Per provare una locazione in nero è sufficiente la dichiarazione dell’inquilino
La decisione n. 2718/2019 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano trae origine dal ricorso di un contribuente avverso un avviso di accertamento avente per oggetto la richiesta di maggiore imposta IRPEF, stante alcuni canoni d’affitto non dichiarati.
L’Agenzia delle Entrate si era mossa sulla base della denuncia della stessa inquilina relativamente al contratto di locazione in nero. Il proprietario dal canto suo si era opposto sia per un errore nei conteggi, ma soprattutto perchè la prova in mano all’Agenzia delle Entrate era la mera dichiarazione dell’affittuaria.
Orbene, le parole dell’inquilina sono state considerate pienamente idonee a dimostrare l’esistenza di un contratto verbale di locazione “in nero”, perché la denuncia non proviene da un soggetto terzo che può aver scoperto l’accadimento, ma da una delle parti in causa nel contratto.
La denuncia dell’inquilina quindi, non può essere paragonata a quella di chi fosse venuto a conoscenza della vicenda da estraneo al rapporto contrattuale (questa si una mera informazione), ma al contrario, deve essere presa in considerazione come prova netta e, quindi, pienamente utilizzabile quale elemento con validità giuridica.
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