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Graziella Pascotto

Bonifico in ritardo: la banca risarcisce lo stress e il patema d’animo? 150 150 Graziella Pascotto

Bonifico in ritardo: la banca risarcisce lo stress e il patema d’animo?

La Corte di Cassazione (sentenza n. 24643 del 13.9.2021) ha stabilito che la banca deve risarcire il correntista per lo stress sopportato a causa del ritardo nell’accredito sul conto di un bonifico di oltre 200 mila €. La sola consistenza della somma basta, infatti, a dimostrare il patema d’animo.
La Suprema Corte ha dunque respinto il ricorso dell’istituto di credito, condannato a risarcire il danno morale ad un cliente che aveva atteso oltre un mese, dalla data dell’ordine di bonifico, che i soldi entrassero in conto. Il ritardo aveva provocato al cliente notti insonni e l’aveva indotto a fare uso di psicofarmaci. Per la banca il patema d’animo andava dimostrato attraverso “più presunzioni gravi precise e concordanti”, i Giudici tuttavia hanno affermato l’esistenza del pregiudizio basandosi su un’unica presunzione: il fatto che il bonifico riguardasse una somma cospicua.
Ritardo nell’accredito su conto corrente di somma cospicua: banca condannata a risarcire il danno morale - PuntodiDiritto
Le Sezioni Unite sul crocifisso in aula: non c’è discriminazione se la comunità scolastica è concorde 150 150 Graziella Pascotto

Le Sezioni Unite sul crocifisso in aula: non c’è discriminazione se la comunità scolastica è concorde

Le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 24414 del 9.9.2021) si sono pronunciate sulla discussa questione del crocifisso in aula. La vicenda prendeva le mosse nel 2015, in un istituto scolastico di Terni dove un professore, ritenendo il crocifisso contrario alla libertà di coscienza, lo toglieva dalla parete ogni volta che faceva lezione. La condotta veniva punita dal preside (che ne aveva invece imposto l’affissione sula base di una delibera studentesca) con una sanzione disciplinare.
Il professore si rivolgeva al tribunale ritenendo di aver subito una discriminazione, per il risarcimento del danno.
La Cassazione ha stabilito da un lato che il crocifisso in aula non costituisce un atto di discriminazione nei confronti del professore, motivo per cui non è stato disposto alcun risarcimento; dall’altro, che la comunità scolastica può decidere di esporre il crocifisso in classe con valutazione che sia frutto delle convinzioni di tutti i componenti della medesima comunità, cercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi.
Il docente dissenziente non ha un potere di veto rispetto all’affissione del crocifisso, ma deve essere ricercata, da parte della scuola, una soluzione che tenga conto del suo punto di vista e che rispetti la sua libertà negativa di religione.
Per tale motivo l’ordine di servizio del preside risulta illegittimo in quanto non ha cercato, e neppure promosso, un accomodamento tra le parti.
crocifisso in aula a scuola
Nuove estensioni green pass e obbligo vaccinale 150 150 Graziella Pascotto

Nuove estensioni green pass e obbligo vaccinale

Il decreto legge approvato in Consiglio dei Ministri ieri 9.9.2021 allarga la necessità del green pass agli addetti alle mense scolastiche e universitarie, ai lavoratori delle ditte di pulizia e manutenzione, e di fatto a chiunque debba accedere a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative. Sono compresi i genitori, rimane invece l’esenzione per bambini, alunni e studenti, nonché per i frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori.
I controlli spettano ai presidi e per il personale esterno ai rispettivi datori di lavoro. Le sanzioni (tra 400 e 1000 €) saranno applicate sia ai lavoratori senza certificazione, che ai dirigenti e datori di lavoro a cui sono affidati i controlli.
Per il personale delle Rsa, il decreto prevede non il green pass obbligatorio bensì l’obbligo del vaccino. Ad oggi lo stesso era già previsto solo per il personale sanitario. Ora dunque spetterà anche ad amministrativi e addetti. L’obbligo dovrebbe scattare dal 10 ottobre.
Primo via libera alla coltivazione della cannabis a casa 150 150 Graziella Pascotto

Primo via libera alla coltivazione della cannabis a casa

La Commissione giustizia della Camera dei deputati ieri ha approvato il testo base di un Disegno di legge (Ddl) volto a modificare la norma del Testo Unico sugli stupefacenti che contempla come reato la coltivazione di cannabis.
Il nuovo Ddl che ha davanti un lungo cammino per divenire legge dello Stato, depenalizza la coltivazione di piccole quantità di cannabis, prevedendo espressamente la legalizzazione sia della coltivazione in casa da parte di maggiorenni, sia dell’uso personale delle sostanze stupefacenti ottenute. Il Ddl introduce tuttavia il limite della coltivazione in casa di un numero massimo di quattro piante femmine, che producono fiori contenenti THC.
foglia di cannabis nel cielo
Vizi facilmente riconoscibili e riduzione del prezzo della compravendita 150 150 Graziella Pascotto

Vizi facilmente riconoscibili e riduzione del prezzo della compravendita

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 23659 del 31.8.2021) conferma la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Venezia che aveva condannato gli acquirenti a restituire la somma ottenuta in primo grado per il minor valore dell’immobile a causa di macchie di umidità presenti sulle pareti.
La Corte afferma che i vizi presenti al momento della vendita devono ritenersi riconoscibili dall’acquirente ove di questi si siano accorti i precedenti visitatori, in assenza di operazioni fraudolente dirette a occultarli.
I ricorrenti sostenevano invece che la presenza delle macchie di umidità fosse stata appositamente occultata dal venditore tramite la mobilia.
La Corte inoltre conferma i propri precedenti laddove precisa che formule come “completamente restaurato” o “buon funzionamento” non equivalgono a dichiarazioni di esenzione da vizi.
Nessuna responsabilità del venditore dunque.
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Green pass: il Tar Lazio conferma l’obbligo per il personale scolastico 150 150 Graziella Pascotto

Green pass: il Tar Lazio conferma l’obbligo per il personale scolastico

Il Tar Lazio con i decreti monocratici n. 4531/2021 e 4532/2021 depositati ieri 2.9.2021 ha respinto le istanze dei ricorrenti che chiedevano di sospendere tutti i provvedimenti adottati dal Ministero dell’Istruzione con cui è disciplinato l’obbligo del green pass per il personale scolastico.
Il Tar del Lazio ha stabilito che: “il diritto del personale scolastico a non vaccinarsi, in disparte la questione della dubbia configurazione come diritto alla salute, non ha valenza assoluta né può essere inteso come intangibile”.
Per il personale scolastico non in possesso del Green pass “l’automatica sospensione dal lavoro e dalla retribuzione e la mancata adibizione ad altre e diverse mansioni è correttamente e razionalmente giustificabile alla luce della tipicità delle mansioni, specie di quello docente”.
Il mancato rispetto di quest’obbligo è dunque considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
Green Pass: legittimo l’obbligo per il personale scolastico previsto dal D.L. 111/2021
Cosa accade se uno dei genitori è contrario al vaccino anti covid? 150 150 Graziella Pascotto

Cosa accade se uno dei genitori è contrario al vaccino anti covid?

Si tratta del caso deciso dal Tribunale di Monza (decreto 22.7.2021) relativo alla controversia insorta tra genitori sulla vaccinazione anti covid del figlio quindicenne. Il Tribunale, dopo aver richiesto una relazione sullo stato di salute del figlio, che attestasse l’eventuale presenza di patologie o allergie che potessero rappresentare un impedimento medico alla somministrazione del vaccino, ha autorizzato la madre a sottoporre il figlio alla vaccinazione attribuendo a lei la facoltà di condurre il minore in un centro vaccinale e sottoscrivere il relativo consenso informato, anche in assenza del consenso del padre, non sussistendo controindicazioni mediche. Il Giudice ha altresì evidenziato l’elevata efficacia dei vaccini nel proteggere dalla malattia attestata dalla comunità scientifica internazionale, nonchè la volontà manifestata dal minore di sottoporsi a vaccinazione per poter riprendere in sicurezza la propria vita sociale, scolastica e sportiva di cui va necessariamente tenuto conto per la sua età e maturità.

Padre si oppone al vaccino anti Covid del figlio? La madre va autorizzata alla somministrazione

https://www.quotidianogiuridico.it/documents/2021/08/31/padre-si-oppone-al-vaccino-anti-covid-del-figlio-la-madre-va-autorizzata-alla-somministrazione

Vaccinazione Covid, il caso dei vigili del fuoco francesi: la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso 150 150 Graziella Pascotto

Vaccinazione Covid, il caso dei vigili del fuoco francesi: la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso

La decisione (CEDU 24.8.2021 n. 41950/21) è intervenuta sulla questione riguardante la legittimità della normativa francese che impone agli impiegati pubblici, anche ai vigili del fuoco ricorrenti, l’obbligo della vaccinazione contro il Covid.
La Cedu ha respinto la loro richiesta di applicazione di misure ad interim (la sospensione dell’obbligo), ritenendo che non vi fosse alcuna violazione delle norme convenzionali evocate (artt. 2 ed 8, che tutelano il diritto alla vita ed il diritto alla vita privata e familiare). Per i vigili del fuoco (672 i ricorrenti tra volontari e in servizio effettivo) la legge statale violava i loro diritti (quello alla vita, e quello al rispetto della vita privata e familiare), e, pertanto avevano chiesto alla Corte di Strasburgo di imporre alla Francia una serie di misure urgenti: “sospendere l’obbligo vaccinale” o in alternativa “di sospendere l’impossibilità di lavorare per chi non è vaccinato” oppure “di non sospendere il pagamento del salario per i non vaccinati”.
Per la CEDU tuttavia non vi erano le condizioni per accogliere la richiesta delle misure urgenti, in quanto la situazione dei vigili del fuoco non ricadeva tra i casi che richiedono un’azione immediata. I vigili del fuoco, ma anche i lavoratori sanitari, i militari e “caregivers”, dovranno dunque mettersi in regola con le vaccinazioni entro il 15.9.2021 a meno che non vogliano essere sospesi e probabilmente licenziati.
Al link il comunicato stampa CEDU 25.8.2021.
Incidente in area privata: opera la copertura assicurativa per la RC Auto? 150 150 Graziella Pascotto

Incidente in area privata: opera la copertura assicurativa per la RC Auto?

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 21983 del 30.7.2021), in conformità all’orientamento comunitario, hanno stabilito che la RC Auto deve coprire i danni derivati dalla circolazione dei veicoli in tutte le aree private compresi cortili o giardini delle abitazioni.
Il caso, risalente al 2008, è quello di un bimbo di 16 mesi schiacciato dal camper guidato dal nonno nel cortile privato della sua abitazione, in provincia di Treviso.
I giudici di merito avevano rigettato la richiesta di risarcimento danni per via della mancata copertura assicurativa Rc auto ai sensi degli artt. 122 e 144 del Codice delle Assicurazioni in quanto il sinistro si era verificato in un’area privata e pertanto e non vi era azione diretta verso l’assicuratore del responsabile.
Per la legge italiana, infatti, la responsabilità civile dei veicoli copre solo se l’incidente avviene durante la circolazione su “strade pubbliche o a queste equiparate”, non in zone strettamente private. Per la normativa europea invece il danno è riferito a “ogni spazio in cui il veicolo possa essere utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale”.
La Terza Sezione civile della Cassazione, adita dei genitori della vittima, aveva rinviato alle Sezioni Unite che hanno dunque sancito la piena operatività della copertura assicurativa nella vicenda in esame, confermando che l’art. 122 C.d.A. va interpretato conformemente alla giurisprudenza europea.
risarcimento danno rca
Mancata vaccinazione Covid e sospensione dal lavoro 150 150 Graziella Pascotto

Mancata vaccinazione Covid e sospensione dal lavoro

Il Tribunale di Roma (sentenza n. 18441/2021), si è occupato del caso di una lavoratrice non vaccinata, per la quale il medico ha rilasciato un certificato di idoneità con limitazioni, con divieto di essere a contatto con il pubblico a seguito al rifiuto di sottoporsi al vaccino contro il Covid-19. Il datore di lavoro, sulla base di questo documento, ha sospeso la lavoratrice, che non era possibile spostare ad altre mansioni compatibili, togliendole quindi anche la retribuzione.
Il Tribunale ha respinto il ricorso della lavoratrice, che lamentava una discriminazione in ragione del rifiuto di vaccinarsi, richiamando invece l’art. 2087 c.c. in base al quale “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.
donna che dice fermamente di no a una proposta