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Luglio 2022

Registro Pubblico delle Opposizioni: stop a telefonate spam anche sui cellulari: 150 150 Graziella Pascotto

Registro Pubblico delle Opposizioni: stop a telefonate spam anche sui cellulari:

Il nuovo regolamento sul Registro Pubblico delle Opposizioni entra in vigore il 27.7.2022, prevedendo nuove procedure contro il Telemarketing selvaggio da parte degli operatori commerciali.
L’iscrizione a tale Registro evita che il proprio numero o indirizzo venga utilizzato a scopi pubblicitari, commerciali o per ricerche di mercato. E’ uno strumento introdotto da tempo (Dpr 178/2010) per tutelare la propria privacy da strategie di Telemarketing considerate troppo aggressive.
La novità è che dal 27.7.2022 l’iscrizione sarà possibile anche alle utenze mobili ed a quelle fisse non presenti in elenchi telefonici pubblici. Dunque, anche i numeri di cellulare e quelli riservati potranno esercitare il diritto di opposizione al trattamento dei dati per finalità di marketing secondo quanto previsto dalla Legge n. 5/2018.
Iscrivendosi al Registro delle Opposizioni, privati e aziende possono chiedere di non ricevere telefonate, email o messaggi promozionali.
Il sito ufficiale è diviso in due sezioni, una per Operatori Telemarketing e una per Abbonati, da cui è possibile iscriversi gratuitamente e in maniera revocabile.
cartello di stop a telefonate indesiderate
Cosa si rischia ad ostacolare il diritto di visita dell’altro genitore 150 150 Graziella Pascotto

Cosa si rischia ad ostacolare il diritto di visita dell’altro genitore

La Corte di Cassazione (sentenza n. 28401 del 19.7.2022) ha confermato la condanna di una donna per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice ex art. 388 comma 2 c.p. Nel caso concreto la signora ostacolava anche i colloqui telefonici fra la minore il padre eludendo il provvedimento del Tribunale di Gorizia.
Si segnala che non basta il mero inadempimento a integrare il reato ex art. 388 comma 2 c.p., ma è necessario che il genitore affidatario del minore si sottragga con atti fraudolenti o simulati all’obbligo di consentire all’altro genitore le visite al figlio.
Nella fattispecie, la signora si era trasferita in un’altra località in provincia di Udine e poi in Slovenia all’insaputa del suo ex, pur essendo pendente tra i due un contenzioso ad alta conflittualità, facendo perdere le sue tracce a tutte le figure istituzionali coinvolte nella vicenda.
bambina abbraccia padre con madre preoccupata
Può configurare reato tenersi un cane smarrito? 150 150 Graziella Pascotto

Può configurare reato tenersi un cane smarrito?

La sostituzione illecita del microchip a un cane determina il reato di riciclaggio perché attraverso questa pratica si tende a far perdere le tracce della conoscenza nonché della provenienza dell’animale.
Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 9533/22.
Nella fase di merito veniva accertato che l’imputato, al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa del cane (un pastore tedesco a pelo lungo) aveva sostituito il microchip all’animale apponendovi altro chip con numero corrispondente a un pastore tedesco a pelo corto di sua proprietà.
La Corte ha evidenziato che il delitto di riciclaggio ex art. 648 bis c.p. è integrato non soltanto dalle condotte tipiche di sostituzione o trasformazione del bene di origine illecita ma, altresì, secondo la testuale dizione contenuta nella norma, “da ogni altra operazione diretta ad ostacolare l’identificazione” dell’origine delittuosa del bene.
cane abbandonato con guinzaglio
Reddito di cittadinanza e lavoro nero: si rischia il carcere? 150 150 Graziella Pascotto

Reddito di cittadinanza e lavoro nero: si rischia il carcere?

La Corte di Cassazione (sentenza n. 25306 depositata il 4.7.2022) ha accertato la violazione dell’articolo 7, comma 2, del decreto n. 4/2019 commessa da chi omette i redditi percepiti dall’attività di lavoro in nero.
Svolgere un’attività di lavoro in nero mentre si prende il reddito di cittadinanza rientra tra le casistiche sanzionate dalla norma:
“l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini di cui all’articolo 3, commi 8, ultimo periodo, 9 e 11, è punita con la reclusione da uno a tre anni”.
A nulla rileva che il soggetto non percepisse una retribuzione vera e propria: l’attività lavorativa era infatti svolta gratuitamente e il datore gli riconosceva solo, a titolo di compenso, regalie saltuarie.
Non bisogna inoltre commettere l’errore di pensare che il beneficiario del reddito di cittadinanza sia solamente colui che ha fatto richiesta della prestazione: il divieto di lavorare in nero vale per tutti i componenti del nucleo familiare che ne risulta percettore.
uomo in divisa da detenuto con manette