Diritto di famiglia

Pensione di reversibilità e criteri di ripartizione tra coniuge divorziato e superstite 150 150 Graziella Pascotto

Pensione di reversibilità e criteri di ripartizione tra coniuge divorziato e superstite

La Corte di Cassazione (ord. 41960 del 30.12.2021) è tornata ad occuparsi dei criteri di ripartizione della pensione di reversibilità tra coniuge divorziato e coniuge superstite.
Tale ripartizione va dunque effettuata oltre che sulla base del criterio della durata dei matrimoni, anche ponderando ulteriori elementi correlati alla finalità solidaristica dell’istituto, tra i quali la durata delle convivenze prematrimoniali, nonchè facendo riferimento all’entità dell’assegno di mantenimento riconosciuto all’ex coniuge ed alle condizioni economiche dei due aventi diritto.
Non tutti tali elementi, peraltro, devono necessariamente concorrere nè essere valutati in egual misura, rientrando nell’ambito del prudente apprezzamento del giudice di merito la determinazione della loro rilevanza in concreto.
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Assegno di mantenimento e spese universitarie 150 150 Graziella Pascotto

Assegno di mantenimento e spese universitarie

La Corte di Cassazione (ord. n. 34100 del 12.11.2021) è nuovamente intervenuta sul tema delle spese straordinarie, ribadendo la necessità di distinguere tra gli esborsi relativi alle necessità ordinarie dei figli, che esulano dall’importo dell’assegno ordinario di mantenimento e le spese straordinarie in senso stretto, e cioè gli esborsi imprevedibili, imponderabili ed economicamente rilevanti, da concordare con l’altro genitore, che richiedono, per la loro azionabilità, l’esercizio di un’autonoma azione di accertamento.
Nel caso portato all’attenzione della Corte il ricorrente si duole del fatto che il giudice di merito abbia considerato, come spese straordinarie, le tasse universitarie, le rette e i libri di testo.
Tali spese, per uno studente l’universitario, non sarebbero eccezionali o imprevedibili, ma al contrario quantificabili in anticipo.
La Corte ha ritenuto fondata la censura.
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Assegno di divorzio: confermata l’esclusione del criterio del tenore di vita 150 150 Graziella Pascotto

Assegno di divorzio: confermata l’esclusione del criterio del tenore di vita

Una recente ordinanza della Cassazione (7.12.2021 n. 38928) correggendo l’errata valutazione della Corte d’Appello di Venezia, conferma l’ormai consolidato orientamento in tema di assegno di divorzio.
Il Giudice deve quantificare l’assegno divorzile rapportandolo non al pregresso tenore di vita familiare, ma in misura adeguata innanzitutto a garantire, in funzione assistenziale, l’indipendenza o autosufficienza economica dell’ex coniuge, secondo criteri di normalità, avuto riguardo alla concreta situazione del coniuge richiedente nel contesto in cui egli vive.
Inoltre, ove ne ricorrano i presupposti e vi sia una specifica prospettazione in tal senso, l’assegno deve essere adeguato a compensare il coniuge economicamente più debole, in funzione perequativo-compensativa, del sacrificio sopportato per aver rinunciato a realistiche occasioni professionali-reddituali (che il coniuge richiedente ha l’onere di dimostrare nel giudizio), al fine di contribuire ai bisogni della famiglia, rimanendo, in tal caso, assorbito l’eventuale profilo assistenziale.
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Giudizio di separazione tra i coniugi e assegnazione parziale della casa familiare 150 150 Graziella Pascotto

Giudizio di separazione tra i coniugi e assegnazione parziale della casa familiare

Interessante provvedimento del Tribunale di Marsala del 7.10.2021 che va ben oltre l’affidamento paritetico discostandosi dalla giurisprudenza prevalente.
Si tratta di un’ordinanza presidenziale emessa in un giudizio di separazione personale con figlia minore all’esito di consulenza tecnica.
Il Presidente affida la figlia ad entrambi i genitori con domicilio paritetico a settimane alterne. Dalla CTU è emerso che le difficoltà di gestione sono dovute esclusivamente al conflitto coniugale, che seppur significativo, va superato con l’attivazione di un trattamento psicoterapeutico e di un percorso di sostegno alla genitorialità.
Assegna la casa ad entrambi i genitori, che la abiteranno separatamente nelle due zone nelle quali è stata divisa e dovranno avere garantito tutto l’occorrente per la figlia.
Incarica i servizi sociali di verificare l’adempimento da parte della coppia alle prescrizioni impartite, nonché l’idoneità dei locali abitati ad ospitare la minore.
Stante la collocazione paritetica i genitori provvederanno alla figlia nelle forme del mantenimento diretto.
L’ordinanza richiamata affronta il tema della possibilità di assegnazione parziale della casa coniugale ad entrambi i genitori nel giudizio di separazione, in funzione di una più piena realizzazione delle condizioni di affido condiviso della prole minore. Le relative statuizioni in ordine a siffatta soluzione abitativa riguardano situazioni di fatto il cui accertamento è rimesso alla sfera della valutazione discrezionale del giudice del merito ex art. 337 sexies c.c.
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Divorzio e casa familiare: le spese condominiali integrano il contributo al mantenimento 150 150 Graziella Pascotto

Divorzio e casa familiare: le spese condominiali integrano il contributo al mantenimento

Il caso prende le mosse dalla decisione della Corte d’Appello di Trieste che sanciva l’obbligo del padre di corrispondere alla moglie, a titolo di mantenimento della figlia maggiorenne, ma non autosufficiente economicamente, € 1.000,00 mensili oltre al 50% delle spese straordinarie ed al 100% delle spese condominiali della casa familiare, assegnata alla madre quale genitore convivente con la figlia ma di proprietà del padre.
La Corte di Cassazione (ord. 23.11.2021 n. 36088) ha confermato la sentenza della Corte d’Appello.
La rilevante capacità economica del padre e la sproporzione rispetto a quella materna fanno si che l’obbligo relativo agli oneri condominiali posto a carico del padre integri il contributo al mantenimento della figlia.
La Suprema Corte ha in questo caso pronunciato in contrasto con suoi precedenti principi che attribuivano le spese condominiali in capo al coniuge assegnatario dell’abitazione, e ciò sulla base degli accertamenti compiuti in concreto.
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Le Sezioni Unite sull’assegno di divorzio in caso di nuova convivenza 150 150 Graziella Pascotto

Le Sezioni Unite sull’assegno di divorzio in caso di nuova convivenza

Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 32198 del 5.11.2021) hanno posto fine ad un contrasto giurisprudenziale.
Fino ad oggi, per molti tribunali, la nuova convivenza faceva perdere definitivamente il diritto a percepire l’assegno divorzile.
Per la Suprema Corte invece, l’ex coniuge divorziato che intraprenda una nuova relazione, perde la componente assistenziale dell’assegno, ma ne mantiene ancora la parte compensativa che tiene conto della durata del matrimonio e del contributo dato alla vita familiare, anche attraverso la cura della casa e l’accudimento dei figli, se ciò ha permesso all’altro coniuge di dedicarsi appieno alla propria attività professionale.
La Cassazione indica anche le modalità più idonee di liquidazione dell’assegno, limitato come detto alla componente compensativa: l’erogazione per un periodo limitato, o la sua capitalizzazione.
Rammento che l’assegno divorzile spetta sempre, a prescindere da una nuova relazione, se l’ex coniuge non è in grado di mantenersi da sé e versa in stato di bisogno. Diversamente, in caso di nuove nozze del coniuge beneficiario, l’assegno divorzile viene meno del tutto.
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Cosa accade se uno dei genitori è contrario al vaccino anti covid? 150 150 Graziella Pascotto

Cosa accade se uno dei genitori è contrario al vaccino anti covid?

Si tratta del caso deciso dal Tribunale di Monza (decreto 22.7.2021) relativo alla controversia insorta tra genitori sulla vaccinazione anti covid del figlio quindicenne. Il Tribunale, dopo aver richiesto una relazione sullo stato di salute del figlio, che attestasse l’eventuale presenza di patologie o allergie che potessero rappresentare un impedimento medico alla somministrazione del vaccino, ha autorizzato la madre a sottoporre il figlio alla vaccinazione attribuendo a lei la facoltà di condurre il minore in un centro vaccinale e sottoscrivere il relativo consenso informato, anche in assenza del consenso del padre, non sussistendo controindicazioni mediche. Il Giudice ha altresì evidenziato l’elevata efficacia dei vaccini nel proteggere dalla malattia attestata dalla comunità scientifica internazionale, nonchè la volontà manifestata dal minore di sottoporsi a vaccinazione per poter riprendere in sicurezza la propria vita sociale, scolastica e sportiva di cui va necessariamente tenuto conto per la sua età e maturità.

Padre si oppone al vaccino anti Covid del figlio? La madre va autorizzata alla somministrazione

https://www.quotidianogiuridico.it/documents/2021/08/31/padre-si-oppone-al-vaccino-anti-covid-del-figlio-la-madre-va-autorizzata-alla-somministrazione

Trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio 150 150 Graziella Pascotto

Trasferimenti immobiliari in sede di separazione e divorzio

A porre fine ai contrasti giurisprudenziali è intervenuta un’importante e recente sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione (n. 21761 del 29.7.2021): al fine di trasferire immobili e diritti reali (da un coniuge all’altro o a favore dei figli) in sede di separazione consensuale e divorzio congiunto, è sufficiente l’atto giudiziario che ratifica l’accordo di separazione o di divorzio, non essendo invece più necessario l’intervento del notaio.
In altre parole, le clausole dell’accordo di divorzio o di separazione che riconoscano ad uno o ad entrambi i coniugi la proprietà esclusiva di beni mobili o immobili, o di altri diritti reali, ovvero ne operino il trasferimento a favore di uno di essi, o dei figli, al fine di assicurarne il mantenimento, sono valide in quanto il predetto accordo, inserito nel verbale di udienza redatto da un ausiliario del giudice e destinato a far fede di ciò che in esso è stato attestato, assume forma di atto pubblico ex art. 2699 c.c. e, ove implichi il trasferimento di diritti reali immobiliari, e costituisce, dopo la sentenza di divorzio ovvero dopo l’omologazione, valido titolo per la trascrizione ex art. 2657 c.c.
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Mantenimento non dovuto se l’ex non prova di essersi attivato per reperire un’occupazione 150 150 Graziella Pascotto

Mantenimento non dovuto se l’ex non prova di essersi attivato per reperire un’occupazione

E’ a carico del coniuge richiedente l’assegno di mantenimento, ove risulti accertata in fatto la sua possibilità di lavorare, l’onere di dimostrare di essersi inutilmente attivato e proposto sul mercato occupazionale per mettere a frutto le proprie attuali attitudini professionali.
E’ altresì suo onere dimostrare l’esistenza di una condizione personale, patrimoniale e reddituale che giustifichi la richiesta del beneficio e il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
La Corte di Cassazione (ord. 20866 del 21.7.2021) ha esaminato il caso di una giovane professionista evidenziando il fatto che il suo stato di disoccupazione era imputabile al non aver provato ad attivarsi per la ricerca di un lavoro e al rifiuto di prospettive e proposte di lavoro concrete.
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Scatta il carcere per il recidivo mancato pagamento del mantenimento al figlio e alla ex 150 150 Graziella Pascotto

Scatta il carcere per il recidivo mancato pagamento del mantenimento al figlio e alla ex

La Corte di Cassazione penale (sentenza n. 26433 del 12.7.2021) ha respinto il ricorso di un uomo condannato in primo grado alla pena di 4 mesi e 14 giorni di reclusione e € 450 di multa, con revoca del beneficio della sospensione condizionale della pena, concesso in precedenza per lo stesso titolo di reato.
La Corte non ha ritenuto rilevante il fatto che la donna avesse un nuovo compagno e godesse di una pensione. Ha inoltre affermato che non si può dedurre l’impossibilità di adempiere dell’obbligato solo dal suo stato formale di disoccupazione.
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