dal Giudice in base alla “gravità, alle modalità realizzative e al contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato”.

6. Patrocinio gratuito
Le norme sul patrocinio gratuito si estendono anche ai soggetti per i quali è stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere.

7. Priorità nei processi
Nell’ultimo articolo, si assicura priorità nella formazione dei ruoli di udienza “anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose” avvenuti nelle circostanze di legittima difesa domiciliare o in stato di grave turbamento.

Quindi, e a scanso di equivoci, in ogni caso, in presenza di un’ipotetica legittima difesa, un procedimento penale verrà sempre aperto, e le indagini espletate, ciò a garanzia di tutti. Non deve passare la convinzione che si possa reagire sempre e comunque sulla base di una sorta di garanzia di impunità che di fatto non esiste.

http://www.giurisprudenzapenale.com/2019/03/28/legittima-difesa-il-senato-approva-il-testo-e-legge/?fbclid=IwAR03ehs96eqUcK0dJvXz3fAYfZkoervPrw9ggi_8lQ_YCdgXOu3zqHTkSPM

Guida in stato di ebbrezza: niente sanzioni penali per tenuità del fatto 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza: niente sanzioni penali per tenuità del fatto

Un elevato tasso alcolemico, anche quando è pari al doppio di quello consentito, non può automaticamente giustificare l’applicazione della sanzione penale dovendosi analizzare il caso in concreto, cioè l’effettiva capacità di guida del conducente.

La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 12863/2019 depositata il 25.3.2019, dà rilievo alle effettive condizioni del guidatore, il quale, nonostante l’elevato tasso d’alcol (1,03 mentre il limite è di 0,5) si era dimostrato abile alla guida: non aveva avuto comportamenti pericolosi o inadeguati e non dimostrava nessuna difficoltà a parlare o nei movimenti.

In tali casi ricorre la particolare tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p. che esclude le sanzioni penali (l’ammenda da 800 a 3.200 euro e l’arresto fino a 6 mesi).
Rimangono ferme le sanzioni accessorie: sospensione della patente da 6 mesi a un anno e la decurtazione di 10 punti.

https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-03-25/alcol-guida-niente-sanzioni-penali-anche-tasso-doppio-limite-171242.shtml?uuid=AB26WlhB&fbclid=IwAR1oiDylc5UYrYtWY8eIpH2fu4vffe0k1sJT-OGJo_bwQs-khoLeSmimows&refresh_ce=1

Assegni familiari, cambia la procedura: solo domande online dal 1.4.2019 150 150 Graziella Pascotto

Assegni familiari, cambia la procedura: solo domande online dal 1.4.2019

Domanda assegni familiari esclusivamente online dal 1° aprile 2019: la novità che riguarda gli ANF è contenuta nella circolare INPS n. 45 del 22.3.2019.
Non sarà più possibile presentare domanda per gli assegni al nucleo familiare al datore di lavoro, modalità di richiesta vigente fino al 31.3 e che sarà superata per garantire un maggior rispetto della privacy dei lavoratori dipendenti e per garantire il corretto calcolo dell’importo spettante.

I lavoratori dipendenti di aziende private non agricole dovranno richiedere l’assegno al nucleo familiare presentando il modello ANF/DIP (SR16) esclusivamente in modalità telematica, inoltrando la domanda online direttamente ovvero per il tramite del patronato o degli intermediari dell’INPS.

Per le domande già presentate fino al 31.3.2019, per il periodo compreso tra il 1.7.2018 e il 30.6.2019 o a valere sugli anni precedenti, i lavoratori non dovranno presentare, una nuova domanda all’INPS.

https://www.studiocataldi.it/articoli/34041-assegni-familiari-dal-1176-aprile-domande-solo-online.asp

Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: necessaria l’alterazione psico-fisica 150 150 Graziella Pascotto

Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti: necessaria l’alterazione psico-fisica

La sentenza n. 12409/2019 della Corte di Cassazione depositata il 20.3.19 sancisce una volta per tutte che per configurare il reato di cui all’art. 187 C.d.S. non basta aver assunto sostanze stupefacenti, ma è necessario guidare in stato di alterazione.

Questo significa che oltre agli esami biologici che accertino la presenza di droga nell’organismo, dovrà esserci necessariamente anche una valutazione sintomatica della persona atta a stabilire che al momento del fatto fosse in atto l’effetto drogante dello stupefacente. In altre parole, per poter validamente contestare il reato è imprescindibile che gli agenti verbalizzanti o i medici dell’ospedale abbiano descritto i sintomi (euforia, sonnolenza, eccessiva loquacità, pupille dilatate ecc.) ricollegabili alla precedente assunzione di sostanze stupefacenti.

L’aver cagionato un sinistro stradale, come accaduto nel caso esaminato dalla sentenza, non costituisce automaticamente un segno di alterazione psicofisica derivante dall’uso di stupefacenti che in effetti potrebbe essere stato causato da mera disattenzione.

https://www.studiocataldi.it/articoli/34027-non-basta-una-canna-per-il-reato-di-guida-in-stato-di-alterazione.asp

Trasferimento Legge 104: i caregiver possono richiederlo sempre 150 150 Graziella Pascotto

Trasferimento Legge 104: i caregiver possono richiederlo sempre

Tutela assicurata in tutti i casi in cui l’esigenza assistenziale sopravvenga quando il contratto di lavoro è già in corso.
La Corte di Cassazione-Sez. Lavoro, con l’ordinanza n. 6150/2019, ha ribadito che il caregiver familiare può chiedere il trasferimento non solo al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro, ma anche durante il suo svolgimento.
In altre parole, chi assiste con continuità un parente o un affine entro il terzo grado in stato di handicap, in ottemperanza ai diritti previsti dalla L. 104, ha il diritto di scegliere – quando possibile – la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita. Non solo, per la Corte di Cassazione il trasferimento può essere chiesto sia al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro sia quando il rapporto di lavoro è già in corso, mediante la semplice domanda di trasferimento.

https://www.studiocataldi.it/articoli/33866-legge-104-la-cassazione-sul-diritto-del-caregiver-al-trasferimento.asp

Divorzio tra due donne: assegno di mantenimento alla più debole 150 150 Graziella Pascotto

Divorzio tra due donne: assegno di mantenimento alla più debole

Tra i primissimi nel nostro Paese, un Tribunale, e si tratta proprio del Tribunale di Pordenone, con sentenza del 13.3.2019, ha previsto un assegno divorzile per il coniuge più debole nel caso di scioglimento di un’unione civile.
Nessuna invenzione giuridica o discrezionalità, ma applicazione della legge n. 76/2016 (la c.d. Legge Cirinnà) che equipara le coppie sposate a quelle unite civilmente anche nella fase di scioglimento dell’unione.

La disciplina del “divorzio” nelle Unioni civili si differenzia sensibilmente da quella prevista nei matrimoni.
Le unioni civili si sciolgono più rapidamente non essendovi l’obbligo di passare per la separazione: è sufficiente che i partners comunichino all’Ufficiale di Stato Civile, anche in modo disgiunto, la loro intenzione di dividersi. Trascorsi tre mesi da questa manifestazione d’intenti è possibile proporre la domanda di “divorzio”.
Non è previsto neppure l’obbligo di tentare la riconciliazione spirituale.
Per formalizzare il divorzio le parti possono scegliere tra le procedure previste per il matrimonio: in Tribunale secondo le regole del divorzio giudiziale; in Comune davanti al Sindaco; con negoziazione assistita da avvocati.
Le Unioni civili si sciolgono automaticamente, senza manifestazione d’intenti avanti l’Ufficiale di Stato civile in caso di morte di una delle parti o cambio di sesso di una parte accertato con una sentenza del giudice.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/03/15/unioni-civili-giudice-ok-allassegno-di-divorzio-ad-una-coppia-di-donne_5f7b292d-abae-4999-9a00-f2d183f02391.html

Responsabilità medica: senza il consenso informato il paziente va risarcito 150 150 Graziella Pascotto

Responsabilità medica: senza il consenso informato il paziente va risarcito

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 6449 del 6.3.2019, afferma un principio particolarmente importante in tema di responsabilità medica.
Nel caso in cui manca il consenso informato, il personale sanitario deve risarcire il paziente dalle conseguenze pregiudizievoli derivate dall’effettuazione di un intervento. Ciò deve avvenire anche se l’intervento è eseguito correttamente, e tale correttezza è stata accertata in sede di giudizio.
Il paziente va risarcito in mancanza di quest’atto fondamentale, anche se il fatto si è verificato prima che fossero emanate normative specifiche in merito, perché la sua “necessità” è desumibile dai principi generali.
 
Quando si parla di consenso informato si deve intendere l’autorizzazione che il paziente, prima del trattamento medico o dell’operazione chirurgica, da al sanitario e alla clinica presso cui avviene detto intervento.
Non si tratta di far firmare un semplice modulo al paziente, quasi si trattasse di una formalità burocratica: il sanitario ha l’obbligo di spiegare, in modo chiaro e intellegibile, secondo un linguaggio comprensibile dalla persona media, il tipo di operazione che verrà eseguita, le conseguenze e i rischi che essa comporta.
Il medico è tenuto a fornire al malato tutte le informazioni scientificamente possibili sulla terapia o l’intervento chirurgico previsti indicando modalità ed eventuali conseguenze. In sostanza il malato ha il diritto/dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute e la propria malattia, potendo chiedere al medico tutto ciò che non è chiaro, avendo così la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi a una determinata terapia o esame diagnostico.
Multa contestabile se l’autovelox è poco visibile 150 150 Graziella Pascotto

Multa contestabile se l’autovelox è poco visibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6407 del 5.3.2019, sancisce la nullità della contravvenzione.
Non basta la presenza regolamentare del cartello che segnala la presenza dell’apparecchiatura di rilevamento della velocità, se la postazione di controllo non è ben visibile, trattandosi di condizione di legittimità dell’accertamento ai sensi dell’art. 142 comma 6 C.d.S.

https://www.laleggepertutti.it/277189_autovelox-non-visibile-multa-valida?fbclid=IwAR2VeKK8v9ZyfizBjPXcaK_r6CREqL0Ct1gXiMxilmAy2506LF_115ctJoA

Il tradimento è un illecito civile da risarcire? 150 150 Graziella Pascotto

Il tradimento è un illecito civile da risarcire?

Per la Corte di Cassazione, ordinanza n. 6598/2019 «la mera violazione dei doveri matrimoniali non integra di per sé ed automaticamente una responsabilità risarcitoria», nonostante «possa essere causa di un dispiacere per l’altro coniuge e possa provocare la disgregazione del nucleo familiare». In sostanza, «il dovere di fedeltà non trova il suo corrispondente in un diritto alla fedeltà coniugale costituzionalmente protetto», e quindi, osservano i Magistrati, «la sua violazione è sanzionabile civilmente quando, per le modalità dei fatti, uno dei coniugi ne riporti un danno alla propria dignità personale o eventualmente un pregiudizio alla salute».

Nel caso concreto, la richiesta risarcitoria è stata dunque respinta dato che il tradimento non aveva causato la rottura coniugale, poiché era stata la moglie a svelare al marito la sua infedeltà solo mesi dopo la separazione. Il tradimento, inoltre, non aveva potuto recare un apprezzabile pregiudizio all’onore e alla dignità del coniuge tradito, in quanto non noto neppure nell’ambiente circostante o di lavoro, e comunque non posto in essere con modalità tali da poter essere lesivo della dignità della persona.

La legge – ha sottolineato la Cassazione – “non tutela il bene del mantenimento della integrità della vita familiare fino a prevedere che la sua violazione di per sé possa essere fonte di una responsabilità risarcitoria”. Le persone sono libere, c’è il “diritto ad autodeterminarsi ed anche la stessa libertà di porre fine al legame familiare, riconosciuta nel nostro ordinamento fin dal 1970”

https://www.studiocataldi.it/articoli/33845-tradimento-quando-spetta-il-risarcimento.asp

Legittima difesa: la Camera vota si alla riforma 150 150 Graziella Pascotto

Legittima difesa: la Camera vota si alla riforma

Il testo della “nuova legittima difesa” ha ottenuto ieri l’approvazione alla Camera dei Deputati.
Allo stato, tuttavia, non pare che la riforma apporti grandi innovazioni sul piano sostanziale e applicativo.
Sembra passare a mio avviso -erroneamente- il messaggio che si siano ampliati di molto i margini della legittima difesa e che quindi non ci saranno più indagini o processi da parte della magistratura.
Vorrei sottolineare che anche dopo l’approvazione definitiva della legge, per esserci “difesa” dovrà essere in corso un’aggressione. Sparare e uccidere un ladro che sta scappando o che è immobilizzato e incapace di fare del male non sarà considerato né legittima difesa né eccesso colposo di legittima difesa, ma omicidio volontario.

https://www.studiocataldi.it/articoli/33818-riforma-legittima-difesa-ok-della-camera.asp

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