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Concordati e accordi di ristrutturazione: la procedura va incontro alle imprese 150 150 Graziella Pascotto

Concordati e accordi di ristrutturazione: la procedura va incontro alle imprese

Grazie ad un emendamento al decreto legge n. 125/2020 già approvato al Senato e di prossimo esame alla Camera, tutte le società a rischio fallimento in grado di provare che, con la liquidazione del loro patrimonio, non riuscirebbero comunque a pagare tutti i debiti previdenziali, contributivi ed erariali, potranno ottenerne lo stralcio e il rango di chirografari, formulando una proposta di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione che risulti più favorevole rispetto alla liquidazione fallimentare.
Oggi ciò è possibile solo con il voto favorevole di Agenzia delle Entrate, Inps, etc., mentre con la riforma la decisione sullo stralcio spetterebbe solo al tribunale, chiamato a confermare la maggiore convenienza, rispetto al fallimento, della proposta di concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.
Ricette mediche: ipotesi di falso ideologico 150 150 Graziella Pascotto

Ricette mediche: ipotesi di falso ideologico

La Corte di Cassazione (19.10.2020 n. 28847) relativamente alle ricette su carta bianca (in cui il medico aveva prescritto un farmaco senza dare atto di uno stato patologico) ha affermato tali documenti conservano intatta la loro valenza certificativa – su cui, quindi, può innestarsi il reato di falso ideologico ex art. 481 c.p. – nella misura in cui il medico attesta, attraverso la prescrizione, che l’assistito ha diritto a quella specifica prestazione o a quel determinato farmaco, a prescindere, quindi, dalla peculiare modalità con cui l’accertamento medico è stato effettuato, il quale resta, in questa tipologia di documenti, in un certo senso sullo sfondo, nella misura in cui non è richiesta una specifica tipologia di verifica da parte del medico, che non deve essere neanche attestata. Ciò che rileva infatti, per la S.C., è l’attestazione che l’assistito rientri nella categoria dei soggetti aventi diritto alla specifica prestazione farmacologica.

https://www.ilsole24ore.com/art/stop-cassazione-ricette-mediche-comodo-solo-dati-clinici-constatati-ADy5q1w

Verbale 124 del 8.11.2020: il CTS chiude ogni dubbio sull’uso delle mascherine a scuola 150 150 Graziella Pascotto

Verbale 124 del 8.11.2020: il CTS chiude ogni dubbio sull’uso delle mascherine a scuola

ll Comitato Tecnico Scientifico, nel Verbale 124 del 8.11.2020 ha chiarito la portata dell’art. 1 c. 9 lettera s) del DPCM 3/11/2020:
“il medesimo DPCM non indica per il contesto scolastico eccezioni correlate al distanziamento….a partire dalla scuola primaria, dunque, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli, salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, le cui specifiche situazioni sono dettagliate nella sezione 2.9 del DPCM.
Sarà possibile abbassare la mascherina per bere, per i momenti della mensa e della merenda. Per quanto concerne l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto, limitatamente alla lezione singola, è altresì possibile abbassare la mascherina durante l’esecuzione, operando in analogia a quanto previso dal DPCM 3.11.2020 nella scheda tecnica dedicata a “Produzioni liriche, sinfoniche ed orchestrali e spettacoli musicali”.
Questione chiusa dunque in attesa di valutare l’eventuale impatto che potranno avere le proteste avanzate, sull’argomento, da diversi genitori e studenti, fondate su temuti riflessi psicologici che, soprattutto negli studenti delle scuole primarie, potrebbe generare l’uso prolungato della mascherina, oltre a problematiche concernenti eventuali difficoltà respiratorie e di comprensione della fonetica.
DPCM 3.11.2020: le domande frequenti sulle misure adottate dal Governo 150 150 Graziella Pascotto

DPCM 3.11.2020: le domande frequenti sulle misure adottate dal Governo

Nel link la mappa: cliccando su di essa, nell’area di interesse, è possibile visualizzare le FAQ relative alle specifiche disposizioni delle tre aree rossa, arancione e gialla.

http://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638

E’ frode in commercio la vendita di mascherine prive del marchio CE? 150 150 Graziella Pascotto

E’ frode in commercio la vendita di mascherine prive del marchio CE?

Solo le mascherine chirurgiche e quelle vendute come presidi medici, qualora sprovviste del marchio CE possono dar luogo alla truffa in commercio ex art. 515 c.p.
La Corte di Cassazione (sentenza n. 29758 del 26.10.2020) ha accolto il ricorso di due imprenditori contro il sequestro di un grosso numero di mascherine affermando che non corrisponde al vero che “la cessione di qualsivoglia tipologia di mascherine da apporre di fronte al viso al fine di evitare la emissione di particelle di saliva nell’atto del respirare e del parlare o comunque di schermare gli organi periferici della respirazione”, laddove prive della certificazione di regolarità della normativa anti Covid-19, integri la violazione dell’art. 515 c.p.. Tale norma infatti sanziona penalmente la cessione di beni “laddove questi siano diversi, per origine, provenienza, qualità o quantità, rispetto ai beni dichiarati o pattuiti”.
Nel caso specifico non vi era alcuna evidenza che le mascherine fossero state vendute come “presidi medici ai fini della prevenzione del contagio da Covid-19, unica condizione questa che, imponendo le certificazioni sarebbe stata necessaria e idonea a far ritenere astrattamente integrato il reato”. Del resto, conclude la Cassazione, elemento non trascurabile è che il sequestro è avvenuto in un negozio di ferramenta e non presso una farmacia.
Requisiti per accedere alla carriera militare: altezza minima? 150 150 Graziella Pascotto

Requisiti per accedere alla carriera militare: altezza minima?

ll Consiglio di Stato (sentenza 27.10.2020 n. 6566) si è pronunciato sull’applicabilità della disciplina relativa al requisito dell’altezza minima di 165 cm per l’assunzione di Vigili del fuoco a seguito di concorso straordinario del 2017 che ha attinto dalla graduatoria del concorso ordinario del 2008, nella quale figurava la persona interessata dalla decisione.
La candidata doveva e deve essere valutata, quanto alla verifica dei requisiti di idoneità, con riferimento ai parametri nel frattempo sopravvenuti e, in particolare, con quelli dettati dalla nuova disciplina della L. n. 2/2015 che non prevede più il requisito dell’altezza per il reclutamento del personale delle Forze Armate.
Secondo il Consiglio di Stato è alla data del bando 2017 che va riferito il possesso dei requisiti di idoneità richiesti e che si verifica quella “cristallizzazione” degli stessi, ai fini della così disposta assunzione straordinaria.
Ne consegue che la candidata (alta 156 cm) risultava senz’altro in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente al momento dell’indizione della procedura straordinaria di assunzione, tra i quali appunto non rientra più l’altezza minima.
Buoni pasto: è possibile ottenerne il controvalore in caso di rinuncia alla pausa pranzo? 150 150 Graziella Pascotto

Buoni pasto: è possibile ottenerne il controvalore in caso di rinuncia alla pausa pranzo?

Il caso riguarda un cancelliere, dipendente del ministero della Giustizia, che ha prestato servizio per alcuni anni rinunciando alla pausa pranzo, con il consenso dell’Amministrazione di appartenenza. In questo periodo non ha percepito i buoni pasto, pertanto si è rivolto al Tribunale per ottenerne il valore in denaro e il conseguente risarcimento del danno. Il Tribunale ha respinto la domanda e la Corte d’Appello ha confermato la decisione di primo grado in quanto l’art. 4 del CCNL prevede che per usufruire dei buoni pasto è necessario godere della pausa pranzo.
La Corte di Cassazione (ord. 22985 21.10.2020) ha successivamente chiarito che nel momento in cui il lavoratore rinuncia alla pausa pranzo, non può pretendere il controvalore dei buoni pasto. Gli stessi hanno natura assistenziale e non retributiva, per cui se il dipendente sceglie di non fruire della pausa, che costituisce il presupposto per la concessione dei buoni, non può poi pretendere dal datore il controvalore in denaro.
Guida con il telefonino: multa valida fino a querela di falso 150 150 Graziella Pascotto

Guida con il telefonino: multa valida fino a querela di falso

L’ordinanza ingiunzione con la quale gli Agenti contestano al conducente la guida col cellulare non può essere contestata con la mera opposizione davanti al giudice di pace.
È necessario, infatti, procedere con la querela di falso: una procedura che ha lo scopo di eliminare il valore di pubblica fede alle attestazioni del pubblico ufficiale.
Non bastano le dichiarazioni rese da testimoni, ma neppure l’acquisizione dei tabulati telefonici (anche perché il conducente può usare il cellulare durante la guida senza dover per forza telefonare, ad es. chat e controllo dei social network).
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione 23.10.2020 n. 23331.
La Corte peraltro conferma il divieto di utilizzare il telefonino non solo durante le fasi in cui il veicolo è in movimento, ma anche durante l’interruzione di marcia (nel caso esaminato per il rosso al semaforo).
Attenzione dunque perché il divieto sussiste al semaforo, allo stop, a un pedaggio, a un passaggio a livello, in fila nel traffico, anche per un incidente.
Locazione non abitativa e Covid: si conferma il no allo sfratto per morosità 150 150 Graziella Pascotto

Locazione non abitativa e Covid: si conferma il no allo sfratto per morosità

Interessante ordinanza del Tribunale di Venezia 2.10.2020 che non ha convalidato lo sfratto per morosità relativamente a canoni per rent to buy da dicembre 2019 a maggio 2020.
In quel periodo la città lagunare veniva colpita dal fenomeno dell’acqua alta che impattava anche economicamente sull’attività turistica svolta dal conduttore; subito dopo le misure emergenziali dettate dal Governo a causa del Covid-19 comportavano la drastica riduzione dei turisti e l’impossibilità di pagare il canone.
Nonostante ciò, il locatore gli intimava lo sfratto a maggio 2020.
Il Tribunale ha ritenuto che in particolare nei mesi del lockdown, il conduttore non ha potuto utilizzare, se non in modo molto limitato, i locali oggetto di locazione.
Il conduttore dunque, ai sensi dell’art. 1464 cc., ha diritto di chiedere la riduzione del canone o il recesso dal contratto.
Il Giudice ha inoltre segnalato la condotta del locatore che ha notificato lo sfratto “in piena emergenza COVID”, poco rispettosa dei principi solidaristici ex art. 2 Cost.
Nuovo Dpcm 24.10.2020 150 150 Graziella Pascotto

Nuovo Dpcm 24.10.2020

In vigore da oggi fino al 24 novembre.
Nel documento in vigore scompare il riferimento ai movimenti fuori dal Comune di residenza/domicilio, consentendo di fatto lo spostamento tra Regioni, punto sul quale c’erano stati forti dubbi del Comitato tecnico scientifico.
Nel Dpcm si legge infatti che, in merito ai trasporti, è “fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.