Vaccinazione Covid, il caso dei vigili del fuoco francesi: la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso
La decisione (CEDU 24.8.2021 n. 41950/21) è intervenuta sulla questione riguardante la legittimità della normativa francese che impone agli impiegati pubblici, anche ai vigili del fuoco ricorrenti, l’obbligo della vaccinazione contro il Covid.
La Cedu ha respinto la loro richiesta di applicazione di misure ad interim (la sospensione dell’obbligo), ritenendo che non vi fosse alcuna violazione delle norme convenzionali evocate (artt. 2 ed 8, che tutelano il diritto alla vita ed il diritto alla vita privata e familiare). Per i vigili del fuoco (672 i ricorrenti tra volontari e in servizio effettivo) la legge statale violava i loro diritti (quello alla vita, e quello al rispetto della vita privata e familiare), e, pertanto avevano chiesto alla Corte di Strasburgo di imporre alla Francia una serie di misure urgenti: “sospendere l’obbligo vaccinale” o in alternativa “di sospendere l’impossibilità di lavorare per chi non è vaccinato” oppure “di non sospendere il pagamento del salario per i non vaccinati”.
Per la CEDU tuttavia non vi erano le condizioni per accogliere la richiesta delle misure urgenti, in quanto la situazione dei vigili del fuoco non ricadeva tra i casi che richiedono un’azione immediata. I vigili del fuoco, ma anche i lavoratori sanitari, i militari e “caregivers”, dovranno dunque mettersi in regola con le vaccinazioni entro il 15.9.2021 a meno che non vogliano essere sospesi e probabilmente licenziati.
Al link il comunicato stampa CEDU 25.8.2021.
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