Diritto penale

Omicidio e lesioni stradali: revoca della patente solo per droga e alcol 150 150 Graziella Pascotto

Omicidio e lesioni stradali: revoca della patente solo per droga e alcol

La Corte Costituzionale (ordinanza 24.7.2019 n. 203), nel confermare un proprio precedente di aprile 2019, boccia la revoca automatica della patente in caso di omicidio e lesioni stradali.

L’art. 222 comma 2 del Codice della Strada è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo per contrasto con i principi di uguaglianza e proporzionalità là dove prevede l’automatica revoca della patente di guida in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali e non consente quindi al Giudice di adeguare la pena al concreto disvalore della condotta.

I giudici costituzionali hanno riconosciuto la legittimità della revoca automatica della patente solo in caso di condanna per reati stradali aggravati dallo stato di ebbrezza o di alterazione psicofisica per l’assunzione di droghe, ma nelle altre ipotesi di condanna per omicidio o lesioni stradali hanno escluso l’automatismo e riconosciuto al giudice il potere di valutare, caso per caso, se applicare, in alternativa alla revoca, la meno grave sanzione della sospensione della patente.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/08/23/omicidio-stradale-o-lesioni-stradali-la-revoca-della-patente-non-e-piu-automatica

Sabbia e conchiglie: souvenir proibiti 150 150 Graziella Pascotto

Sabbia e conchiglie: souvenir proibiti

Malcostume diffuso, quello di asportare sabbia, conchiglie e ciottoli dalle spiagge ma che può costare caro.
L’art. 1162 del Codice della Navigazione stabilisce infatti che “Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale ovvero delle zone portuali della navigazione interna, senza la concessione prescritta nell’articolo 51, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.549,00 a € 9.296,00″.
Per demanio marittimo, ex art. 28 del Codice della navigazione, si intendono lidi, spiagge, porti, rade, lagune, foci di fiumi che sboccano in mare e bacini di acqua salmastra.

Questi incauti comportamenti, laddove l’asporto sia di rilevante quantità, integrano inoltre il reato di furto con l’aggravante della cosa destinata alla pubblica utilità e dell’esposizione alla pubblica fede prevista dall’art. 625, comma 1, n. 7 c.p. poiché prelevando il materiale si lede, tramite il danno idrogeologico all’arenile, la pubblica utilità o fruibilità dei lidi (Cass. Pen.
n. 11158 del 13.3.2019).

Interessante, in Sardegna dove il fenomeno è particolarmente frequente, il recente protocollo d’intesa tra l’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo (Olbia), l’Enac, la Geasar – società di gestione dell’aeroporto di Olbia, la Regione Sardegna e il Corpo forestale finalizzato a restituire sabbia, sassi e conchiglie sequestrati, ai tratti di litorale da cui vengono sottratti.

https://www.corriere.it/cronache/19_agosto_16/sardegna-40-chili-sabbia-bianca-nascosti-suv-fermati-due-turisti-francesi-c70103ae-c034-11e9-ad81-fff821b81ebc.shtml

Sequestro di persona per l’operatore sanitario che nega la libertà di movimento del paziente 150 150 Graziella Pascotto

Sequestro di persona per l’operatore sanitario che nega la libertà di movimento del paziente

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 32803 depositata il 22.7.2019, in tema di responsabilità penale dell’operatore sanitario, sancisce che le condotte coercitive finalizzate a limitare la libertà di movimento dei pazienti in cura presso la struttura ospedaliera integrano il reato di sequestro aggravato di persona e non quello di violenza privata.

La vicenda esaminata dalla Corte prende in considerazione in particolare la c.d. pratica del materassino: l’abitudine di chiudere le porte delle camere dei pazienti con l’apposizione di un materassino per impedirne l’uscita, e non essere disturbati durante la turnazione notturna. 

I giudici, respingendo la richiesta di derubricare il reato in violenza privata, affermano che mentre la violenza privata lede la libertà psichica di autodeterminazione della persona, il sequestro di persona lede la libertà di movimento. Dunque per il principio di specialità di cui all’art. 15 c.p., non è configurabile il delitto di violenza privata qualora la violenza, fisica o morale, sia stata usata direttamente ed esclusivamente per privare la persona offesa della libertà di movimento.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35430-sequestro-di-persona-per-il-medico-che-usa-il-metodo-del-materassino.asp 

Gelosia ossessiva del partner e reato di maltrattamenti in famiglia 150 150 Graziella Pascotto

Gelosia ossessiva del partner e reato di maltrattamenti in famiglia

Per la Corte di Cassazione (sentenza n. 32781 pubblicata ieri) la gelosia morbosa e prevaricante integra il reato di maltrattamenti in famiglia ex art. 572 c.p.

Nel caso di specie, un uomo era arrivato a pretendere continue videochiamate dalla convivente per avere la certezza che non stesse con un amante; la controllava col Gps e telecamere nascoste; sottoponeva la donna a interrogatori notturni oltre che a ispezioni personali. Il tutto coinvolgendo le figlie minori della coppia.

Secondo la Cassazione dunque per configurare il reato di maltrattamenti in famiglia non serve la violenza fisica; bastano le minacce e comunque una condotta articolata che impone alla vittima un regime di vita mortificante.
La gelosia non è un’esimente delle manie persecutorie poste in essere che anzi caratterizzano il reato perché denotano violazione della privacy e scarsa considerazione del partner con i controlli sulla vita sociale, personale e intima della convivente.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35402-cassazione-la-gelosia-ossessiva-e-reato.asp

Il “Codice Rosso” contro la violenza sulle donne è legge 150 150 Graziella Pascotto

Il “Codice Rosso” contro la violenza sulle donne è legge

La legge impone alla polizia giudiziaria di comunicare al pubblico ministero le notizie di reato immediatamente anche in forma orale.

Garantisce il diritto della vittima di essere ascoltata dal magistrato entro 3 giorni dalla iscrizione della notizia di reato.

Per denunciare una violenza sessuale subita, una donna avrà fino a 12 mesi, anziché i 6 previsti fino a oggi.

Pene inasprite per i reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi (ulteriormente aumentate se il fatto è commesso in presenza o in danno di minori, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità o se il fatto è commesso con armi), di stalking, di violenza sessuale.

Introdotti 4 nuovi reati:
– deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso (nuovo art. 583-quinquies c.p.);
-diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate (c.d. Revenge porn, inserito all’art. 612-ter c.p. dopo il delitto di stalking);
-costrizione o induzione al matrimonio (art. 558-bis c.p.);
– violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa (art. 387-bis).

Previsti anche specifici corsi di formazione per il personale delle forze dell’ordine riguardanti la prevenzione ma anche il perseguimento dei reati in questione, così come il sostegno economico agli orfani di femminicidio.

Criticabile la prevista possibilità per il condannato di un reato sessuale di ottenere la sospensione condizionale della pena nel caso in cui partecipi a specifici percorsi di recupero.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/07/18/il-codice-rosso-a-tutela-delle-vittime-di-violenza-domestica-e-di-genere-e-legge

La commercializzazione della cannabis light è illegale? 150 150 Graziella Pascotto

La commercializzazione della cannabis light è illegale?

Il clamore giornalistico e qualche strumentalizzazione politica della sentenza a Sezioni Unite della Cassazione n. 30475 del 10.7.2019 hanno fatto passare l’introduzione del divieto assoluto di commercializzare non solo la marijuana ma tutti i prodotti derivati dalla c.d. “cannabis light”.

Si tratta di un’interpretazione a mio avviso non conforme al principio espresso dalla Corte che anzi sembra ribadire un orientamento giurisprudenziale consolidato secondo il quale non è penalmente perseguibile la condotta priva di offensività.

Osservano le Sezioni Unite: “… si impone l’effettuazione della puntuale verifica della concreta offensività delle singole condotte, rispetto all’attitudine delle sostanze a produrre effetti psicotropi. Tanto si afferma, alla luce del canone ermeneutico fondato sul principio di offensività, che, come detto, opera
anche sul piano concreto, di talché occorre verificare la rilevanza penale della singola condotta, rispetto alla reale efficacia drogante delle sostanze oggetto di cessione….”, e lasciano al giudice di merito la decisione caso per caso.
Dunque, si possono commercializzare tutti i prodotti derivanti dalla canapa che non abbiano efficacia drogante. 
Certo si tratta di un aspetto non facile da accertare ed è per questo che il confronto con la prassi dei Tribunali potrà fornire indicazioni più precise.

Un dato di rilievo è che gli interventi di controllo e i sequestri hanno subito un forte incremento. Tuttavia una volta passati al vaglio dei Tribunali del Riesame, le pronunce sono state per la maggior parte di dissequestro dei prodotti, ritenuti privi di efficacia drogante perchè presentavano valori di THC inferiori allo 0,5%.
La tossicologia forense infatti individua usualmente la dose idonea a produrre efficacia drogante in un range che si aggira sui 10/15 mg di THC. Dunque, la soglia oltre la quale può ragionevolmente essere collocato il cd. effetto drogante del THC deve certamente superare il limite percentuale dello 0,5%.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/07/15/il-diritto-a-commercializzare-cannabis-un-equivoco-interpretativo-risolto-dalle-sezioni-unite

Commette il reato di furto chi si appropria di un telefono smarrito 150 150 Graziella Pascotto

Commette il reato di furto chi si appropria di un telefono smarrito

Per la Corte di Cassazione n. 29627 pubblicata l’8.7.2019, chi si impossessa di un telefono cellulare altrui, oggetto di smarrimento, risponde del reato di furto e non di appropriazione di cosa smarrita, ormai depenalizzato.

Il telefonino, infatti, conserva nel tempo i chiari segni del legittimo possessore, quali, in particolare, il codice IMEI stampato nel vano batteria dell’apparecchio.

Potrebbe rispondere anche del reato di ricettazione se, trovato nella disponibilità della refurtiva, non fornisca una spiegazione attendibile dell’origine del possesso del cellulare.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35253-cassazione-e-furto-impossessarsi-di-un-telefono-smarrito.asp

Pesante condanna al trader di Portogruaro Gaiatto 150 150 Graziella Pascotto

Pesante condanna al trader di Portogruaro Gaiatto

Ieri il gip Eugenio Pergola, esaurite le repliche del procuratore Raffaele Tito e delle parti civili, si è ritirato in camera di consiglio per emettere la sentenza: Fabio Gaiatto è stato condannato con il rito abbreviato a 15 anni e 4 mesi di reclusione e 36mila euro di multa, oltre a un risarcimento di 50mila euro al Comune di Portogruaro per i danni all’immagine. Mille euro ciascuno al Codacons e alla Federconsumatori.
Ai risparmiatori truffati Gaiatto dovrà restituire i soldi investiti, oltre al 30% di danno non patrimoniale.
Disposta la confisca dei beni, delle cambiali “croate” e dei diritti di credito relativi ai finanziamenti abusivi.

https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/fabio_gaiatto_condanna_truffa_venice_investment_group-4596212.html

Sea Watch 3: il GIP non convalida l’arresto 150 150 Graziella Pascotto

Sea Watch 3: il GIP non convalida l’arresto

Il GIP di Agrigento, dott.ssa Alessandra Vella, non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch 3 escludendo il reato di resistenza e violenza a nave da guerra.
Il reato di resistenza a pubblico ufficiale, invece, sarebbe stato scriminato dall’aver agito nell’adempimento di un dovere, quello di salvare vite umane in mare.
E’ venuta meno dunque la misura degli arresti domiciliari.

Carola Rackete è libera!

In allegato l’ordinanza che rigetta la richiesta di convalida dell’arresto e di applicazione di misura cautelare.

https://www.penalecontemporaneo.it/upload/2531-gip-agrigento-2-luglio-2019-sea-watch.pdf

Durante il travaglio il feto è una persona: aborto o omicidio? 150 150 Graziella Pascotto

Durante il travaglio il feto è una persona: aborto o omicidio?

Non più aborto colposo ma il più grave omicidio colposo.

E’ il reato nel quale si incorre quando il personale sanitario, assistendo una donna che sta per partorire, viene considerato responsabile della morte del feto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione n. 27539 del 20.6.2019 chiamata a pronunciarsi su un caso di malasanità avvenuto nella sala parto di una clinica di Salerno.

Per i giudici, nel contesto attuale “di totale ampliamento della tutela dei diritti della persona e della nozione di soggetto meritevole di tutela, che dal nascituro e al concepito si è poi estesa fino all’embrione”, il feto “benché ancora nell’utero” è da considerarsi persona, nel momento della “transizione dalla vita uterina a quella extrauterina”, con la rottura del sacco amniotico.

https://www.studiocataldi.it/articoli/35083-responsabilita-medica-durante-il-parto-il-feto-diventa-persona.asp