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Gennaio 2023

I nuovi tassi di interesse di mora del primo semestre 2023 150 150 Graziella Pascotto

I nuovi tassi di interesse di mora del primo semestre 2023

Per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2023 il tasso di riferimento nelle transazioni commerciali è pari al 2,5%. Lo ha previsto il Ministero dell’Economia e delle finanze con comunicato del 18.1.2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. In tal modo è stato fissato il saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali.
Il nuovo saggio degli interessi di mora aumenta pertanto a 10,5%: 2,5% più 8 punti percentuali previsti dal D.Lgs. 231/2002 per tutte le transazioni commerciali avvenute dal 1.1.2013.
Saggio degli Interessi di Mora (transazioni commerciali) per il primo semestre 2023
Lavoro al computer: gli occhiali li paga l’azienda? 150 150 Graziella Pascotto

Lavoro al computer: gli occhiali li paga l’azienda?

E’ il caso di un cittadino rumeno che ha citato in giudizio l’azienda dove lavorava perché si era rifiutata di sostenere le spese per l’acquisto di un nuovo paio di occhiali da vista. Secondo il dipendente il suo problema alla vista si era aggravato a causa del lavoro al computer, mancanza di luce naturale e sovraccarico neuropsichico. Poiché la sua domanda veniva respinta dagli organi giudiziari locali, si rivolgeva alla Corte di Giustizia UE.
La Corte europea si è pronunciata ai sensi dell’art. 9 comma 3 della direttiva 90/270 che regola le disposizioni minime in materia di sicurezza e salute nel lavoro con videoterminali. Nello specifico ha stabilito che il datore di lavoro è tenuto a fornire agli interessati uno speciale dispositivo correttivo oppure il rimborso delle spese che il lavoratore ha dovuto sostenere. E per dispositivo correttivo speciale in questo caso rientrano anche gli occhiali o le lenti a contatto.
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Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze? 150 150 Graziella Pascotto

Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze?

La cremazione non autorizzata, in seguito alla riesumazione dei resti, lede la libertà culto e fonda il diritto dei parenti del defunto al risarcimento del danno non patrimoniale subito per la lesione di un diritto costituzionale inviolabile quale è la libertà di religione.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione (sentenza n. 370 del 10.1.2023). La concessionaria dei servizi cimiteriali di Torino si era limitata a trasmettere una raccomandata alla sola figlia del deceduto all’indirizzo riportato nella fattura delle spese di sepoltura, che da anni non era più quello effettivo della destinataria. I familiari d’altro canto, se avessero saputo della riesumazione, avrebbero optato per una nuova inumazione, anziché per la cremazione.
La lesione, afferma la Suprema Corte, è derivata dalla trasformazione della salma in cenere: l’interesse al culto dei defunti non è leso soltanto dalla distruzione o dispersione del cadavere, ma altresì dalla imposizione di forme di culto che non sono previamente accettate dai parenti del defunto.
I familiari del defunto non vengono informati della cremazione: sì al risarcimento
Caro benzina: il Governo emana il c.d. Decreto trasparenza 150 150 Graziella Pascotto

Caro benzina: il Governo emana il c.d. Decreto trasparenza

Ieri sera è stato approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del Garante prezzi. Nessun abbattimento delle accise dunque.
Tra le varie il decreto stabilisce che:
– nel periodo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di € 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito;
– diventa giornaliero l’obbligo per gli esercenti l’attività di vendita di carburante, comunicare il prezzo di vendita praticato, oltre ad esporre, ben in evidenza, il prezzo medio giornaliero calcolato dal Ministero;
– sono rafforzate le sanzioni amministrative in caso di violazione degli obblighi di comunicazione e pubblicità dei prezzi. In caso di recidiva, la sanzione può comportare la sospensione dell’attività per un periodo da sette a novanta giorni.
Un distributore © ANSA
Auto priva di assicurazione e parcheggio in area privata 150 150 Graziella Pascotto

Auto priva di assicurazione e parcheggio in area privata

E’ il caso di un ricorso contro una multa che riguardava la sosta di un’auto non assicurata in una strada privata. Il verbale veniva confermato prima dal Giudice di Pace e in seguito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 37851 pubblicata il 28.12.2022).
La Suprema Corte ha ritenuto non contestabile l’obbligo assicurativo in un parcheggio aperto alla circolazione.
Per il Codice della strada e il Codice delle assicurazioni private anche i veicoli in sosta su strade a uso pubblico o aree equiparate sono considerate in circolazione e devono essere assicurate. La discriminante è l’uso della strada e anche una strada privata può avere un uso pubblico laddove sia aperta alla circolazione.
Pertanto attenzione: l’auto non assicurata può essere parcheggiata solo in luoghi privati non accessibili al pubblico, come i garage e i box auto, o nelle strade ad uso esclusivo, senza servitù di passaggio e senza che terzi soggetti possano avere un concreto interesse ad accedervi.
Scatta la multa per l'auto senza assicurazione in sosta in luogo privato
E’ reato suonare il clacson sotto casa del vicino? 150 150 Graziella Pascotto

E’ reato suonare il clacson sotto casa del vicino?

E’ il caso di una donna condannata poiché riconosciuta colpevole del reato di molestie ex art. 660 c.p. avendo “per petulanza e per biasimevoli motivi, recato disturbo a un suo vicino di casa…suonando ripetutamente e ingiustificatamente, tanto di giorno che di notte, il clacson della propria autovettura in prossimità della abitazione del vicino”. La condotta si era protratta per ben nove mesi. La donna era stata condannata anche a risarcire il vicino di casa, costituitosi parte civile.
La Corte di Cassazione (sentenza n. 49268 depositata il 27.12.2022) ha confermato la condanna respingendo le difese della donna secondo la quale aveva sì utilizzato il clacson ma solo perché vi era “la necessita di segnalare la presenza della sua autovettura per evitare incidenti stradali” non essendovi una particolare necessità di utilizzare gli avvisatori acustici. Le circostanze non hanno consentito di ridimensionare l’accusa nel disturbo della quiete pubblica.