Diritto di famiglia

Convivenza more uxorio e ripetibilità delle somme pagate per la ristrutturazione della casa 150 150 Graziella Pascotto

Convivenza more uxorio e ripetibilità delle somme pagate per la ristrutturazione della casa

Un’attribuzione patrimoniale a favore del convivente more uxorio può configurarsi come adempimento di un’obbligazione naturale allorché la prestazione risulti adeguata alle circostanze e proporzionata all’entità del patrimonio e alle condizioni sociali del solvens. È quanto si legge nell’ordinanza della Cassazione n. 18721 dell’1.7.2021.
ll Tribunale di Udine condannava la convivente alla restituzione di quanto pagato dall’ex compagno per la ristrutturazione della casa di esclusiva proprietà della donna, ritenendo gli esborsi effettuati dall’uomo non riconducibili alla solidarietà conseguente alla comunanza di affetti, durata solo quattro anni, anche in considerazione delle ulteriori spese sostenute per il ménage familiare, dell’esclusivo vantaggio ricavatone dalla proprietaria dell’immobile e della consistenza della somma impiegata rispetto al reddito dell’attore e al suo complessivo patrimonio. Al contrario, in appello, le prestazioni effettuate dall’uomo venivano qualificate come obbligazioni naturali, trovando esse giustificazione nei doveri di carattere morale e civile di solidarietà e di reciproca assistenza nei confronti della partner e della figlia e non travalicando i limiti di proporzionalità e di adeguatezza rispetto ai mezzi di cui l’adempiente disponeva. La Cassazione ha ritenuto tale decisone conforme ai principi della giurisprudenza di legittimità.
Separazione addebitata ad entrambi i coniugi 150 150 Graziella Pascotto

Separazione addebitata ad entrambi i coniugi

Il Tribunale di Belluno pronunciava la separazione tra coniugi, accogliendo entrambe le domande di addebito della responsabilità (sulla base della pari gravità dei comportamenti genitoriali), e affidando la bambina, di anni otto, ai servizi sociali, pur mantenendone la residenza presso la madre, nonché dettava provvedimenti di carattere economico e disponeva, a carico del padre, il risarcimento del danno nei confronti della figlia. La Corte d’Appello di Venezia riduceva l’entità delle somme dovute e confermava il doppio addebito. Entrambi i coniugi proponevano ricorso per cassazione. In particolare, la ricorrente sosteneva che i giudici di merito avevano posto l’accento sulla conflittualità tra i genitori, senza tener conto dell’interesse della minore.
La Corte di Cassazione (ord. 7.6.2021 n. 15819) dichiarava inammissibili i ricorsi essendo preclusa, in sede di legittimità, la revisione degli accertamenti di fatto compiuti nei precedenti gradi di giudizio. In Cassazione infatti la parte non può rimettere in discussione, proponendo una propria diversa interpretazione, la valutazione delle risultanze processuali e la ricostruzione della fattispecie operate dai giudici del merito.
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Richiesta di separazione e ripartizione dei doveri coniugali 150 150 Graziella Pascotto

Richiesta di separazione e ripartizione dei doveri coniugali

E’ il caso di un uomo che dopo dieci anni di matrimonio ha chiesto la separazione dalla propria moglie perchè, a suo dire, colpevole di non aver mai adempiuto ai doveri della casa come lavare, stirare e cucinare.
Il Tribunale di Foggia (sentenza del 5.5.2021) ha respinto le accuse del marito, perchè in quel contesto ci si trovava senza alcuna prova che dimostrasse quanto raccontato dall’uomo.
Il Giudice peraltro ha sancito che non è ammissibile “una situazione di sottomissione di uno (dei coniugi) a svolgere lavori di mera cura dell’ordine domestico, al quale peraltro sono tenuti anche i figli, nell’ottica di una educazione responsabile”.
Il codice civile del resto è molto chiaro e non fa differenze: con il matrimonio marito e moglie acquistano gli stessi diritti e assumo i i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavori professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.
Mantenimento diretto al figlio maggiorenne: solo se autorizzato dal Giudice 150 150 Graziella Pascotto

Mantenimento diretto al figlio maggiorenne: solo se autorizzato dal Giudice

La decisione di versare l’assegno al figlio maggiorenne non autosufficiente deve essere giudiziaria e non affidata all’accordo tra le parti. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con ord. n. 9700 del 13.4.2021.
Il caso riguarda un padre tenuto a corrispondere all’ex coniuge il contributo per il mantenimento del figlio minore in forza della sentenza di separazione giudiziale.
Successivamente, concordava con la ex di versare l’assegno direttamente al figlio divenuto maggiorenne.
La signora tuttavia agiva in giudizio per il recupero di tali somme facendo valere l’inadempimento del coniuge fino ad arrivare alla Suprema Corte.
Quest’ultima ha sancito che, in assenza di un provvedimento giurisdizionale che vada a modificare le originarie statuizioni, e che deve essere richiesto dal figlio, qualsiasi accordo tra i soggetti obbligati volto a sostituire il creditore indicato nel titolo giudiziale con altro soggetto è nullo e privo di effetti.
Mantenimento figli maggiorenni: la Cassazione spiazza tutti, anche se stessa
Pasqua: visite ai figli da parte dei genitori separati o divorziati 150 150 Graziella Pascotto

Pasqua: visite ai figli da parte dei genitori separati o divorziati

Passeremo la Pasqua in zona rossa.
Il Governo attraverso le faq relative agli spostamenti informa che i genitori separati o divorziati potranno andare a trovare i figli minorenni collocati presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure spostarsi per condurli presso di sé, anche tra Regioni e tra aree differenti.
Andrà scelto il tragitto più breve e rispettate tutte le prescrizioni di tipo sanitario oltre che le disposizioni impartite dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in mancanza, secondo quanto concordato tra i genitori.
Quanto agli spostamenti per accompagnare i propri figli dai nonni e andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro, il Governo è chiaro: è possibile ma fortemente sconsigliato. In altre parole ciò è possibile solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore.
Congedo di paternità 2021 150 150 Graziella Pascotto

Congedo di paternità 2021

La legge di bilancio 2021 ha stabilito che le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, introdotte in via sperimentale con la legge 28.6.2012, n. 92, si applicano anche alle nascite e alle adozioni o affidamenti avvenuti nel 2021 (a partire dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2021).
La circolare INPS 11.3.2021, n. 42 comunica che la durata del congedo obbligatorio per il 2021 è stata ampliata da sette a dieci giorni, da fruire, anche in via non continuativa, entro i cinque mesi di vita o dall’ingresso in famiglia del minore. Inoltre, è previsto e ampliato il congedo obbligatorio e facoltativo dei padri anche nel caso di morte perinatale del figlio.
Durante il congedo di paternità obbligatorio si ha diritto a ricevere in busta paga il 100% dell’intera retribuzione. Le somme saranno anticipate dal datore di lavoro in busta paga e poi compensate nel mod. F24 con i contributi dovuti all’INPS.
Sottrarre il cellulare al coniuge è rapina 150 150 Graziella Pascotto

Sottrarre il cellulare al coniuge è rapina

Commette reato di rapina chi sottrae con la forza lo smartphone altrui.

A dirlo è la Cassazione (sentenza n. 8821 del 4.3.2021).

È irrilevante, secondo i giudici, il fatto che l’autore della condotta violenta agisca con l’intento di individuare le tracce di una presunta relazione del partner. Questo perché tanto il matrimonio quanto anche la semplice convivenza non possono comportare una limitazione al diritto di riservatezza del singolo.

https://www.puntodidiritto.it/condanna-per-marito-sottrae-smartphone-moglie-per-cercare-prove-eventuale-infedelta/

Esenzione dalle imposte per tutti gli atti collegati alla separazione compresi i trasferimenti immobiliari 150 150 Graziella Pascotto

Esenzione dalle imposte per tutti gli atti collegati alla separazione compresi i trasferimenti immobiliari

In caso di trasferimento immobiliare attuativo di un accordo di separazione consensuale omologato dal tribunale, deve applicarsi la L. n. 87 del 1974, art. 19, secondo cui tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di cui alla L. 1 dicembre 1970, n. 898, artt. 5 e 6, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione (sentenza n. 4144 del 17.2.2021). Nel caso in questione uno dei coniugi aveva versato l’imposta di registro e ipo-catastale per l’atto di acquisto della casa coniugale dall’altro coniuge dopo separazione consensuale. Successivamente, aveva presentato istanza di rimborso delle imposte ottenendo il rifiuto da parte dell’Agenzia delle Entrate.
La Cassazione ha invece accolto il ricorso del coniuge contribuente sancendo anche l’irrilevanza della proprietà iniziale del bene che non era comune ma esclusiva di uno dei due coniugi.
Picchiare i figli a scopo educativo è reato? 150 150 Graziella Pascotto

Picchiare i figli a scopo educativo è reato?

La Cassazione (sentenza del 25.2.2021 n. 7518) ha ribadito la gravità del ricorso alla violenza come forma di correzione e di educazione dei figli.
Il Codice penale punisce chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina «in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia» Tuttavia, secondo la Cassazione, quando i genitori prospettano e usano ripetutamente violenza nei confronti dei figli come metodo correttivo, si configura il reato più grave dei maltrattamenti in famiglia.
E’ il caso di genitori che utilizzavano sistematicamente violenza nei confronti delle figlie (percosse e vessazioni). Entrambi i genitori sono stati condannati per il loro comportamento, tenuto in un contesto di grave disagio sociale.
Addebito della separazione per il coniuge che si finge single sui social 150 150 Graziella Pascotto

Addebito della separazione per il coniuge che si finge single sui social

Segnalo la singolare sentenza del Tribunale di Palmi (n. 6 del 7.1.2021) in tema di separazione coniugale addebitata al marito che
si è finto single su Facebook.
Il tribunale ha ritenuto che la causa del fallimento del matrimonio fosse la violazione dell’obbligo di fedeltà: l’istruttoria aveva evidenziato messaggi scambiati tramite WhatsApp con la presunta amante, testimonianze dei familiari della moglie e soprattutto il fatto che il marito aveva indicato come stato nel profilo Facebook quello di “single”.
Il Giudice ha precisato che queste indicazioni non sono prova di un rapporto extraconiugale, ma costituiscono un atteggiamento lesivo della dignità del partner proprio nella misura in cui, pubblicamente e sin troppo palesemente, rappresentano ai terzi estranei un modo di essere o uno stato d’animo incompatibile con un leale rapporto di coniugio.