Infortunistica stradale-Codice della Strada

Seggiolini antiabbandono obbligatori da oggi 7 novembre 150 150 Graziella Pascotto

Seggiolini antiabbandono obbligatori da oggi 7 novembre

Attenzione perchè da oggi è in vigore il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui dispositivi antiabbandono per i bambini.

Il decreto comporta l’obbligo per i conducenti dei veicoli sui quali devono essere installati i seggiolini che trasportino un bambino di età inferiore a 4 anni, di far uso anche di apposito dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono del minore all’interno del veicolo stesso.

Secondo quanto previsto dal Decreto i dispositivi possono essere già integrati nel seggiolino, possono costituire una dotazione di base o un accessorio del veicolo, oppure essere indipendenti sia dal seggiolino che dal veicolo.

Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nel Decreto.
In particolare, il sistema antiabbandono deve dare un segnale di allarme idoneo ad attirare tempestivamente l’attenzione del conducente attraverso segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, nonché avere la capacità di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente.

Sarebbe inoltre previsto un incentivo per l’acquisto di questi dispositivi: un fondo apposito che consentirebbe di riconoscere un contributo di 30 € per ciascun dispositivo acquistato fino ad esaurimento delle risorse. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto (presumibilmente entro dicembre) saranno emanate le istruzioni per il riconoscimento del contributo

https://www.ilsole24ore.com/art/seggiolini-antiabbandono-oggi-l-obbligo-chiarimenti-polizia-ACTZ3Jx

Hashish in tasca e revisione della patente: solo se alla guida 150 150 Graziella Pascotto

Hashish in tasca e revisione della patente: solo se alla guida

Il caso riguarda il sequestro di hashish ritrovato nelle tasche di un soggetto a piedi.

L’UTG (Ufficio di motorizzazione civile) disponeva la revisione della patente di guida.
Impugnato il provvedimento, sia il Tar che il Consiglio di Stato (sentenza n. 5868/2019 del 26 agosto) annullavano la revisione.

Non è infatti ravvisabile alcuna connessione logica tra l’accertato sequestro della sostanza stupefacente e la disciplina del possesso della patente di guida e, “anche a voler ritenere che la misura adottata abbia una funzione precauzionale e di prevenzione, non può certo essere sufficiente quel singolo, unico episodio di detenzione di una sostanza stupefacente a giustificare, in assenza di altri elementi di fatto e giudizio, l’adozione di un atto in cui si mette in discussione l’idoneità psico-fisica” di un soggetto ai fini della conduzione di mezzi di trasporto”.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/09/17/uso-di-stupefacenti-e-revisione-della-patente-occorre-essere-colti-alla-guida-del-veicolo

Concorso di colpa per il passeggero posteriore senza cintura 150 150 Graziella Pascotto

Concorso di colpa per il passeggero posteriore senza cintura

Con la sentenza n. 21991/19 depositata il 3.9.2019 la Corte di Cassazione ha decurtato in modo sensibile, di ben il 30% per concorso di colpa, il risarcimento di un terzo trasportato seduto dietro che non aveva allacciato le cinture ed era stato proiettato fuori dall’abitacolo, riportando lesioni gravissime.

La Corte evidenzia che l’art. 172 del Codice della strada impone l’uso delle cinture senza fare distinzioni fra la seduta posteriore e anteriore del veicolo.

L’allacciamento delle cinture di sicurezza costituisce fatto idoneo ad attenuare le conseguenze dannose di un sinistro, in quanto il loro impiego consente, in caso di urto, di trattenere il corpo degli occupanti il veicolo legato al sedile, evitandone l’impatto contro le strutture interne e la proiezione fuori dall’abitacolo.

Il mancato uso delle cinture di sicurezza, in caso di sinistro con lesioni, costituisce un comportamento colposo del danneggiato in nesso di causa con l’origine del danno che, di conseguenza, legittima la riduzione del risarcimento.

Quanto alla responsabilità del conducente la Corte afferma: “Non rientra nella diligenza richiesta al guidatore il controllo costante dei passeggeri sui sedili di dietro che comporterebbe di dover distogliere lo sguardo dalla strada per girarsi di 180 gradi…differentemente dall’ipotesi in cui il trasportato si trovi nel sedile anteriore”.
Rammento infatti che la stessa Cassazione in precedenti sentenze ha chiarito che chi è al volante ha l’obbligo di far circolare il veicolo in condizioni di sicurezza, dovendo verificare anche che i passeggeri utilizzino il sistema di ritenzione.

https://www.ilsole24ore.com/art/rca-taglio-drastico-risarcimento-il-passeggero-dietro-senza-cintura-ACr1alh

Omicidio e lesioni stradali: revoca della patente solo per droga e alcol 150 150 Graziella Pascotto

Omicidio e lesioni stradali: revoca della patente solo per droga e alcol

La Corte Costituzionale (ordinanza 24.7.2019 n. 203), nel confermare un proprio precedente di aprile 2019, boccia la revoca automatica della patente in caso di omicidio e lesioni stradali.

L’art. 222 comma 2 del Codice della Strada è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo per contrasto con i principi di uguaglianza e proporzionalità là dove prevede l’automatica revoca della patente di guida in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali e non consente quindi al Giudice di adeguare la pena al concreto disvalore della condotta.

I giudici costituzionali hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente solo in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la meno grave sanzione della sospensione della patente.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/08/23/omicidio-stradale-o-lesioni-stradali-la-revoca-della-patente-non-e-piu-automatica

Carico ingombrante sul tetto dell’auto: cosa dice il Codice della Strada 150 150 Graziella Pascotto

Carico ingombrante sul tetto dell’auto: cosa dice il Codice della Strada

La recente notizia mi fornisce l’occasione per illustrare cosa dice il Codice della Strada in tema di sistemazione dei carichi sui veicoli.

L’art. 164 C.d.S. precisa: “il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; da non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio”.

Inoltre il carico non deve superare i limiti di sagoma del veicolo, né può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore del veicolo. È consentito caricare oggetti che sporgano longitudinalmente dalla parte posteriore, ma solo se il carico è costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso.

Possono essere trasportate cose che sporgono lateralmente fuori della sagoma del veicolo, purché la sporgenza da ciascuna parte non superi 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Pali, sbarre, lastre o carichi simili difficilmente percepibili, collocati orizzontalmente, non possono comunque sporgere lateralmente oltre la sagoma propria del veicolo.

E’ vietato trasportare o trainare cose che striscino sul terreno.

In ogni caso la sporgenza longitudinale deve essere segnalata mediante uno o due speciali pannelli quadrangolari, rivestiti di materiale retroriflettente, posti alle estremità della sporgenza.

La sanzione oscilla tra € 85 e € 338. Inoltre, il veicolo trovato con un carico posizionato in maniera erronea, non potrà proseguire il viaggio se il conducente non provvederà a sistemarlo secondo le modalità stabilite dal Codice della Strada

https://lacnews24.it/cronaca/auto-letto-bici-tosaerba-multata-famiglia-vibonese_95427/

Micromobilità elettrica: al via la sperimentazione 150 150 Graziella Pascotto

Micromobilità elettrica: al via la sperimentazione

Entrerà in vigore il 27 luglio il Decreto per la regolamentazione della micromobilità elettrica.
Per la prima volta il nostro ordinamento disciplina la materia colmando il vuoto normativo del Codice della Strada, che nulla dice sulla circolazione di monopattini elettrici e simili, nonostante siano in circolazione da diversi anni.

Il Decreto elenca le caratteristiche e i modelli cui è consentita la circolazione: si tratta solo di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel.
Quanto alle caratteristiche:
– apposizione del marchio CE, che ne certifica la qualità e la sicurezza, come previsto dalla direttiva europea 2006/42/CE;
– potenza del mezzo non superiore a 500 watt;
– segnalatori luminosi, sia frontali che posteriori.
A seconda del mezzo, cambiano anche le regole sui limiti di velocità: ad esempio gli hoverboard non potranno superare i 6 km/h, mentre i monopattini elettrici e i segway non potranno superare i 20 km/h.
I guidatori dovranno sempre indossare o un giubbotto catarifrangente oppure delle bretelle ad alta visibilità e il trasporto di altri passeggeri è vietato.

Saranno i Sindaci, con delibere specifiche, a determinare le regole per la circolazione e le relative sanzioni per i trasgressori.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/07/16/micromobilita-cosa-prevede-il-decreto-che-consente-l-uso-di-monopattini-e-hoverboard-in-citta

Investita mentre parla al cellulare: responsabile all’80% 150 150 Graziella Pascotto

Investita mentre parla al cellulare: responsabile all’80%

Si tratta del caso di una donna investita per aver attraversato la strada senza guardare perché intenta a parlare al cellulare.

Per il Tribunale di Trieste (sentenza n. 380 del 7.6.2019), la responsabilità dell’incidente è per l’80% in capo alla donna, trattandosi di una condotta in totale disprezzo delle normali regole di prudenza.

Nella sentenza si legge che la vittima dell’incidente «aveva attraversato la strada parlando al cellulare e senza preventivamente guardare se stessero sopraggiungendo altri veicoli». Di conseguenza, secondo il giudice «risulta incontrovertibile la connotazione colposa della condotta della pedone», che avrebbe agito «in disprezzo delle regole sulla circolazione stradale e di normale prudenza». La colpa dell’incidente, quindi, è da attribuire all’80% alla donna che è stata investita, e al 20% al guidatore.

Chi era alla guida dell’auto non viene completamente discolpato dal Tribunale perché avrebbe dovuto prevedere il comportamento della signora dal momento che l’aveva vista correre sul marciapiede per avvicinarsi all’autobus.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35241-incidente-pedone-responsabile-se-attraversa-mentre-parla-al-cellulare.asp

Autovelox in città: multe impugnabili se non ci sono contestazione immediata e banchina 150 150 Graziella Pascotto

Autovelox in città: multe impugnabili se non ci sono contestazione immediata e banchina

Gli autovelox fissi, senza contestazione immediata da parte delle forze dell’ordine, posti su strade urbane prive di banchine per fermarsi, rendono la multa impugnabile.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16622 pubblicata il 20.6.2019 che conferma precedenti pronunciamenti.

In città, le strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità, senza obbligo di fermo immediato del conducente, sono solo le strade urbane di scorrimento, che per l’articolo 2 del Codice della Strada, devono avere anche una banchina (quello spazio esterno rispetto alla carreggiata, destinato al passaggio dei pedoni ovvero alla sosta di emergenza).

Nel caso esaminato dalla Corte, la banchina era troppo piccola e non consentiva manovre con un veicolo; veniva dunque contestata la classificazione della strada come a «scorrimento» e la sanzione annullata.

https://www.ilmessaggero.it/italia/autovelox_multe_corsia_emergenza_oggi_ultime_notizie-4580092.html

Google Maps: sono arrivate le segnalazioni degli autovelox anche in Italia 150 150 Graziella Pascotto

Google Maps: sono arrivate le segnalazioni degli autovelox anche in Italia

Su Google Maps, per chi possiede smartphone Android come anche in quelli iOS, dalla fine di maggio sono arrivate le segnalazioni degli autovelox -per ora solo quelli fissi, ma soprattutto arriva un nuovo pannello che permetterà all’utente di segnalare se nella strada che sta percorrendo ci sono code, incidenti o autovelox mobili.

Diversi i quesiti la cui soluzione resta al momento incerta.

Il primo riguarda la legalità di tali funzioni considerato che l’art. 45 comma 9 bis C.d.S. vieta i dispositivi che, direttamente o indirettamente, segnalano la presenza e consentono la localizzazione delle apposite apparecchiature di rilevamento della velocità. Nel contempo però lo stesso Codice della strada, dispone l’obbligo di avvertire l’automobilista della presenza degli autovelox ai sensi dell’art. 142 comma 6bis.

Rispetto all’efficacia molte sono le variabili dato che non sempre le postazioni fisse sono funzionanti mentre l’applicazione non rileva le pattuglie, nè i rilevatori in movimento (scout).

Abbiamo ora a disposizione uno strumento che può aiutare gli automobilisti più accorti o solo un mezzo per aggirare i limiti di velocità?

https://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2019-05-28/autovelox-google-maps-potremo-davvero-evitare-multe-171023.shtml?uuid=AC1NFqJ

Guida con il cellulare in mano: la contestazione immediata non è necessaria 150 150 Graziella Pascotto

Guida con il cellulare in mano: la contestazione immediata non è necessaria

Per la Corte di Cassazione (ordinanza n. 10840/19 depositata il 18.4.2019) non è necessaria la contestazione immediata della violazione relativa all’uso del telefono durante la guida.

I motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata non sono infatti sindacabili dall’Autorità Giudiziaria. La Corte a tal proposito afferma:
“si tratta di motivazione congrua, non essendo il giudice abilitato a censurare le modalità organizzative del servizio di vigilanza nè a sindacare le modalità organizzative del servizio di rilevamento delle infrazioni da parte della pubblica amministrazione”

Ricordo che l’uso del cellulare alla guida senza auricolari o viva voce, ai sensi dell’art.173 del Codice della Strada, comporta sanzioni amministrative che vanno da un minimo di € 422 ad un massimo di € 1.697, oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente.

E’ inoltre prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida qualora, nei due anni successivi all’infrazione, il conducente venga fermato per aver ripetuto la stessa violazione.

https://www.studiocataldi.it/articoli/34339-cellulare-alla-guida-la-multa-puo-arrivare-anche-dopo.asp

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