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Graziella Pascotto

Cosa si rischia ad ostacolare il diritto di visita dell’altro genitore 150 150 Graziella Pascotto

Cosa si rischia ad ostacolare il diritto di visita dell’altro genitore

La Corte di Cassazione (sentenza n. 28401 del 19.7.2022) ha confermato la condanna di una donna per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice ex art. 388 comma 2 c.p. Nel caso concreto la signora ostacolava anche i colloqui telefonici fra la minore il padre eludendo il provvedimento del Tribunale di Gorizia.
Si segnala che non basta il mero inadempimento a integrare il reato ex art. 388 comma 2 c.p., ma è necessario che il genitore affidatario del minore si sottragga con atti fraudolenti o simulati all’obbligo di consentire all’altro genitore le visite al figlio.
Nella fattispecie, la signora si era trasferita in un’altra località in provincia di Udine e poi in Slovenia all’insaputa del suo ex, pur essendo pendente tra i due un contenzioso ad alta conflittualità, facendo perdere le sue tracce a tutte le figure istituzionali coinvolte nella vicenda.
bambina abbraccia padre con madre preoccupata
Può configurare reato tenersi un cane smarrito? 150 150 Graziella Pascotto

Può configurare reato tenersi un cane smarrito?

La sostituzione illecita del microchip a un cane determina il reato di riciclaggio perché attraverso questa pratica si tende a far perdere le tracce della conoscenza nonché della provenienza dell’animale.
Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 9533/22.
Nella fase di merito veniva accertato che l’imputato, al fine di ostacolare l’individuazione della provenienza delittuosa del cane (un pastore tedesco a pelo lungo) aveva sostituito il microchip all’animale apponendovi altro chip con numero corrispondente a un pastore tedesco a pelo corto di sua proprietà.
La Corte ha evidenziato che il delitto di riciclaggio ex art. 648 bis c.p. è integrato non soltanto dalle condotte tipiche di sostituzione o trasformazione del bene di origine illecita ma, altresì, secondo la testuale dizione contenuta nella norma, “da ogni altra operazione diretta ad ostacolare l’identificazione” dell’origine delittuosa del bene.
cane abbandonato con guinzaglio
Reddito di cittadinanza e lavoro nero: si rischia il carcere? 150 150 Graziella Pascotto

Reddito di cittadinanza e lavoro nero: si rischia il carcere?

La Corte di Cassazione (sentenza n. 25306 depositata il 4.7.2022) ha accertato la violazione dell’articolo 7, comma 2, del decreto n. 4/2019 commessa da chi omette i redditi percepiti dall’attività di lavoro in nero.
Svolgere un’attività di lavoro in nero mentre si prende il reddito di cittadinanza rientra tra le casistiche sanzionate dalla norma:
“l’omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, anche se provenienti da attività irregolari, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio entro i termini di cui all’articolo 3, commi 8, ultimo periodo, 9 e 11, è punita con la reclusione da uno a tre anni”.
A nulla rileva che il soggetto non percepisse una retribuzione vera e propria: l’attività lavorativa era infatti svolta gratuitamente e il datore gli riconosceva solo, a titolo di compenso, regalie saltuarie.
Non bisogna inoltre commettere l’errore di pensare che il beneficiario del reddito di cittadinanza sia solamente colui che ha fatto richiesta della prestazione: il divieto di lavorare in nero vale per tutti i componenti del nucleo familiare che ne risulta percettore.
uomo in divisa da detenuto con manette
Screenschot di Messenger per provare la diffamazione 150 150 Graziella Pascotto

Screenschot di Messenger per provare la diffamazione

La diffamazione può essere provata anche con gli screenshot che riportano le frasi offensive della reputazione scambiate su Facebook. Lo ha confermato la Corte di Cassazione (sentenza n. 24600 depositata il 24.06.2022).
Per la Suprema Corte sono da ritenersi pienamente utilizzabili, in quanto legittima ne è l’acquisizione come documento, i messaggi sms fotografati dallo schermo di un telefono cellulare sul quale gli stessi sono leggibili in quanto «non è imposto alcun adempimento specifico per il compimento di tale attività, che consiste nella realizzazione di una fotografia e che si caratterizza soltanto per il suo oggetto, costituito appunto da uno schermo» sul quale sia visibile un testo o un’immagine «non essendovi alcuna differenza tra una tale fotografia e quella di qualsiasi altro oggetto.
L’inutilizzabilità non può derivare dalla circostanza che il contenuto della conversazione, sia reso disponibile in forma documentale a mezzo di screenshot, da uno dei conversanti senza autorizzazione o all’insaputa degli altri conversanti.
uomo al computer attrezzato contro i virus concept di intercettazioni
Violazione del codice della strada da parte di minorenni, contestazione ai genitori 150 150 Graziella Pascotto

Violazione del codice della strada da parte di minorenni, contestazione ai genitori

La Corte di Cassazione (ord. n. 19619 del 17.6.2022) conferma il proprio orientamento.
Nel caso di violazione del Codice della Strada commessa dal minore deve essere redatto immediatamente il verbale di accertamento e successivamente di contestazione. E tale contestazione deve essere effettuata nei confronti dei soggetti tenuti alla sua sorveglianza, considerati e chiaramente qualificati nel verbale come effettivi trasgressori in quanto, ai sensi dell’art. 2 della l. n. 689/81, hanno consentito o non hanno impedito al minore soggetto alla loro sorveglianza di violare una norma del codice della strada.
La prassi di alcuni comandi di polizia che elevano il verbale indicando come trasgressore il minorenne rende nullo e impugnabile il verbale stesso.
auto rc strada insidie
Urinare in luogo pubblico: reato o illecito amministrativo? 150 150 Graziella Pascotto

Urinare in luogo pubblico: reato o illecito amministrativo?

La Polizia stradale sanzionava nell’estate del 2017 un automobilista, beccato a urinare sul guard-rail posto a delimitazione della corsia di emergenza di un tratto dell’autostrada “A11”.
Inequivocabile la condotta da lui tenuta e ad inchiodarlo anche il non avere fatto nulla per evitare di essere visto.
La Corte di Cassazione ( ord. n. 19573 del 17.6.2022) respingeva il ricorso dell’automobilista essendo emerso che, “per la presenza dei lavori in corso (secondo la stessa prospettazione dell’appellante)”, questi aveva “occupato la corsia preferenziale” ed era comunque “risultato ben visibile dalla pattuglia della Polizia che ha provveduto ad effettuare il verbale di contestazione”.
Fino al 2016 i bisogni fisiologici in luogo pubblico configuravano reato: atti contrari alla pubblica decenza ex art. 726 c.p. Oggi, dopo la depenalizzazione, si tratta di illecito amministrativo che comporta una sanzione pecuniaria, dello stesso tipo di una multa stradale. La multa va da 51 a 309 euro (la sanzione è stata rivista recentemente dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 95/2022).
RIPENSARE IL CODICE DELLA STRADA
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la c.d. Legge “Salva mare” 150 150 Graziella Pascotto

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la c.d. Legge “Salva mare”

Il 25.6.2022 entrerà in vigore la legge n. 60/2022 c.d. “Salva mare”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10.6.2022 riguardante le attività di risanamento dell’intero ecosistema marino, l’economia circolare ed il modo corretto di gestire i rifiuti, di fatto, provandone a contrastare l’abbandono in mare, nei fiumi, laghi e lagune.
Il provvedimento stabilisce che i rifiuti accidentalmente pescati in mare possano essere conferiti, a titolo gratuito, all’impianto portuale di raccolta o, dove non presente, in apposite strutture, anche temporanee, allestite dai Comuni in prossimità degli ormeggi. I pescatori non saranno quindi più costretti a rigettare in mare i rifiuti, ma potranno separarli dal pescato e creare le condizioni per avviarli al riciclo (fino ad ora rischiavano una denuncia per trasporto illegale di rifiuti).
La legge ammette la raccolta anche mediante sistemi di cattura dei rifiuti, purché non interferiscano con le funzioni eco-sistemiche dei corpi idrici, e nell’ambito di specifiche campagne di pulizia.
In GU la Legge Salvamare: più tutele per l'ambiente
Pos obbigatorio: dal 30.6.2022 scattano le sanzioni 150 150 Graziella Pascotto

Pos obbigatorio: dal 30.6.2022 scattano le sanzioni

L’obbligo di dotarsi di un Pos per commercianti e professionisti, è in vigore dal 1.1.2014 (art. 15 comma 4 del DL 179/2012).
La novità riguarda l’introduzione di sanzioni, prima non previste, per la violazione di tale obbligo.
L’articolo 15 c. 4–bis del DL 179/2012, introdotto dall’art. 19–ter c. 1, lett. b, del DL 152/2021, che entra in vigore dal 30.6.2022, prevede che, nei casi di mancata accettazione di un pagamento tramite carta di credito, prepagata, bancomat e simili, si applichi la sanzione pecuniaria pari a € 30 aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stato rifiutato il pagamento elettronico. L’entrata in vigore della sanzione, originariamente prevista dal 1.1.2023, è stata anticipata al 30.6.2022 dall’art. 18 c. 1, del DL 36/2022.
POS strumento di pagamento elettronico
Multa al semaforo rosso: è legittima in orario notturno? 150 150 Graziella Pascotto

Multa al semaforo rosso: è legittima in orario notturno?

Il Giudice di Pace di Pinerolo ha recentemente accolto ben 14 ricorsi avverso sanzioni rilevate tramite apparati “VISTARED” annullando i relativi verbali.
Le sanzioni contestate riguardavano il passaggio con semaforo proiettante luce rossa. Tra i motivi di opposizione contenuti nei Ricorsi vi era la mancanza della Delibera di Giunta che autorizzava l’installazione degli apparati e il funzionamento dei medesimi, nelle ore notturne dalle 23 alle 7, cosa normalmente vietata dal Codice della Strada.
Il Giudice di Pace si è conformato alla consolidata giurisprudenza concorde nell’affermare che affinché l’accertamento possa considerarsi legittimo spetta al Comune l’onere di provare la ricorrenza delle condizioni indicate dai commi 1 e 2 dell’art. 169 Regolamento di attuazione CDS, ovvero le ragioni per le quali i semafori fossero attivi anche in orario notturno.
Nel caso concreto il Comune non ha assolto al proprio onere probatorio, e non ha neppure preso posizione sull’eccezione sollevata dai ricorrenti.
semaforo acceso
Conducente abbagliato dal sole e responsabilità del sinistro 150 150 Graziella Pascotto

Conducente abbagliato dal sole e responsabilità del sinistro

I raggi del sole che abbagliano l’automobilista e a seguito di ciò quest’ultimo investe e uccide un passante non integrano una causa esimente dalla colpa perché è il conducente che deve fare di tutto per evitare le conseguenze negative, anche fermarsi se è necessario. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 18748 del 12.5.2022.
In caso di sinistro stradale con danni anche gravi, quali quelli derivanti dall’investimento di un pedone, e anche se quest’ultimo non è sulle strisce, l’automobilista non può giustificarsi sostenendo che un raggio di sole gli avrebbe impedito di vedere l’ostacolo e di frenare per tempo. L’abbagliamento è del tutto irrilevante agli effetti della configurabilità della colpa in quanto fenomeno naturale e prevedibile. Il conducente è tenuto a frenare e a ridurre la velocità o, addirittura, a fermarsi. Dovrà comunque adottare le opportune cautele per non creare intralcio alla circolazione evitando l’insorgere di altri pericoli come le brusche frenate.
pedone su strada fuori centri abitati