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Settembre 2025

Equa riparazione: cosa cambia con il dl Giustizia estate 150 150 Graziella Pascotto

Equa riparazione: cosa cambia con il dl Giustizia estate

L’art. 9 del Dl Giustizia Estate n. 117/2025, ancora in fase di conversione alla Camera (Atto n. 2570) introduce disposizioni per il pagamento degli indennizzi previsti dalla Legge n. 89/2001 (Legge Pinto) che riguarda la ragionevole durata dei processi. Le modifiche, in particolare, riguardano gli artt. 4 e 5-sexies della legge.
La prima modifica, relativa all’art. 4, permette di presentare la domanda di riparazione anche durante il processo, superando la precedente previsione che limitava la presentazione ai sei mesi successivi alla conclusione definitiva del procedimento. Questa modifica si adegua alla sentenza n. 88/2018 della Corte Costituzionale, che aveva dichiarato illegittima la precedente formulazione, consentendo così ai cittadini di richiedere l’equa riparazione senza dover attendere la fine di procedimenti eccessivamente lunghi.
L’art. 5 sexies, tra le varie, indica come decadenziale il termine annuale per la presentazione delle dichiarazioni necessarie al pagamento; la dichiarazione di validità biennale non deve più essere rinnovata obbligatoriamente, ma solo su richiesta dell’amministrazione; stabilisce un termine di decadenza al 30.10.2026 per la presentazione delle dichiarazioni per i creditori con indennizzi liquidati entro il 31.12.2021.
dl giustizia estate
Pnrr giustizia, corsa contro il tempo per 48 tribunali e otto corti d’Appello 150 150 Graziella Pascotto

Pnrr giustizia, corsa contro il tempo per 48 tribunali e otto corti d’Appello

Giudici da remoto per smaltire l’arretrato civile: sono 500 i magistrati che verranno assegnati alle sedi con maggior difficoltà. Ad ognuno di loro saranno affidati 50 procedimenti da smaltire entro giugno 2026 ed eventualmente altri 50 in caso di completamento del lavoro prima della scadenza.
Ben 66 giudici previsti a Venezia (il numero più alto dopo Napoli) che dovranno occuparsi di cause in parte già istruite da altri magistrati e tramite udienze solo da remoto o cartolari.
L’arretrato è certamente un grosso problema della giustizia, tuttavia non nascondo la preoccupazione per l’applicazione di questi magistrati a scadenza, che pronunceranno la sentenza senza alcun confronto con le parti. I commentatori più critici parlano di compromissione del diritto di difesa e della qualità della funzione giurisdizionale oltre che di violazione del principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge.
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