Diritto civile

Banche: obbligo o facoltà di concedere i finanziamenti covid? 150 150 Graziella Pascotto

Banche: obbligo o facoltà di concedere i finanziamenti covid?

Il Tribunale di Bologna (ordinanza 2.10.2020), si è pronunciato sul ricorso cautelare promosso da una società di capitali al fine di ottenere l’applicazione, da parte della banca, delle misure di sostegno previste dalla normativa emergenziale epidemiologica.
La concessione dei sostegni economici introdotti a causa della pandemia è sottoposta alla valutazione del merito creditizio del cliente; ciò non soltanto perché l’affidabilità e la solidità dell’operatore economico garantisce gli interessi dell’istituto di credito, ma, soprattutto, il buon uso del denaro pubblico.
Nessun obbligo dunque da parte dell’Istituto di credito: la concessione di nuova finanza dovrà essere soppesata con la massima attenzione, tenendo conto della capacità dell’impresa, seppur prospettica, di rimborsarla.
Non potrà mai mancare una preventiva ed accurata istruttoria, e cioè una positiva verifica circa le reali condizioni economico patrimoniali del beneficiario, delle strategie industriali per non incorrere nel rischio di contribuire all’artificiale mantenimento in vita di una società irreversibilmente compromessa.
Diritto al parto anonimo e Diritto del figlio a conoscere le proprie origini 150 150 Graziella Pascotto

Diritto al parto anonimo e Diritto del figlio a conoscere le proprie origini

E’ il caso di una donna che ha esercitato il diritto al parto anonimo, ed il figlio, divenuto maggiorenne, ha proposto l’azione di accertamento giudiziale della maternità della madre, dopo la morte della donna. I giudici di primo e secondo grado hanno riconosciuto la maternità della donna, ma la sentenza d’appello veniva impugnata per Cassazione, per veder affermare la prevalenza del diritto all’anonimato della madre sul diritto del figlio all’accertamento del proprio status, anche dopo la morte della donna. Il ricorso è stato rigettato.
La Corte di Cassazione (sentenza n. 19824 del 22.9.2020) opera un bilanciamento tra il diritto all’anonimato della madre (riconosciuto da svariate norme), e il diritto del figlio alla verità biologica (una delle componenti più rilevanti del diritto all’identità personale).
Ecco, secondo la Corte, il diritto della madre a mantenere l’anonimato al momento del parto si colloca in posizione preminente poichè è finalizzato a tutelare i beni supremi della salute e della vita, oltre che del nascituro, della madre, la quale potrebbe essere indotta a scelte di natura diversa, fonte di possibile forte rischio per entrambi, ove, nel momento di estrema fragilità che caratterizza il parto, la donna che opta per l’anonimato avesse solo il dubbio di poter essere esposta, in seguito, ad un’azione di accertamento giudiziale della maternità.
Pertanto, afferma la Corte, il diritto all’anonimato non può essere in alcun modo sacrificato o compresso per tutta la durata della vita della madre.
La regola può essere derogata, come nel caso in esame, dopo la morte della madre, in considerazione della necessità di fornire piena tutela – a questo punto – al diritto all’accertamento dello status di filiazione.
La multa di un agente fuori servizio è lecita? 150 150 Graziella Pascotto

La multa di un agente fuori servizio è lecita?

Un agente di Polizia può intimare l’alt, oltre che con il distintivo, anche facendo uso di fischietto o con segnale manuale o luminoso, anche quando è libero dal servizio. E se si trova in questa situazione, e viaggia a bordo di un’ auto privata, può contestare oralmente ad un trasgressore eventuali violazioni al Codice della Strada e redigere successivamente il verbale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (ord. n. 20529 del 29.9.2020).
E’ il caso di un agente di Polizia di Frontiera, libero dal servizio ma in divisa, a bordo di una vettura civile, che aveva affiancato un’auto che aveva eseguito più sorpassi su tratti di strada segnalati da doppia striscia continua, intimando di fermarsi. Dopo due giorni dall’accertamento delle infrazioni seguivano due verbali, contro i quali il conducente della vettura proponeva opposizione al Giudice di Pace di Mestre.
Il Giudice di Pace respingeva l’opposizione e il Tribunale di Venezia confermava la decisione.
Per la Cassazione non si è trattato di contestazione differita, ma di verbalizzazione differita dopo la contestazione avvenuta oralmente per indisponibilità dei moduli: l’agente era in viaggio per raggiungere il luogo di lavoro, giustificazione logica e plausibile e dunque insindacabile dalla Corte di Cassazione.
Lesioni micropermanenti da sinistro stradale: necessità o meno degli esami strumentali 150 150 Graziella Pascotto

Lesioni micropermanenti da sinistro stradale: necessità o meno degli esami strumentali

Accade spesso che le Compagnie assicurative rifiutino il risarcimento del danno biologico permanente di lieve entità come quello derivante da “colpo di frusta” in mancanza di esami strumentali (radiografie) che attestino la lesione.
Ma tali esami e i relativi certificati rilasciati dai sanitari sono davvero così essenziali ai fini risarcitori?
Secondo la Cassazione (ordinanza 28.9.2020 n. 20339) ci sono altri modi per verificare il colpo di frusta o una lesione suscettibile di accertamento medico-legale, in particolare sia l’esame clinico che quello visivo. Le radiografie per quanto opportune, spiega la Suprema Corte, possono fornire esiti solo relativi in ordine alle effettive conseguenze del sinistro stradale. La radiografia infatti potrebbe mostrare una lesione non compatibile con la dinamica dell’incidente, magari preesistente, così come un esame clinico senza la radiografia potrebbe mostrare degli indizi inequivocabili.
Genitori e uso del parental control 150 150 Graziella Pascotto

Genitori e uso del parental control

I telefoni cellulari dei figli adolescenti devono essere monitorati da entrambi i genitori per evitare l’esposizione a contenuti inadatti alla loro età.
La stessa regola vale per l’uso dei computer, a cui si dovranno applicare i dispositivi di filtro, soprattutto quando i figli hanno manifestato condotte imprudenti e ingenue.
Lo ha stabilito il Tribunale di Parma, con la recente sentenza 698/2020 nell’ambito di una causa di divorzio. Per la prima volta un Tribunale sdogana espressamente i dispositivi di parental control, tanto discussi tra i genitori e autorizza il controllo dei dati in entrata e in uscita dal cellulare dei figli soprattutto quando vi sia il fondato timore che possano mettersi nei guai.
I ragazzi, nel caso concreto, erano due gemelli di 14 anni. Tra i motivi di attrito tra i genitori proprio l’utilizzo dei dispositivi digitali. I genitori avevano concordato l’acquisto dello smartphone, ma non avevano discusso sull’utilizzo che ne dovessero fare i figli. Così la madre aveva installato un software di parental control che le aveva consentito di monitorare l’attività di navigazione online. Controllo ritenuto lecito per il giudice, visto che anche grazie al software-spia la madre aveva scoperto che uno dei figli fumava sigarette elettroniche, pubblicava video contro la propria scuola e partecipava a chat di gruppo su WhatsApp in cui venivano condivisi contenuti pedopornografici.
Affido condiviso e distanza: compromessa la frequentazione paritaria tra genitori 150 150 Graziella Pascotto

Affido condiviso e distanza: compromessa la frequentazione paritaria tra genitori

La Cassazione civile (ordinanza 17.9.2020, n. 19323) conferma che affidamento condiviso non significa frequentazione esattamente paritaria del figlio minore.
Se è vero che la condivisione, in mancanza di serie ragioni ostative, deve comportare una frequentazione dei genitori tendenzialmente paritaria, la cui significatività non sia vanificata da frammentazioni, è altrettanto vero che nell’interesse del minore, in presenza di serie ragioni (ad esempio, come nel caso di specie, ove la distanza esistente fra i luoghi di vita dei genitori imponga al minore di sopportare tempi e sacrifici di viaggio tali da comprometterne gli studi, il riposo e la vita di relazione), il giudice può individuare un assetto nella frequentazione che si discosti da detto principio al fine di assicurare al bambino la situazione più confacente al suo benessere e alla sua crescita armoniosa e serena.
E’ possibile il pignoramento di una casa conferita nel Fondo Patrimoniale? 150 150 Graziella Pascotto

E’ possibile il pignoramento di una casa conferita nel Fondo Patrimoniale?

Il fondo patrimoniale tutela davvero i beni così conferiti dalle azioni dei creditori?
Quante volte gli operatori finanziari consigliano alle famiglie, soprattutto in tempi di profonda crisi economica come quella che stiamo vivendo, l’istituto del fondo patrimoniale: si tratta della possibilità per i coniugi di destinare un complesso di beni per far fronte ai bisogni della famiglia, costituendo una sorta di patrimonio separato che la legge tutela dall’attacco indiscriminato dei creditori particolari dei coniugi (per obbligazioni sorte per scopi estranei ai bisogni della famiglia) che non possono soddisfare i loro diritti sui beni oggetto del fondo patrimoniale stesso.
Ma è veramente sempre così?
In realtà, come nel caso che ha visto contrapporsi la Franzoni e Taormina, il Fondo Patrimoniale è suscettibile di revocatoria, qualora la sua costituzione sia avvenuta in una fase successiva all’assunzione del debito, con la consapevolezza di arrecare pregiudizio agli interessi del creditore. Per salvaguardare il Fondo, inoltre, il debitore dovrebbe provare l’estraneità ai bisogni della famiglia del debito contratto circostanza che, nel caso concreto, i Giudici non hanno ravvisato (debito verso l’avvocato per la difesa prestata).
Obblighi informativi bancari quando l’investitore è “esperto” 150 150 Graziella Pascotto

Obblighi informativi bancari quando l’investitore è “esperto”

Importante pronuncia della Corte di Cassazione (ordinanza n. 18153 del 31.8.2020) in tema di intermediazione finanziaria.
L’intermediario non è esonerato, in presenza di un investitore abituato ad operazioni finanziarie a rischio elevato che risultino dalla sua condotta pregressa, dall’assolvimento degli obblighi informativi, prescritti in generale e senza eccezioni dall’art. 21 D.Lgs. n. 58 del 1998, con le relative prescrizioni di cui al regolamento Consob n. 11522 del 1998, e successive modificazioni, permanendo in ogni caso l’obbligo primario dell’intermediario di offrire la piena informazione circa la natura, il rendimento ed ogni altra caratteristica del titolo.
In assenza dell’assolvimento dell’obbligo informativo dell’intermediario previsto dalla legge, sussiste una presunzione dell’esistenza del nesso di causalità, quanto all’avvenuta effettuazione di una scelta non consapevole da parte dell’investitore, senza che la precedente o la contestuale condotta di investimento in altri titoli rischiosi esoneri dall’adempimento degli obblighi informativi in capo all’intermediario, né integri la prova contraria su di lui gravante.
Decreto semplificazioni: la novità del certificato di stato legittimo dell’immobile 150 150 Graziella Pascotto

Decreto semplificazioni: la novità del certificato di stato legittimo dell’immobile

ll c.d. decreto “semplificazioni” ha introdotto importanti novità nel Testo Unico in materia edilizia (D.P.R. n.380/2001). La modifica riguarda l’art. 9 bis con il nuovo comma 1bis: è possibile, ma non obbligatorio, allegare ai contratti di compravendita o di divisione l’inedito “certificato di stato legittimo”, rilasciato da un “tecnico abilitato” attestante l’assenza di violazioni alla disciplina edilizia e urbanistica oppure la presenza di “tolleranze costruttive”. Il certificato infatti può essere rilasciato anche con piccole difformità entro il 2% dei limiti e misure.
La norma non prescrive tale allegazione a pena di nullità o irricevibilità dell’atto, tuttavia il certificato è utile e opportuno per evitare possibili controversie legali nelle compravendita o per usufruire con sicurezza di un’agevolazione fiscale.
Usura bancaria: le spese della polizza obbligatoria concorrono al calcolo del Teg 150 150 Graziella Pascotto

Usura bancaria: le spese della polizza obbligatoria concorrono al calcolo del Teg

La Cassazione (sentenza n. 17466 del 20.8.2020) conferma l’inclusione nel TEG (Tasso Effettivo Globale, il tasso di riferimento utilizzato dalla Banca d’Italia per fissare la soglia antiusura), delle spese assicurative obbligatorie per legge nei contratti di cessione del quinto dello stipendio.
Si legge nella sentenza: “ai fini della valutazione dell’eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, in conformità con quanto previsto dall’art. 644, comma 4, c.p., essendo, all’uopo, sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del credito. La sussistenza del collegamento può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova ed è presunta nel caso di contestualità tra la spesa di assicurazione e l’erogazione del mutuo (Sez. I, n. 8806, 5/04/2017)”
La decisione si riferisce alle polizze a garanzia del credito e a beneficio dell’intermediario, operanti ad esempio in caso di morte, invalidità, infermità o di disoccupazione del debitore.