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Graziella Pascotto

Proroga delle concessioni balneari: il Consiglio di Stato disapplica anche il “milleproroghe” 150 150 Graziella Pascotto

Proroga delle concessioni balneari: il Consiglio di Stato disapplica anche il “milleproroghe”

Proroga delle concessioni balneari: il Consiglio di Stato disapplica anche il “milleproroghe”
L’art. 12, Direttiva 2006/123/CE, laddove sancisce il divieto di proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative è norma self executing e quindi immediatamente applicabile nell’ordinamento interno, con la conseguenza che le disposizioni legislative nazionali che hanno disposto (e che in futuro dovessero ancora disporre) la proroga automatica delle suddette concessioni sono con essa in contrasto e pertanto, non devono essere applicate.
Così ha deciso il Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 1.3.2023, n. 2192 sul ricorso presentato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) contro il comune di Manduria che aveva prorogato fino al 2033 tutte le concessioni demaniali marittime.
La sentenza però riguarda più in generale tutte le proroghe delle concessioni balneari, quindi anche quella prevista fino alla fine del 2024 contenuta nel recente decreto “Milleproroghe”.
Dal Reddito di cittadinanza al MIA: la bozza del Governo 150 150 Graziella Pascotto

Dal Reddito di cittadinanza al MIA: la bozza del Governo

Dal Reddito di Cittadinanza al MIA
Si tratta, per ora, solo di una bozza di Decreto Legge predisposta dal Ministero del Lavoro che andrà a ridefinire il Reddito di cittadinanza anche nel nome: da settembre si chiamerà MIA (Misura di Inclusione attiva).
Secondo la bozza garantirà un assegno mensile di massimo € 375 (prima erano € 500) per gli occupabili e di € 500 (prima erano € 780,00) per i non occupabili, con quest’ultimi che potranno vedere lievitare ulteriormente la cifra con un contributo per l’affitto. La durata per gli occupabili si riduce da 18 a 12 mesi e il tetto ISEE passa da € 9.360,00 a € 7.200,00.
Il testo dovrà passare il vaglio di fattibilità del Ministero dell’Economia circostanza che non esclude modifiche.
(ANSA)
Multa da autovelox: annullata su strade a doppia linea continua 150 150 Graziella Pascotto

Multa da autovelox: annullata su strade a doppia linea continua

La Corte di Cassazione (sentenza n. 5078 del 17.2.2023) ha annullato la multa per eccesso di velocità ad un automobilista fotografato dall’autovelox lungo una strada con la doppia linea continua.
Non trattandosi di via a scorrimento veloce ma a doppio senso era necessaria la contestazione immediata da parte degli agenti.
In altre parole, se la strada ha una sola corsia non può essere definita a “scorrimento veloce” e poiché solo in queste ultime può essere posizionato l’autovelox per rilevare le violazioni dei limiti di velocità, se la violazione viene commessa in una strada con una sola carreggiata e viene rilevata con lo strumento elettronico, la multa andrà annullata.
Multa da autovelox annullata: la doppia striscia non sufficiente a qualificare la strada come urbana di scorrimento
Decreto Legge 16.2.2023: stop alla cessione dei crediti 150 150 Graziella Pascotto

Decreto Legge 16.2.2023: stop alla cessione dei crediti

ll Decreto legge del 16.2.2023 n. 11 che pone fine allo sconto in fattura e alla cessione dei crediti edilizi, titolato misure urgenti in materia di cessione dei crediti di cui all’art. 121 del decreto-legge 19.5.2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17.7.2020, n. 77, è entrato in vigore oggi 17.2.2023.
Da oggi dunque non è più possibile utilizzare le forme alternative alla detrazione fiscale per gli interventi edilizi indicati all’art. 121, comma 2 del Decreto Rilancio (n. 34/2020) salvo alcune eccezioni
per operazioni edilizie già in corso.
Il Decreto prevede anche il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di essere cessionarie di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali maturati con tali tipologie di intervento.
Sancisce infine il regime della responsabilità solidale nei casi di accertata mancata sussistenza dei requisiti che danno diritto ai benefici fiscali. Con le nuove norme, ferme restando le ipotesi di dolo, si esclude il concorso nella violazione, e quindi la responsabilità in solido, per il fornitore che ha applicato lo sconto in fattura e dei cessionari dei crediti che abbiano acquisito una serie di documenti: titoli edilizi, notifica alla Asl, prove foto e video dell’esecuzione dei lavori, visure catastali, visti, asseverazioni.
Obbligo vaccinale per il personale sanitario: tre sentenze della Corte Costituzionale ne riconoscono la legittimità 150 150 Graziella Pascotto

Obbligo vaccinale per il personale sanitario: tre sentenze della Corte Costituzionale ne riconoscono la legittimità

L’obbligo vaccinale per il personale sanitario non costituisce una misura irragionevole né sproporzionata se l’obiettivo è quello di prevenire la diffusione del virus e di salvaguardare la funzionalità del sistema sanitario. E’ questo, in estrema sintesi, il senso della sentenza n.14 del 2023 depositata ieri, con la quale la Corte Costituzionale ha ritenuto “non fondata” la questione di legittimità costituzionale, sollevata dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, concernente l’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da SARS-Cov-2 per il personale sanitario.
Secondo la Corte, “il rischio remoto, non eliminabile, che si possano verificare eventi avversi anche gravi sulla salute del singolo, non rende di per sé costituzionalmente illegittima la previsione di un trattamento sanitario obbligatorio, ma costituisce semmai titolo all’indennizzo”.
Dello stesso tenore anche le altre due sentenze depositate ieri: la sentenza n.15 del 2023 sui lavoratori impiegati in strutture residenziali, socio-assistenziali e socio-sanitarie, e la sentenza n.16 del 2023, sul ricorso al Tar di una psicologa sospesa dall’esercizio della professione sanitaria per non essersi vaccinata.
Vaccini Covid: per la Consulta il singolo può essere sacrificato
Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini 150 150 Graziella Pascotto

Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini

Per la Corte di Cassazione (ordinanza n. 3308 del 3.2.2023), per provare il danno subito dalla passeggera del volo aereo a cui sono stati consegnati i bagagli a distanza di cinque giorni, bastano gli scontrini fiscali da cui risulta l’acquisto dei beni di prima necessità per rimpiazzare quelli contenuti in valigia. La Suprema Corte ha affermato che “null’altro occorresse per ritenere dimostrato sia l’esborso che il nesso di causalità con la mancata disponibilità del bagaglio”.

Bagaglio smarrito: per il risarcimento del danno bastano gli scontrini

https://www.studiocataldi.it/articoli/45506-bagaglio-smarrito-per-il-risarcimento-del-danno-bastano-gli-scontrini.asp

Si possono costringere i minori a vedere i nonni? 150 150 Graziella Pascotto

Si possono costringere i minori a vedere i nonni?

E’ il caso di una famiglia con rapporti molto difficili tra i genitori di due minori e i nonni e lo zio paterni che si erano rivolti al Giudice per vedere i nipotini.
Sia il Tribunale che la Corte d’Appello accoglievano la loro domanda essendo stato accertato, all’esito della consulenza tecnica d’ufficio svolta dal tribunale, che non sussisteva un reale pregiudizio per i minori nel passare del tempo con i nonni e lo zio apparsi in corso di CTU sinceramente legati ai nipoti.
Per la Corte di Cassazione (ord. 2881 del 31.1.2023), al contrario, non basta “l’insussistenza di un reale pregiudizio nel passare del tempo con nonni e zio” per imporne la frequentazione. Piuttosto, andrà accertato se gli ascendenti sappiano “prendere fruttuosamente parte attiva alla vita dei nipoti attraverso la costruzione di un rapporto relazionale ed affettivo e in maniera tale da favorire il sano ed equilibrato sviluppo della loro personalità”. Quindi, nessuna costrizione: il diritto dei nonni a frequentare i nipoti minorenni non può prevalere sull’interesse degli stessi bambini che manifestano contrarietà a tale relazione e non possono essere costretti, da provvedimenti del giudice, a frequentare gli ascendenti in base alla considerazione che non ne trarrebbero comunque un pregiudizio.
I nuovi tassi di interesse di mora del primo semestre 2023 150 150 Graziella Pascotto

I nuovi tassi di interesse di mora del primo semestre 2023

Per il periodo 1° gennaio-30 giugno 2023 il tasso di riferimento nelle transazioni commerciali è pari al 2,5%. Lo ha previsto il Ministero dell’Economia e delle finanze con comunicato del 18.1.2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. In tal modo è stato fissato il saggio degli interessi da applicare a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali.
Il nuovo saggio degli interessi di mora aumenta pertanto a 10,5%: 2,5% più 8 punti percentuali previsti dal D.Lgs. 231/2002 per tutte le transazioni commerciali avvenute dal 1.1.2013.
Saggio degli Interessi di Mora (transazioni commerciali) per il primo semestre 2023
Lavoro al computer: gli occhiali li paga l’azienda? 150 150 Graziella Pascotto

Lavoro al computer: gli occhiali li paga l’azienda?

E’ il caso di un cittadino rumeno che ha citato in giudizio l’azienda dove lavorava perché si era rifiutata di sostenere le spese per l’acquisto di un nuovo paio di occhiali da vista. Secondo il dipendente il suo problema alla vista si era aggravato a causa del lavoro al computer, mancanza di luce naturale e sovraccarico neuropsichico. Poiché la sua domanda veniva respinta dagli organi giudiziari locali, si rivolgeva alla Corte di Giustizia UE.
La Corte europea si è pronunciata ai sensi dell’art. 9 comma 3 della direttiva 90/270 che regola le disposizioni minime in materia di sicurezza e salute nel lavoro con videoterminali. Nello specifico ha stabilito che il datore di lavoro è tenuto a fornire agli interessati uno speciale dispositivo correttivo oppure il rimborso delle spese che il lavoratore ha dovuto sostenere. E per dispositivo correttivo speciale in questo caso rientrano anche gli occhiali o le lenti a contatto.
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Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze? 150 150 Graziella Pascotto

Cremazione dei resti del defunto non autorizzata dai parenti: quali conseguenze?

La cremazione non autorizzata, in seguito alla riesumazione dei resti, lede la libertà culto e fonda il diritto dei parenti del defunto al risarcimento del danno non patrimoniale subito per la lesione di un diritto costituzionale inviolabile quale è la libertà di religione.
Lo ha deciso la Corte di Cassazione (sentenza n. 370 del 10.1.2023). La concessionaria dei servizi cimiteriali di Torino si era limitata a trasmettere una raccomandata alla sola figlia del deceduto all’indirizzo riportato nella fattura delle spese di sepoltura, che da anni non era più quello effettivo della destinataria. I familiari d’altro canto, se avessero saputo della riesumazione, avrebbero optato per una nuova inumazione, anziché per la cremazione.
La lesione, afferma la Suprema Corte, è derivata dalla trasformazione della salma in cenere: l’interesse al culto dei defunti non è leso soltanto dalla distruzione o dispersione del cadavere, ma altresì dalla imposizione di forme di culto che non sono previamente accettate dai parenti del defunto.
I familiari del defunto non vengono informati della cremazione: sì al risarcimento