Diritto civile

Affidamento e diritto del minore alla continuità affettiva: vale anche in caso di legame di fatto? 150 150 Graziella Pascotto

Affidamento e diritto del minore alla continuità affettiva: vale anche in caso di legame di fatto?

Per la Corte di Cassazione (ord. n. 35537 del 19.12.2023) gli affidatari non sono legittimati ad agire per chiedere il mantenimento della continuità affettiva, né a maggior ragione lo sono coloro che, non investiti da un formale provvedimento di affidamento, alleghino la sussistenza di un mero rapporto di fatto con il minore.

Il mantenimento della continuità delle positive relazioni socio-affettive consolidatesi durante l’affidamento extrafamiliare è subordinato alla valutazione, in concreto, della sua rispondenza al miglior interesse del minore.

L’interruzione ingiustificata, da parte di chi esercita sul minore responsabilità parentali, dei rapporti di fatto significativi instaurati dal minore con soggetti non legati da consanguineità, è riconducibile alla ipotesi di condotta pregiudizievole di cui all’art 333 c.c. in relazione alla quale, se accertata, il giudice, su istanza dei soli soggetti indicati nell’art 336 c.c. (genitori, parenti, il curatore speciale o il pubblico ministero) può adottare i provvedimenti convenienti nell’interesse del minore.

I soggetti non compresi nell’elenco contenuto nell’art. 336 c.c. possono tuttavia sollecitare, a tutela dei diritti e degli interessi del minore, l’iniziativa del pubblico ministero.

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Cappotto termico: installazione illegittima se lede il decoro architettonico dell’edificio 150 150 Graziella Pascotto

Cappotto termico: installazione illegittima se lede il decoro architettonico dell’edificio

E’ il caso di due vicini: uno citava in giudizio l’altro per ottenere la rimessione in pristino dell’edificio dalle opere da lui realizzate consistenti nella trasformazione di luci in vedute, nell’abusiva realizzazione di una fognatura e nell’indebito allargamento di uno spazio di isolamento, edificato in danno dell’altro, sconfinando nella sua proprietà. L’altro, citato in causa, negava di aver compiuto tali opere e svolgeva domanda riconvenzionale per il cappotto termico e il cambiamento degli infissi realizzati proprio dal primo vicino, lavori che a suo dire avevano stravolto la facciata dell’edificio, e ne chiedeva la rimozione.
Per la Corte di Cassazione (ordinanza n. 17290 del 22.6.2023) il pregiudizio all’aspetto estetico dell’edificio era evidente e l’intervento di efficientamento energetico non bastava a giustificarlo.
Secondo i giudici, per avere alterazione architettonica non è necessario che il fabbricato sia deturpato dall’intervento, aggiungendo che l’alterazione architettonica si traduce in un deprezzamento del bene e che in condominio non possono essere consentiti interventi in grado di avere un impatto negativo sull’aspetto estetico dell’edificio.
La Corte ha concluso che il proprietario avrebbe dovuto chiedere il consenso del vicino dal momento che questi, oltre ad essere danneggiato dal nuovo aspetto dell’edificio, ha subìto lo sconfinamento nella sua proprietà.
Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola? 150 150 Graziella Pascotto

Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola?

E’ il caso di una ragazzina di 12 anni che nel tragitto bagno-aula cadeva dalle scale fratturandosi la tibia.
La Corte di Cassazione (ord. n. 15190 del 30.5.2023) confermando la decisione di appello, ha affermato che l’amministrazione scolastica ha dimostrato adeguatamente di aver garantito la sorveglianza degli studenti.
La manutenzione degli ambienti scolastici non presentava criticità, non essendo stata sollevata alcuna questione riguardo l’usura o la scivolosità delle scale, e non essendovi altri studenti presenti nel momento dell’incidente. Inoltre, è stato preso in considerazione lo sviluppo psico-motorio dell’allieva, che era in grado di muoversi autonomamente, rendendo inesigibile una sorveglianza continua durante il tragitto tra l’aula e i servizi igienici.
L’obbligo di dimostrare il mancato adempimento da parte dell’istituto scolastico ricade sul danneggiato, così come quello di illustrare i danni subiti. Al contrario, è compito della scuola dimostrare l’adempimento delle sue obbligazioni o l’impossibilità imprevedibile o inevitabile di adempiere correttamente all’obbligo di proteggere lo studente. Pertanto, in assenza di evidenza di condizioni particolarmente pericolose nei luoghi dell’incidente, non si può richiedere all’amministrazione scolastica di provare specificamente l’assenza di tale pericolosità.
Alunna cade dalle scale nel tragitto bagno-aula: è sempre responsabile la scuola?
Diritto alla frequentazione del cane dopo la fine della relazione di fatto: a chi spetta? 150 150 Graziella Pascotto

Diritto alla frequentazione del cane dopo la fine della relazione di fatto: a chi spetta?

La Corte di Cassazione (ord. 24.3.2023, n. 8459) si è pronunciata sull’affidamento e le visite di un cane dopo la fine di una relazione di fatto.
Il Tribunale di Padova aveva riconosciuto la proprietà del cane in capo all’uomo, ma aveva disposto, nell’interesse dell’animale, il diritto della donna alla sua frequentazione.
La Corte d’Appello di Venezia, su impugnazione dell’uomo, respingeva del tutto le richieste della donna che si rivolgeva alla Cassazione.
Per la Suprema Corte il diritto di frequentazione dell’animale d’affezione, acquistato dalla coppia durante una breve relazione durata 4 mesi, non può trovare accoglimento in mancanza di prove che dimostrino l’esistenza di un legame affettivo consolidato e stabile con il cane. Tale prova risulta esclusa a causa della brevità della relazione con l’animale, nonché dalla mancanza di prove circa la sussistenza di una comproprietà dell’animale con l’ex partner.
Cassazione: affido del cane a lui se lei non prova un legame affettivo
Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini 150 150 Graziella Pascotto

Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini

Per la Corte di Cassazione (ordinanza n. 3308 del 3.2.2023), per provare il danno subito dalla passeggera del volo aereo a cui sono stati consegnati i bagagli a distanza di cinque giorni, bastano gli scontrini fiscali da cui risulta l’acquisto dei beni di prima necessità per rimpiazzare quelli contenuti in valigia. La Suprema Corte ha affermato che “null’altro occorresse per ritenere dimostrato sia l’esborso che il nesso di causalità con la mancata disponibilità del bagaglio”.

Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini

https://www.studiocataldi.it/articoli/45506-bagaglio-smarrito-per-il-risarcimento-del-danno-bastano-gli-scontrini.asp

Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze? 150 150 Graziella Pascotto

Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze?

La cremazione non autorizzata, in seguito alla riesumazione dei resti, lede la libertà culto e fonda il diritto dei parenti del defunto al risarcimento del danno non patrimoniale subito per la lesione di un diritto costituzionale inviolabile quale è la libertà di religione.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione (sentenza n. 370 del 10.1.2023). La concessionaria dei servizi cimiteriali di Torino si era limitata a trasmettere una raccomandata alla sola figlia del deceduto all’indirizzo riportato nella fattura delle spese di sepoltura, che da anni non era più quello effettivo della destinataria. I familiari d’altro canto, se avessero saputo della riesumazione, avrebbero optato per una nuova inumazione, anziché per la cremazione.
La lesione, afferma la Suprema Corte, è derivata dalla trasformazione della salma in cenere: l’interesse al culto dei defunti non è leso soltanto dalla distruzione o dispersione del cadavere, ma altresì dalla imposizione di forme di culto che non sono previamente accettate dai parenti del defunto.
I familiari del defunto non vengono informati della cremazione: sì al risarcimento
Opera eseguita secondo progetto: l’appaltatore risponde per i vizi progettuali? 150 150 Graziella Pascotto

Opera eseguita secondo progetto: l’appaltatore risponde per i vizi progettuali?

Secondo l’ordinanza 24.10.2022, n. 31273 della Corte di Cassazione, l’appaltatore – che si attenga al progetto fornito dal committente – può essere ritenuto responsabile per i vizi dell’opera, valutando la sua condotta secondo il parametro del “professionista medio” (ex art. 1176 c. 2 c.c.). Infatti, l’appaltatore è tenuto a segnalare al committente gli errori progettuali al fine di poter realizzare l’opera a regola d’arte. In difetto, è responsabile pur avendo eseguito fedelmente il progetto e le indicazioni. Qualora le istruzioni siano palesemente errate, l’appaltatore non è responsabile soltanto se dimostri di avere manifestato il proprio dissenso e di averle eseguite come “nudus minister”, a causa delle insistenze del committente. In mancanza di tale prova, “l’appaltatore è tenuto, a titolo di responsabilità contrattuale, derivante dalla sua obbligazione di risultato, all’intera garanzia per le imperfezioni o i vizi dell’opera, senza poter invocare il concorso di colpa del progettista”.

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Bimbo cade nel parco giochi comunale: chi è responsabile? 150 150 Graziella Pascotto

Bimbo cade nel parco giochi comunale: chi è responsabile?

I genitori di una bambina citavano in giudizio il Comune perché fosse condannato a risarcire i danni subiti dalla figlia, a causa della caduta da un gioco, esistente all’interno di un parco comunale, sul quale risultava presente una sostanza oleosa, che impediva una presa adeguata dello stesso.
La domanda è stata respinta sia dai giudici di merito che in Cassazione. La Suprema Corte (ord. n. 12549 del 20.4.2022) ha in sostanza confermato il principio secondo cui “l’utilizzo delle strutture esistenti in un parco giochi – a meno che non risulti provato che le stesse erano difettose e, come tali, in grado di determinare pericoli anche in presenza di un utilizzo assolutamente corretto” – non si connota, di per sé, “per una particolare pericolosità, se non quella che normalmente deriva da simili attrezzature, le quali presuppongono, comunque, una qualche vigilanza da parte degli adulti”, i quali, “in un parco giochi”, devono “avere ben presenti i rischi che ciò comporta, non potendo poi invocare come fonte dell’altrui responsabilità, una volta che la caduta dannosa si è verificata, l’esistenza di una situazione di pencolo che erano tenuti doverosamente a calcolare”.
L’utilizzo di attrezzature nel parco giochi comunale richiede una particolare vigilanza negli adulti con valutazione del rischio
La voltura catastale configura accettazione tacita di eredità 150 150 Graziella Pascotto

La voltura catastale configura accettazione tacita di eredità

A differenza della mera denuncia di successione, che ha valore esclusivamente fiscale, la voltura catastale ha invece rilievo sia agli effetti civili che a quelli catastali, ed è atto idoneo ad integrare un’accettazione tacita dell’eredità.
Lo ha stabilito la Cassazione Civile (ord. 14.4.2022 n. 12259) che ha affrontato il caso di alcuni chiamati ad un eredità giacente, che presentava molte passività oltre a due immobili. Uno dei chiamati all’eredità, dopo un certo periodo, comunicava all’Agenzia delle Entrate la voltura catastale.
La Suprema Corte ha considerato tale atto, accettazione tacita dell’eredità trattandosi di comunicazione possibile solo da parte di chi può ritenersi proprietario dell’immobile.
Gli effetti non sono di poco conto dato che i creditori del defunto hanno così la possibilità di aggredire e pignorare i beni dell’erede che, in virtù della voltura catastale e dunque dell’accettazione tacita, si sono confusi con i beni del parente deceduto.
Successione: la voltura catastale integra l’accettazione tacita dell’eredita’
Tombino sporgente e responsabilità del Comune 150 150 Graziella Pascotto

Tombino sporgente e responsabilità del Comune

Per la Corte di Cassazione (ord. n. 11794 del 12.4.2022), il Comune non può essere chiamato a rispondere dei danni subiti da un pedone che, in condizioni di piena visibilità, di diversa colorazione del manto stradale, di ampiezza del marciapiede, anziché accorgersi con l’ordinaria diligenza della presenza di un tombino sporgente, ed evitarlo grazie anche all’ampiezza del marciapiedi che avrebbe consentito un percorso alternativo, abbia invece omesso ogni cautela richiesta dalle circostanze di tempo e di luogo e sia andato ad inciampare nel tombino sporgente a causa esclusivamente della propria disattenzione.

https://www.puntodidiritto.it/pedone-caduta-a-causa-dislivello-di-tombino-nessuna-responsabilita-ente-proprietario/