Studio Legale Pascotto

Avvocato Civilista
Dipendente fa pause non autorizzate: legittimo il ricorso all’investigatore privato 150 150 Graziella Pascotto

Dipendente fa pause non autorizzate: legittimo il ricorso all’investigatore privato

La Corte di Cassazione Sez. lavoro (ord. 24.10.2024 n. 27610) ha confermato la legittimità del licenziamento, ritenendo corretta l’interpretazione della Corte territoriale circa la proporzionalità della sanzione e la legittimità dei controlli investigativi.

La L. 20.5.1970 n. 300 esclude che l’agenzia investigativa possa essere incaricata per controllare l’adempimento o meno dell’obbligazione contrattuale del lavoratore.

Tuttavia, il datore di lavoro può rivolgersi ad un investigatore anche per il solo sospetto che vi siano illeciti non riconducibili al mero inadempimento della prestazione.

Nessuna violazione dello Statuto dei Lavoratori in quanto le indagini sarebbero finalizzate a verificare l’esistenza di condotte illecite e non il mero inadempimento della prestazione contrattuale.

Il detective può essere assunto per svolgere indagini al fine di tutelare la reputazione dell’azienda, rilevante quanto l’elemento patrimoniale.

La sentenza ha sottolineato l’importanza del vincolo fiduciario nel rapporto di lavoro, soprattutto per ruoli apicali e che le condotte del lavoratore, consistenti in lunghe pause non giustificate e false attestazioni, arrecavano pregiudizio non solo patrimoniale ma anche reputazionale all’azienda datrice di lavoro.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/11/13/dipendente-fa-pause-non-autorizzate-legittimo-ricorso-investigatore-privato

Voli cancellati e ritardi: annullata la conciliazione obbligatoria 150 150 Graziella Pascotto

Voli cancellati e ritardi: annullata la conciliazione obbligatoria

Il Tar Piemonte (sentenza n. 1093 del 28.10.2024) ha annullato parzialmente la delibera n. 21/2023 dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) stabilendo che non vi è obbligo di esperire il tentativo di conciliazione nell’ipotesi in cui il passeggero abbia diritto alla compensazione pecuniaria. Trattandosi di un’indennità dovuta in caso di ritardo prolungato, cancellazione o negato imbarco, come per l’overbooking, stabilita in misura fissa in base alla distanza del volo dalle norme comunitarie, deve essere riconosciuta in automatico al verificarsi dell’evento, e non oggetto di trattativa e conciliazione.

Il caso riguarda una persona che doveva volare da Verona a Bari. Poco prima del decollo il volo veniva cancellato senza che gli venisse fornita assistenza e voli alternativi, ed era quindi costretto ad arrangiarsi arrivando a destinazione troppo tardi per gli impegni assunti.

Il Tar gli ha dunque riconosciuto il diritto di agire immediatamente in giudizio per chiedere la compensazione pecuniaria ai sensi del Regolamento CE n. 261/2004 senza dover previamente esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione che andrebbe solo a ritardare e complicare l’ottenimento dell’indennizzo previsto dalla normativa comunitaria.

https://www.studiocataldi.it/articoli/47011-voli-cancellati-e-ritardi-annullata-la-conciliazione-obbligatoria.asp

Il figlio maggiorenne percettore di NASpI ha diritto al mantenimento? 150 150 Graziella Pascotto

Il figlio maggiorenne percettore di NASpI ha diritto al mantenimento?

E’ il caso di un padre divorziato che impugnava il provvedimento con cui veniva obbligato a corrispondere il mantenimento alla figlia maggiorenne. La ragazza lavorava con contratto a tempo determinato per alcuni anni percependo € 670 di stipendio e, una volta cessato il rapporto lavorativo per scadenza del termine, percepiva la NASpI.

La Suprema Corte (sentenza n. 8892 del 4.4.2024) ha accolto il motivo di ricorso del padre. Secondo la Cassazione infatti, la sentenza gravata ha errato nell’aver escluso il raggiungimento dell’indipendenza economica della figlia solo sulla base della cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato e senza aver attribuito rilievo alla percezione della NASpI.

Già in passato la giurisprudenza ha ritenuto che lo svolgimento di un’attività retribuita, benché svolta in forza di un contratto a tempo determinato, possa rappresentare un elemento indicatore della capacità del figlio di procurarsi una fonte di reddito. Pertanto, la cessazione del rapporto di lavoro (o il cattivo andamento dello stesso) non determina la reviviscenza dell’obbligo di mantenimento.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/10/22/figlio-maggiorenne-percettore-naspi-diritto-mantenimento

Spid obbligatorio per accedere ai siti porno, di scommesse e gioco d’azzardo dal 2025: ecco le novità dell’Agcom 150 150 Graziella Pascotto

Spid obbligatorio per accedere ai siti porno, di scommesse e gioco d’azzardo dal 2025: ecco le novità dell’Agcom

Giro di vite di Agcom per la tutela della navigazione web dei minori, grazie a nuove linee guida che fissano la rigorosa verifica della maggiore età per accedere a contenuti potenzialmente a rischio.

L’obiettivo è creare un ambiente digitale più sicuro per i minori, senza compromettere eccessivamente la libertà di accesso degli adulti. Ecco perché il nuovo sistema di verifica dell’identità digitale si fonderà su un modello di c.d. doppio anonimato, tale da assicurare la riservatezza degli utenti. In sostanza, i fornitori di servizi non avranno accesso ai dettagli personali degli utenti, né sapranno quale specifico servizio vuole la verifica. L’impostazione aspira a bilanciare il dovere di tutelare i minori con il diritto alla privacy della popolazione adulta.

Al fine di accertare che l’utente abbia effettivamente compiuto 18 anni, sarà utilizzabile lo Spid, ma non solo. Infatti l’AgCom ha tracciato un quadro di linee guida, che darà ai fornitori di servizi la libertà di scegliere il metodo più appropriato per controllare l’età degli utenti, a condizione di rispettare rigorosi standard di privacy e sicurezza. Quindi, con tutta probabilità, ci sarà spazio anche per modalità alternative di verifica come la Carta d’Identità Elettronica o il futuro IT Wallet, un portafoglio digitale che includerà una varietà di documenti personali.

https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/spid-obbligatorio-accedere-siti-porno-scommesse-gioco-azzardo-2025/4601.html#:~:text=Spid%20obbligatorio%20per%20accedere%20ai,dell’Agcom%20%2D%20Brocardi.it

Guida in stato di ebbrezza: quando è possibile rifiutare l’alcoltest in ambito sanitario? 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza: quando è possibile rifiutare l’alcoltest in ambito sanitario?

E’ il caso di un uomo condannato per i reati di cui agli artt. 186 c. 7 e 187 c. 8 c.d.s., per essersi rifiutato di sottoporsi all’accertamento relativo allo stato di ebbrezza alcolica e all’uso di sostanze stupefacenti. Con ricorso per Cassazione il conducente lamentava che il rifiuto è penalmente rilevante solo qualora si collochi nell’ambito di un sinistro stradale e l’imputato sia sottoposto a cure mediche.

L’art. 186, c. 5 c.d.s. prevede infatti la possibilità di procedere all’accertamento del tasso alcolemico da parte delle strutture sanitarie espressamente indicate esclusivamente per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche. Si tratta di due presupposti tassativi e che devono sussistere congiuntamente.

Nel caso di specie, sebbene ricorresse la prima delle condizioni, ovvero la sussistenza di un sinistro stradale, non ricorreva la seconda, in quanto il ricorrente non aveva necessità di essere sottoposto a cure mediche, con la conseguenza che la richiesta effettuata dagli agenti operanti era del tutto illegittima e il rifiuto penalmente irrilevante (Cassazione Penale, sentenza 29.7.2024, n. 30811).

https://www.altalex.com/documents/news/2024/09/30/guida-stato-ebbrezza-quando-possibile-rifiutare-alcoltest-ambito-sanitario

Partita di calcio e lesioni: i genitori rispondono per la condotta del figlio minorenne 150 150 Graziella Pascotto

Partita di calcio e lesioni: i genitori rispondono per la condotta del figlio minorenne

E’ un caso di lesioni al ginocchio riportate da un calciatore minorenne durante una partita di campionato dilettantistico in seguito all’intervento a gamba tesa con piede a martello dell’avversario. I genitori del danneggiante vengono condannati al risarcimento ma impugnano la sentenza di merito sostenendo che debba applicarsi la scriminante sportiva, essendo la lesione maturata sul campo da gioco durante una competizione agonistica.

Secondo la Suprema Corte (ordinanza 22.7.2024 n. 20171), per valutare se un illecito sportivo possa integrare anche un illecito civile e/o penale occorre accertare se l’atto illecito sia stato volontario. Inoltre, ai fini della responsabilità civile, occorre altresì che non sussista un collegamento funzionale tra l’azione di gioco e l’evento lesivo. Nel caso di specie, i giudici di merito hanno escluso che il fallo commesso dal giocatore possa godere della scriminante sportiva poiché la violenza esercitata (il colpo sul ginocchio dell’avversario) era sproporzionata, il gesto volontario e non collegato funzionalmente al gioco. Inoltre, anche se il calcio rientra tra le discipline a violenza eventuale e i giocatori accettano il rischio che determinate azioni possano comportare una potenziale lesività “non rientra tra i rischi accettati dai giocatori di calcio una condotta di un avversario così scorretta e scoordinata rispetto al leale sviluppo dell’agonismo della competizione quale l’intervento a gamba tesa e con piede a martello su gamba che già aveva bloccato il pallone”.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/09/23/partita-calcio-lesioni-genitori-rispondono-condotta-figlio-minorenne

È reato lasciare il cane sotto il sole. 150 150 Graziella Pascotto

È reato lasciare il cane sotto il sole.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 33276 del 29.8.2024) ha stabilito che costituiscono maltrattamenti idonei ad integrare il reato di abbandono di animali ai sensi dell’art. 727, comma 2 c.p., non solo le sevizie, le torture o le crudeltà caratterizzate da dolo, ma anche quei comportamenti colposi di abbandono e incuria che offendono la sensibilità psico-fisica degli animali quali autonomi essere viventi, capaci di reagire agli stimoli del dolore come alle attenzioni amorevoli dell’uomo. Sulla base di tale assunto è stato respinto il ricorso di una donna che aveva lasciato il cane di proprietà della parte civile legato alla ringhiera dell’edificio nel quale quest’ultima abitava, al sole e per circa due ore, senza accertarsi che qualcuno se ne prendesse cura in attesa dell’arrivo del proprietario. Il cane era stato trovato in stato di ipertermia, sofferente e con la frequenza respiratoria piuttosto alta (98 contro i 30 normali) e si era ripreso con una doccia fredda, dopo circa 15 minuti.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/09/13/reato-lasciare-cane-sotto-sole

False mail dall’Agenzia delle Entrate 150 150 Graziella Pascotto

False mail dall’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con due recentissimi avvisi, ha comunicato che sono in corso campagne di false comunicazioni a suo nome.

L’avviso del 29.8.2024 segnala la falsa campagna relativa alla necessità di pagare imposte per poter recuperare fondi. Lo schema di truffa sembrerebbe essere quello di indurre con l’inganno a versare fondi per fantomatici investimenti, quindi chiedere il versamento di imposte per ottenerne la parziale restituzione; in questa seconda fase della truffa, viene inviato un falso documento contenente il logo dell’Agenzia delle Entrate e una firma contraffatta a nome del Direttore di un ufficio dell’Agenzia, anche realmente esistente.

L’avviso del 30.8.2024 segnala invece la falsa campagna con la quale vengono comunicate modifiche alla normativa fiscale, alle voci della dichiarazione precompilata 2024 e alle aliquote fiscali. La falsa comunicazione cerca di indurre a cliccare su un link che rimanda a una fantomatica “Guida alla dichiarazione” che il contribuente dovrebbe leggere affinché la sua dichiarazione resti “conforme alle ultime normative”. Come in ogni campagna di phishing, si tenta di indurre nell’utente un senso di urgenza allo scopo di fargli cliccare “tempestivamente” il link malevolo sotto la minaccia “di sanzioni o altre conseguenze legali” .

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/avviso-del-30-agosto-2024-dichiarazione-precompilata-2024

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/avviso-del-29-agosto-2024

Sinistro stradale: vietare l’utilizzo del veicolo non esenta da responsabilità 150 150 Graziella Pascotto

Sinistro stradale: vietare l’utilizzo del veicolo non esenta da responsabilità

Un uomo prestava al figlio il proprio motociclo con espresso divieto di farlo utilizzare ad altri. Il figlio lasciava però le chiavi inserite nell’accensione del mezzo che gli veniva sottratto rimanendo poi coinvolto in un sinistro stradale in cui perdevano la vita il conducente, la passeggera e il conducente del veicolo antagonista, venuto a collisione col motociclo.

Gli eredi convenivano in giudizio l’Assicurazione del motociclo, che a sua volta formulava domanda di regresso nei confronti del proprietario, poiché al momento del fatto il conducente del veicolo era privo della patente di guida, circostanza, legittimante l’inoperatività della copertura assicurativa.

I giudici di merito accoglievano la domanda di regresso e il proprietario del motociclo si rivolgeva alla Corte di Cassazione ritenendosi del tutto esente da responsabilità poiché il conducente del motociclo si era impossessato del mezzo “trafugandolo” a suo figlio, contro il suo esplicito divieto.

La Suprema Corte (ord. 15237 del 30.5.2024) ha ritenuto tale tesi infondata: la responsabilità del proprietario, ex art. 2054, comma 3 c.c., viene meno solo se questi prova che il mezzo ha circolato “contro la sua volontà” e non basta dimostrare il dissenso alla circolazione del mezzo, occorrendo piuttosto provare l’adozione di misure concrete volte ad impedirne, di fatto, la circolazione.

Per la stessa ragione, nemmeno il furto del veicolo esclude la responsabilità del proprietario se questi non ha adottato misure idonee a prevenirlo, che come detto devono consistere in comportamenti concreti e non in semplici dichiarazioni.

Un veicolo a motore è una cosa potenzialmente esiziale e chi ne è proprietario non esce dall’alternativa: se vuole evitare la responsabilità di cui al comma 3 dell’art. 2054 c.c. deve impedirne l’uso a terzi, quali essi siano; se lo concede in uso, è fatto garante, per legge, dei danni causati dalla circolazione del mezzo.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/07/16/sinistro-stradale-vietare-utilizzo-veicolo-non-esenta-da-responsabilita

Riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis: i chiarimenti della Cassazione 150 150 Graziella Pascotto

Riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis: i chiarimenti della Cassazione

E’ il caso di una cittadina brasiliana la quale si è rivolta alla Corte di Cassazione contro la sentenza con cui la Corte d’appello di Venezia aveva respinto l’appello avverso l’ordinanza del Tribunale di Venezia di rigetto della sua impugnazione del provvedimento dell’Ufficiale di Stato Civile che aveva dichiarato improcedibile l’istanza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis mancando la prova della filiazione tra l’italiano emigrante ed il figlio nato in Brasile nel 1895. Tale prova, infatti, poteva essere fornita solo con l’atto di nascita brasiliano di tale figlio che, tuttavia, all’epoca non fu mai formato.

La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte di Appello di Venezia evidenziando che l’ordinamento italiano prevede un sistema “multilivello” di prova della filiazione in cui l’atto di nascita rappresenta solo il primo.

In mancanza dell’atto di nascita si potrà ricorrere al “possesso continuo dello stato di figlio” ex art. 236 c.c. la cui prova è libera e può essere fornita anche con testimoni. Nel caso concreto peraltro lo status di figlio risultava inequivocabilmente da una moltitudine di altri atti di stato civile brasiliano che non erano stati mai contestati dagli interessati.

La decisione è destinata ad avere un notevole impatto considerato che il Ministero degli Interni istruisce gli ufficiali di stato civile a non riconoscere la cittadinanza qualora manchi l’atto di nascita (circolare K 28 del 1991) e interesserà non solo i casi in cui manca del tutto tale atto, ma anche quelli in cui pur esistente, l’atto straniero presenti delle irregolarità secondo l’ordinamento italiano.

https://www.altalex.com/documents/news/2024/07/05/riconoscimento-cittadinanza-italiana-iure-sanguinis-chiarimenti-cassazione