Infortunistica stradale-Codice della Strada

Multa nulla se l’autovelox è solo approvato ma non omologato 150 150 Graziella Pascotto

Multa nulla se l’autovelox è solo approvato ma non omologato

La Corte di Cassazione (ord. n. 10505 del 18.4.2024) si è pronunciata in tema di autovelox in seguito all’impugnazione, da parte del Comune di Treviso, della sentenza del Tribunale che respingeva il suo appello confermando la legittimità della pronuncia di primo grado. Quest’ultima annullava un verbale per violazione dei limiti di velocità poiché l’accertamento dell’infrazione era avvenuto con un’apparecchiatura non preventivamente omologata. Il Comune si difendeva sostenendo che lo strumento fosse regolarmente approvato.

L’omologazione tuttavia consiste in una procedura che, pur essendo amministrativa come l’approvazione, si differenzia da quest’ultima, in quanto ha anche natura necessariamente tecnica e tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico da utilizzare per l’attività di accertamento da parte del pubblico ufficiale legittimato, requisito, questo, che costituisce l’indispensabile condizione per la legittimità dell’accertamento stesso, come previsto dall’art. 142 c. 6 c.d.s. Le circolari ministeriali utilizzate dal Comune a supporto del ricorso e che sembrerebbero equiparare omologazione ed approvazione, sono per la Suprema Corte ininfluenti attesa la chiarezza del dato normativo.

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Guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: in caso di incidente stradale è sempre revocata la patente 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: in caso di incidente stradale è sempre revocata la patente

La Corte costituzionale (sentenza n. 194 depositata il 27.10.2023) ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 186 comma 2-bis C.d.S., ritenendo che la sanzione accessoria della revoca della patente di guida costituisca una misura sanzionatoria non sproporzionata rispetto alla gravità intrinseca dell’illecito commesso. La norma nel prevedere il reato di guida in stato di ebbrezza, contempla anche la sanzione accessoria automatica della revoca della patente per l’ipotesi più grave consistente nell’aver provocato un incidente stradale in ragione di uno stato di alterazione psico-fisica con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.
Secondo la Corte, chi si mette alla guida in stato di ebbrezza con tasso superiore all’1,5 g/l, in una condizione tale da compromettere il controllo dell’autovettura provocando così un incidente stradale, pone in essere una condotta altamente pericolosa per la vita e l’incolumità delle persone, anche quando l’incidente stradale non provochi lesioni alle persone o il decesso delle stesse. È quindi sempre giustificata la revoca della patente per la maggiore pericolosità di tale condotta rispetto alle ipotesi non parimenti aggravate.
La revoca della patente di guida non costituisce un automatismo sanzionatorio indifferenziato, bensì una misura coerente con la finalità preventiva della sanzione, perché evita che si ricrei tale situazione di pericolo per un congruo periodo di tempo. Essa persegue una finalità deterrente, perché sollecita una maggiore consapevolezza della gravità del comportamento, ed ha una funzione rieducativa, perché impone al condannato di sostenere nuovamente l’esame che lo abilita alla guida, attivando così un processo virtuoso di correzione tramite una utile formazione finalizzata alla prevenzione.
Incidenti stradali, la Consulta: patente da revocare sempre a chi guida ubriaco. Giusti tre anni di reclusione a chi si dà alla fuga - ItaliaOggi.it
Multa illegittima se l’autovelox è a meno di 1 km dal cartello col limite di velocità 150 150 Graziella Pascotto

Multa illegittima se l’autovelox è a meno di 1 km dal cartello col limite di velocità

Sta facendo molto discutere l’ordinanza della Corte di Cassazione n. 25544 del 31.8.2023 che ha respinto il ricorso dell’Unione dei Comuni in ordine all’annullamento di una multa per violazione dell’art. 142 c. 9 C.d.S. per l’inosservanza della distanza minima tra il segnale del limite di velocità e la postazione dell’apparecchio di rilevamento della stessa. Si potrà dunque fare ricorso e ottenere l’annullamento della multa e della decurtazione dei punti dalla patente se l’autovelox dovesse trovarsi a meno di un chilometro dal cartello con la velocità massima, anche se il segnale ripete il limite precedente. Non conta, infatti, che lo spazio minimo fra il cartello e l’autovelox serva a consentire al conducente di ridurre l’andatura del veicolo senza rischi: il segnale contiene comunque un’imposizione al di là dell’esistenza di un precedente limite e della relativa entità. Il segnale va ripetuto dopo un’intersezione come dispone il dm n. 282/17: “nel caso di diverso limite massimo di velocità anche lungo un solo ramo dell’intersezione, sia maggiore che minore rispetto a quello ripetuto dopo l’intersezione, la distanza minima di un chilometro si computa dopo quest’ultimo in modo da garantire a tutti gli utenti della strada in approccio alla postazione lo stesso trattamento”.

Multa illegittima se l'autovelox è a meno di 1 km dal cartello col limite di velocità

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Anche chi va in bicicletta e cade può incorrere nel reato di guida in stato di ebbrezza 150 150 Graziella Pascotto

Anche chi va in bicicletta e cade può incorrere nel reato di guida in stato di ebbrezza

Per la Corte di Cassazione (sentenza n. 34352 pubblicata il 4.8.2023), il ciclista ubriaco costituisce un pericolo per gli utenti della strada ed è legittima la condanna per guida in stato di ebbrezza, mentre va esclusa l’applicazione della sanzione accessoria consistente nella sospensione della patente di guida.
E’ il caso di un uomo caduto rovinosamente a terra mentre circolava in bicicletta. La polizia intervenuta sul posto lo aveva trovato in stato di alterazione psicofisica e i successivi accertamenti riscontravano la positività sia all’alcol che alla cannabis.
La Corte ha osservato che già le Sezioni Unite (n. 12316/2002) hanno chiarito che il reato di guida in stato di ebbrezza ben può essere commesso attraverso la conduzione di una bicicletta, posto che anche tale mezzo è idoneo a interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale, ferma la inapplicabilità concreta delle sanzioni amministrative accessorie previste per tale reato, come, ad es., della sospensione della patente di guida, non praticabile nel caso in cui per la guida del mezzo non sia prevista abilitazione.
Anche chi va in bicicletta e cade può incorrere nel reato di guida in stato di ebbrezza.
Violazioni del Codice della Strada e stato di necessità 150 150 Graziella Pascotto

Violazioni del Codice della Strada e stato di necessità

E’ il caso di un uomo che si era posto alla guida di un’auto nonostante la sospensione della patente. Egli affermava di aver agito per stato di necessità, dovendo soccorrere la fidanzata, colta da malore. Il Ricorso veniva respinto poiché sfornito di adeguate prove.
L’uomo si rivolgeva quindi alla Corte di Cassazione censurando la sentenza impugnata per aver erroneamente interpretato le disposizioni in materia di stato di necessità, escludendo qualsiasi efficacia alla pur erronea ma incolpevole sua convinzione di trovarsi in una situazione di pericolo per la salute della propria fidanzata.
La Suprema Corte (ordinanza n. 7457 del 15.3.2023) ha confermato che, per sussistere la scriminante dello stato di necessità, è necessario che ricorra un’effettiva situazione di pericolo imminente di danno grave alla persona, non altrimenti evitabile, o, nel caso di necessità putativa, l’erronea persuasione di trovarsi in tale situazione, provocata da circostanze concrete e oggettive.
In tema di violazione del Codice della strada, non è sufficiente invocare lo stato di necessità per un malore lamentato da un passeggero, qualora non si riscontri che egli versasse in una situazione di effettivo pericolo e non risulti l’impossibilità di provvedere diversamente al suo soccorso.
Violazione codice della strada: no allo stato di necessità senza un effettivo pericolo
Multa da autovelox: annullata su strade a doppia linea continua 150 150 Graziella Pascotto

Multa da autovelox: annullata su strade a doppia linea continua

La Corte di Cassazione (sentenza n. 5078 del 17.2.2023) ha annullato la multa per eccesso di velocità ad un automobilista fotografato dall’autovelox lungo una strada con la doppia linea continua.
Non trattandosi di via a scorrimento veloce ma a doppio senso era necessaria la contestazione immediata da parte degli agenti.
In altre parole, se la strada ha una sola corsia non può essere definita a “scorrimento veloce” e poiché solo in queste ultime può essere posizionato l’autovelox per rilevare le violazioni dei limiti di velocità, se la violazione viene commessa in una strada con una sola carreggiata e viene rilevata con lo strumento elettronico, la multa andrà annullata.
Multa da autovelox annullata: la doppia striscia non sufficiente a qualificare la strada come urbana di scorrimento
Auto priva di assicurazione e parcheggio in area privata 150 150 Graziella Pascotto

Auto priva di assicurazione e parcheggio in area privata

E’ il caso di un ricorso contro una multa che riguardava la sosta di un’auto non assicurata in una strada privata. Il verbale veniva confermato prima dal Giudice di Pace e in seguito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 37851 pubblicata il 28.12.2022).
La Suprema Corte ha ritenuto non contestabile l’obbligo assicurativo in un parcheggio aperto alla circolazione.
Per il Codice della strada e il Codice delle assicurazioni private anche i veicoli in sosta su strade a uso pubblico o aree equiparate sono considerate in circolazione e devono essere assicurate. La discriminante è l’uso della strada e anche una strada privata può avere un uso pubblico laddove sia aperta alla circolazione.
Pertanto attenzione: l’auto non assicurata può essere parcheggiata solo in luoghi privati non accessibili al pubblico, come i garage e i box auto, o nelle strade ad uso esclusivo, senza servitù di passaggio e senza che terzi soggetti possano avere un concreto interesse ad accedervi.
Scatta la multa per l'auto senza assicurazione in sosta in luogo privato
Lesioni colpose stradali da improvvisa apertura sportello auto 150 150 Graziella Pascotto

Lesioni colpose stradali da improvvisa apertura sportello auto

E’ il caso di una persona condannata per il reato di lesioni colpose perché aprendo la portiera posteriore dell’auto senza guardare colpiva al torace un pedone.
Il suo Ricorso in Cassazione non solo veniva respinto (sentenza n. 42039 depositata il 5.11.2022) ma alla pena si aggiungevano € 3.000 di sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende e il pagamento delle spese processuali, versando in colpa in ordine al l’inammissibilità del ricorso. Sosteneva, infatti, l’illegittimità della condanna per la sottovalutazione di un testimone che dichiarava di aver visto una colpevole distrazione della vittima dovuta al comportamento del suo cane. Di fatto richiedeva una rivalutazione nel merito di un asserito concorso di colpa del passante non ammissibile in sede di legittimità.
Pertanto il passeggero che esce dalla macchina parcheggiata colpendo con lo sportello un passante sul marciapiede risponde delle lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme della circolazione stradale ex art. 590 c.p.
Lesioni colpose per la passeggera che apre la portiera e colpisce il pedone
Rifiuto dell’alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia 150 150 Graziella Pascotto

Rifiuto dell’alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia

L’obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia non ricorre quando il conducente abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento etilometrico, essendo il reato perfezionato nel momento stesso dell’espressione della volontà di sottrarsi all’atto assistito dalla garanzia di farsi assistere dal legale. È quanto emerge dalla sentenza 18 ottobre 2022, n. 39134 della Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione.

Rifiuto dell'alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia

https://www.altalex.com/documents/news/2022/11/03/rifiuto-alcoltest-nessun-obbligo-dare-avviso-facolta-farsi-assistere-difensore-fiducia

Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza 150 150 Graziella Pascotto

Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza

La Corte di Cassazione (sentenza n. 38009 del 17.10.2022) ha confermato che in caso di incidente in stato di ebbrezza la pena del carcere non può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità.
Nel caso concreto, il Tribunale di Pesaro aveva sostituito la pena applicata con il lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 186 comma 9 bis c.d.s. nonostante ricorresse l’aggravante di aver provocato un incidente stradale, sulla base del bilanciamento dell’aggravante con una circostanza attenuante.
La Suprema Corte, su ricorso del Procuratore Generale, ha sancito che l’art. 186 comma 9-bis c.d.s. esclude testualmente la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità in presenza dell’aggravante di cui all’art. 186 comma 2-bis c.d.s. e che la sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale esclude la predetta sostituzione in quanto la preclusione opera anche qualora l’ aggravante sia stata ritenuta equivalente o, come nel caso in esame, subvalente in sede di giudizio di bilanciamento con l’attenuante.
Incidente in stato di ebbrezza: escluso il lavoro di pubblica utilità