News

Separazione personale e addebito: il ruolo degli screenshot 150 150 Graziella Pascotto

Separazione personale e addebito: il ruolo degli screenshot

Il caso riguarda una coppia in fase di rottura a causa della relazione extraconiugale portata avanti dal marito e ostentata sul proprio profilo Facebook.
La moglie, che proprio su Facebook aveva invitato il marito a mantenere la propria famiglia invece di pensare a farsi le vacanze con l’amante (testimone una foto ritraente dei biglietti aerei), ha salvato le risposte in cui il marito ammetteva la relazione e il viaggio stesso, adducendo come prova come li avesse «campati tutti» fino a quel momento.
Esaminati gli screenshot, il Tribunale di Rimini (sentenza n. 82 del 1.2.2021) ha dato ragione alla moglie sottolineando come una simile lesione della dignità sia sufficiente per l’addebito della separazione.
Divorzio: l’ex moglie con poca voglia di cercare lavoro deve dire addio all’assegno divorzile 150 150 Graziella Pascotto

Divorzio: l’ex moglie con poca voglia di cercare lavoro deve dire addio all’assegno divorzile

A seguito della separazione intervenuta tra coniugi, è legittima la revoca dell’assegno divorzile accordato alla moglie, qualora quest’ultima rinunci senza giustificato motivo a cercare una occupazione lavorativa pur in assenza di patologie e/o di condizioni di salute ostative allo svolgimento di attività lavorative, tenuta in giusta considerazione l’età del coniuge e anche la condizione economica.

Nel caso deciso dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 2653 del 4.2.2021), la donna di quarantasei anni di età aveva già svolto nel recente passato lavori come addetta alle pulizie sia pure occasionalmente, mentre l’assegno divorzile revocato ammontava a complessivi duecento euro al mese.

https://www.studiocataldi.it/articoli/41054-addio-all-assegno-di-divorzio-per-l-ex-che-ha-poca-voglia-di-cercare-lavoro.asp

Patrocinio a spese dello Stato: adeguato il limite di reddito 150 150 Graziella Pascotto

Patrocinio a spese dello Stato: adeguato il limite di reddito

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 30 gennaio 2021, n. 24 il decreto 23 luglio 2020 del Ministero della Giustizia concernente l’adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.
L’imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito risultante dall’ultima dichiarazione non dovrà essere superiore a € 11.746,68.
Il gratuito patrocinio è istituto che garantisce ai non abbienti l’assistenza legale gratuita, con costi interamente a carico dello Stato, sia per quanto riguarda i compensi degli avvocati che per le spese di giustizia, nei nei processi civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.
Autovelox: taratura solo da soggetti accreditati 150 150 Graziella Pascotto

Autovelox: taratura solo da soggetti accreditati

La Corte di Cassazione con la sentenza del 26.1.2021 n. 1608 torna sulla questione inerente l’obbligo di taratura periodica delle apparecchiature utilizzate per la rilevazione della velocità dei veicoli.
Per la validità della sanzione non è sufficiente la produzione, da parte dell’Amministrazione, del certificato che dimostra il corretto funzionamento dell’apparecchiatura stante la verifica di funzionalità e taratura effettuata nei tempi previsti.
Tale verifica periodica, infatti, deve essere effettuata presso un centro accreditato ACCREDIA oppure anche presso lo stesso costruttore, se abilitato alla certificazione di qualità aziendale secondo le norme ISO 9001/2000 o, come chiarito dal D.M. 13 giugno 2017, da soggetti che operano in conformità ai requisiti della norma UNI CEI EN ISOIEC 17025:2005 (e future revisioni).
La multa pertanto si può contestare non solo se l’autovelox non è tarato ma anche se non è chiaro chi abbia effettuato la taratura.
La Corte di Cassazione introduce la c.d. adozione mite 150 150 Graziella Pascotto

La Corte di Cassazione introduce la c.d. adozione mite

La Corte di Cassazione (ord. 1476 del 25.1.2021) introduce nel nostro ordinamento la c.d. “adozione mite”.
Il giudice chiamato a decidere sullo stato di abbandono del minore, e quindi sulla dichiarazione di adottabilità, deve accertare la sussistenza dell’interesse del minore a conservare il legame con i suoi genitori biologici, pur se deficitari nelle loro capacità genitoriali, perché l’adozione legittimante costituisce una “extrema ratio” cui può pervenirsi quando non si ravvisi tale interesse.
In Italia infatti coesistono l’adozione legittimante (fondata sulla radicale recisione dei rapporti con i genitori biologici), e adozioni che consentono la conservazione del rapporto. Il modello di adozione in casi particolari, ai sensi dell’art. 44, lett d) della legge n. 184/1983, può, nei singoli casi concreti e previo compimento delle opportune indagini istruttorie, costituire un idoneo strumento giuridico per il ricorso alla cd. “adozione mite”, al fine di non recidere del tutto, nell’accertato interesse del minore, il rapporto tra quest’ultimo e la famiglia di origine.
Sanzioni amministrative al farmacista che dà ai clienti farmaci senza ricetta fuori dai casi di deroga 150 150 Graziella Pascotto

Sanzioni amministrative al farmacista che dà ai clienti farmaci senza ricetta fuori dai casi di deroga

E’ il caso di una farmacista sanzionata dalla Regione per aver consegnato farmaci senza la necessaria e preventiva ricetta.
Il tribunale accoglieva l’opposizione della dottoressa ritenendo si trattasse di mero anticipo dei farmaci in attesa di ricevere la prescrizione medica dal paziente. La Corte d’Appello al contrario accoglieva l’impugnazione della Regione.
La farmacista promuoveva quindi il Ricorso per Cassazione.
La Suprema Corte, tuttavia, con la sentenza n. 1420 del 22.1.2021, lo dichiarava inammissibile sancendo come la farmacista non avesse dimostrato che la consegna anticipata dei farmaci fosse avvenuta nel rispetto delle condizioni previste dal DM 31.3.2008.
I farmacisti hanno infatti l’obbligo di vendere i medicinali assoggettati a prescrizione medica solo a seguito di presentazione di regolare ricetta. La consegna di medicinali in assenza della prevista ricetta è lecita solo qualora ricorra un caso di estrema necessità ed urgenza e si verifichi una delle condizioni previste dal D.Min. Salute 31.3.2008 (patologia cronica, necessità di non interrompere il trattamento terapeutico, prosecuzione della terapia a seguito di dimissioni ospedaliere).

https://www.studiocataldi.it/articoli/40954-sanzionata-farmacista-che-anticipa-medicine-senza-ricetta.asp

Conformità catastale e urbanistica: differenze e problematiche 150 150 Graziella Pascotto

Conformità catastale e urbanistica: differenze e problematiche

La planimetria comunale riproduce la situazione denunciata alle autorità del Comune ove è ubicato l’immobile, ed è conservata negli archivi municipali insieme alla documentazione che riguarda l’intero progetto. Se l’edificio viene modificato è opportuno aggiornare anche la planimetria con l’ausilio di un tecnico qualificato che aprirà l’apposita pratica edilizia.
La planimetria catastale è invece la mappa di un edificio depositata presso la sede locale dell’Agenzia del Territorio e deve corrispondere perfettamente allo stato di fatto dell’immobile pena la nullità dell’atto di compravendita e il rifiuto della concessione del mutuo da parte delle banche.
Per non avere problemi, la mappa catastale deve essere esattamente conforme alla planimetria depositata in Comune insieme al progetto.
In caso di modifiche apportate alla struttura dell’immobile vanno aggiornate entrambe le planimetrie.
Laddove venissero ravvisate difformità e/o irregolarità riguardanti la mappa catastale (mentre appaia corretta quella depositata in Comune) sarà sufficiente l’aggiornamento dei dati errati e l’aggiornamento della planimetria. Se, al contrario, ad essere errata è la mappa depositata in Comune, sarà necessario procedere, se possibile (potrebbe trattarsi di abuso edilizio insanabile) con una sanatoria.
Dpcm 14.1.2021: le nuove faq 150 150 Graziella Pascotto

Dpcm 14.1.2021: le nuove faq

Molti i chiarimenti sull’ultimo Decreto che troverete nelle faq.
Mi soffermo sulle seconde case e sugli spostamenti dei genitori separati o divorziati.
Il titolo per recarsi nella seconda casa deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14.1.21. Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione. Inoltre la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
I genitori separati o divorziati potranno spostarsi per andare a trovare i figli minori anche in un’altra Regione o all’estero. Ma gli spostamenti dovranno avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie. Possibile ma fortemente sconsigliato spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andare a riprenderli all’inizio o al termine della giornata di lavoro.
Locazioni commerciali: i canoni non percepiti costituiscono reddito tassabile? 150 150 Graziella Pascotto

Locazioni commerciali: i canoni non percepiti costituiscono reddito tassabile?

L’ordinanza n. 27444 del 1.12.2020 conferma il consolidato orientamento giurisprudenziale ribadendo il principio in base al quale, ai sensi dell’articolo 109, comma 2, lettera b), Tuir, in tema di redditi di impresa, i ricavi derivanti dai canoni di locazione devono considerarsi percepiti e costituiscono reddito tassabile, alla data di maturazione dei medesimi e fino alla risoluzione del contratto o fino alla convalida di sfratto per morosità.
Nel caso esaminato dalla Corte lo stesso contribuente aveva provato di aver proceduto con la convalida dello sfratto per morosità cosicché solo dopo il rilascio del bene si poteva ritenere l’intassabilità del reddito parametrato al canone locativo.
Insulti frequenti al coniuge integrano il reato di maltrattamenti in famiglia 150 150 Graziella Pascotto

Insulti frequenti al coniuge integrano il reato di maltrattamenti in famiglia

La Corte di Cassazione (sentenza n. 34351 del 8.12.20) ha deciso il caso di un uomo che abitualmente apostrofava la moglie con espressioni come “brutta”, “scrofa”, “sei grassa”, “dovrei cambiare le porte perché non ci passi più”. Secondo la Cassazione, insulti, parolacce ed espressioni volgari sono forme di maltrattamento a tutti gli effetti.
Pertanto chi insulta il coniuge commette il reato di cui all’art. 572 c.p. di maltrattamenti in famiglia, che può estendersi ai familiari e a tutti i conviventi.
Per integrare il reato non serve che gli insulti e le parolacce siano ripetuti per un lungo periodo: bastano anche pochi episodi a ledere l’integrità morale della vittima e ad arrecargli una sofferenza.