Diritto di famiglia

Divorzio tra due donne: assegno di mantenimento alla più debole 150 150 Graziella Pascotto

Divorzio tra due donne: assegno di mantenimento alla più debole

Tra i primissimi nel nostro Paese, un Tribunale, e si tratta proprio del Tribunale di Pordenone, con sentenza del 13.3.2019, ha previsto un assegno divorzile per il coniuge più debole nel caso di scioglimento di un’unione civile.
Nessuna invenzione giuridica o discrezionalità, ma applicazione della legge n. 76/2016 (la c.d. Legge Cirinnà) che equipara le coppie sposate a quelle unite civilmente anche nella fase di scioglimento dell’unione.

La disciplina del “divorzio” nelle Unioni civili si differenzia sensibilmente da quella prevista nei matrimoni.
Le unioni civili si sciolgono più rapidamente non essendovi l’obbligo di passare per la separazione: è sufficiente che i partners comunichino all’Ufficiale di Stato Civile, anche in modo disgiunto, la loro intenzione di dividersi. Trascorsi tre mesi da questa manifestazione d’intenti è possibile proporre la domanda di “divorzio”.
Non è previsto neppure l’obbligo di tentare la riconciliazione spirituale.
Per formalizzare il divorzio le parti possono scegliere tra le procedure previste per il matrimonio: in Tribunale secondo le regole del divorzio giudiziale; in Comune davanti al Sindaco; con negoziazione assistita da avvocati.
Le Unioni civili si sciolgono automaticamente, senza manifestazione d’intenti avanti l’Ufficiale di Stato civile in caso di morte di una delle parti o cambio di sesso di una parte accertato con una sentenza del giudice.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2019/03/15/unioni-civili-giudice-ok-allassegno-di-divorzio-ad-una-coppia-di-donne_5f7b292d-abae-4999-9a00-f2d183f02391.html

Il tradimento è un illecito civile da risarcire? 150 150 Graziella Pascotto

Il tradimento è un illecito civile da risarcire?

Per la Corte di Cassazione, ordinanza n. 6598/2019 «la mera violazione dei doveri matrimoniali non integra di per sé ed automaticamente una responsabilità risarcitoria», nonostante «possa essere causa di un dispiacere per l’altro coniuge e possa provocare la disgregazione del nucleo familiare». In sostanza, «il dovere di fedeltà non trova il suo corrispondente in un diritto alla fedeltà coniugale costituzionalmente protetto», e quindi, osservano i Magistrati, «la sua violazione è sanzionabile civilmente quando, per le modalità dei fatti, uno dei coniugi ne riporti un danno alla propria dignità personale o eventualmente un pregiudizio alla salute».

Nel caso concreto, la richiesta risarcitoria è stata dunque respinta dato che il tradimento non aveva causato la rottura coniugale, poiché era stata la moglie a svelare al marito la sua infedeltà solo mesi dopo la separazione. Il tradimento, inoltre, non aveva potuto recare un apprezzabile pregiudizio all’onore e alla dignità del coniuge tradito, in quanto non noto neppure nell’ambiente circostante o di lavoro, e comunque non posto in essere con modalità tali da poter essere lesivo della dignità della persona.

La legge – ha sottolineato la Cassazione – “non tutela il bene del mantenimento della integrità della vita familiare fino a prevedere che la sua violazione di per sé possa essere fonte di una responsabilità risarcitoria”. Le persone sono libere, c’è il “diritto ad autodeterminarsi ed anche la stessa libertà di porre fine al legame familiare, riconosciuta nel nostro ordinamento fin dal 1970”

https://www.studiocataldi.it/articoli/33845-tradimento-quando-spetta-il-risarcimento.asp

Rivoluzione per il diritto di famiglia: in arrivo patti prematrimoniali e patti successori 150 150 Graziella Pascotto

Rivoluzione per il diritto di famiglia: in arrivo patti prematrimoniali e patti successori

Il Consiglio dei ministri del 28.2.2019 ha delegato il Governo ad adottare i Decreti Legislativi per la revisione del Codice Civile: le novità riguarderanno patti prematrimoniali e eredità.

Il Disegno di legge delega si riferisce, infatti: “alla stipulazione tra nubendi, coniugi, parti di una unione civile programmata o attuata di accordi intesi a regolare tra loro, nel rispetto delle norme imperative, dei diritti fondamentali della persona umana, dell’ordine pubblico e del buoncostume, i rapporti personali e quelli patrimoniali, anche in previsione dell’eventuale crisi del rapporto, nonché a stabilire i criteri per l’indirizzo della vita familiare e l’educazione dei figli”. Le regole riguarderanno coppie etero o omosessuali e verranno sottoscritte “in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata” e avranno “efficacia obbligatoria”.

Attendiamo dunque gli sviluppi dato che ad oggi questi patti sono considerati dalla giurisprudenza maggioritaria nulli per illiceità della causa, mentre costituiscono la normalità in molti paesi, in particolare in quelli anglosassoni.

In tema di successioni invece si andrebbe a prevedere la possibilità di trasformare la quota riservata ai legittimari in una quota del valore del patrimonio ereditario e consentire la stipulazione di patti sulle successioni future, sin’ora vietati, “intesi alla devoluzione dei beni del patrimonio ereditario in essi determinati ai successori ivi indicati, ovvero a permettere la rinunzia irrevocabile di successibili alla successione generale o in particolari beni”.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/03/01/accordi-prematrimoniali-contratti-pubblici-lavoro-e-nuovo-codice-della-strada-tutte-le-novita-dal-cdm

Foto dei figli online: la decisione del Tribunale di Mantova 150 150 Graziella Pascotto

Foto dei figli online: la decisione del Tribunale di Mantova

Dal 27.1.2019 i genitori che si rivolgono al Tribunale di Mantova per discutere la causa sull’affidamento dei figli minori sono tenuti ad accettare e firmare un impegno nel quale dichiarano di non pubblicare sui social, ed in particolare su Facebook, immagini che ritraggono i figli minori, e di provvedere alla cancellazione delle foto già caricate.

Si tratta di una decisione all’avanguardia in tema di tutela della reputazione digitale dei minori.

Pubblicare foto, video o qualsiasi altra immagine che ritrae i figli è una pratica diffusa, soprattutto tra le coppie più giovani. Tuttavia, troppo spesso, chi posta detto materiale sui social non si preoccupa minimamente delle ripercussioni future sui figli, i quali si trovano ad avere un’identità digitale senza esserne consapevoli.

Il pericolo è costituito dalla diffusione delle immagini fra un numero indeterminato di persone, conosciute e non, le quali possono essere malintenzionate e avvicinarsi ai bambini dopo aver notato le foto on line. Per non parlare poi del pericolo costituito dalla condotta di soggetti che “taggano” le foto on line dei minori e, con procedimenti di fotomontaggio, ne traggono materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati.

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/dirittoCivile/famiglia/2019-01-31/addio-foto-figli-facebook-modello-tribunale-mantova-114755.php