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Possibile la doppia esenzione imu per i coniugi? 150 150 Graziella Pascotto

Possibile la doppia esenzione imu per i coniugi?

Dopo svariate pronunce della Corte di Cassazione che avevano di fatto negato il diritto all’esenzione IMU su tutti gli immobili in assenza dei requisiti della dimora abituale e della residenza anagrafica estesi al nucleo familiare, si è verificata un’inversione di rotta.
La Suprema Corte (ordinanza depositata il 3.11.2022) ha stabilito il diritto all’esenzione per ciascuna abitazione principale di persone sposate o parti di un’unione civile, nel rispetto dei requisiti della dimora abituale e della residenza anagrafica del possessore dell’immobile e non anche del suo nucleo familiare.
Decisivo il recepimento della sentenza della Corte Costituzionale n. 209 del 13.10.2022 che ha dichiarato illegittima la norma che vincolava l’accesso all’esenzione IMU per i coniugi (art. 13 comma 2 D.L. n. 201/2011), laddove finiva per penalizzare il concetto di nucleo familiare, in aperto contrasto con gli artt. 3, 31 e 53 della Costituzione.
L’esenzione IMU deve quindi essere riconosciuta alle persone sposate o in unione civile che vivono in immobili diversi, dove hanno dimora abituale e residenza anagrafica, e per ciascuno dei rispettivi immobili, sia se ubicati nello stesso Comune, sia se in Comuni diversi.
Possibile la doppia esenzione IMU per i coniugi residenti in Comuni diversi - FISCOeTASSE.com
Fondo per genitori separati e divorziati per la continuità del mantenimento 150 150 Graziella Pascotto

Fondo per genitori separati e divorziati per la continuità del mantenimento

Il 26.10.2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM dello scorso 23.8.2022 denominato ”Definizione dei criteri e delle modalità per la verifica dei presupposti e per l’erogazione dei contributi a valere sul fondo per genitori lavoratori separati o divorziati per garantire la continuità di erogazione dell’assegno di mantenimento”.
Si tratta del c.d. bonus genitori separati che può arrivare sino a € 800.
Per accedere al bonus è necessario avere un reddito inferiore o uguale a € 8.174 nell’anno in cui si chiede il sostegno. Inoltre, il richiedente deve dimostrare di aver subito una riduzione o una sospensione dell’attività lavorativa a partire dal 8.3.2020 di almeno 90 giorni o, in alternativa, un calo del reddito di almeno il 30% tra il 2019 e il 2020.
Tale bonus sarà erogato esclusivamente ai genitori che tra 8.3.2020 e il 31.3.2022 non hanno ricevuto l’assegno di mantenimento oppure lo hanno ricevuto solo parzialmente.
Il contributo avrà una durata di un anno e sarà erogato anche ai genitori separati aventi figli maggiorenni ma con handicap grave.
Per accedere al contributo, il beneficiario dovrà presentare un’istanza mediante avviso pubblico del Dipartimento per le politiche della famiglia, sul sito istituzionale www.famiglia.gov.it.
Contributi per genitori separati e divorziati: pubblicato il DPCM
Ostentare i tradimenti equivale a maltrattamento 150 150 Graziella Pascotto

Ostentare i tradimenti equivale a maltrattamento

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 41568 depositata il 3.11.2022) ostentare con la propria compagna il fatto di averla tradita integra il reato di maltrattamenti ex art. 572 c.p. Non conta che il rapporto sia conflittuale.
E’ il caso di un uomo che subiva la condanna in primo e secondo grado per reato di maltrattamenti ai danni della convivente.
Egli dunque ricorreva in Cassazione sostenendo l’assenza di dolo e della continuità delle condotte contestate. Riteneva anche fosse errato pretendere il rispetto dell’obbligo di fedeltà in una relazione conflittuale.
L’umiliazione tuttavia costituisce maltrattamento.
La Cassazione dichiarava inammissibile il ricorso. Le prove dei maltrattamenti subiti dalla compagna erano evidenti: l’ostentazione delle relazioni avute con altre donne, infatti, rappresenta una condotta violenta e ingiuriosa configurabile come maltrattamento.
Reato di maltrattamenti ostentare i tradimenti alla compagna
Rifiuto dell’alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia 150 150 Graziella Pascotto

Rifiuto dell’alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia

L’obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia non ricorre quando il conducente abbia rifiutato di sottoporsi all’accertamento etilometrico, essendo il reato perfezionato nel momento stesso dell’espressione della volontà di sottrarsi all’atto assistito dalla garanzia di farsi assistere dal legale. È quanto emerge dalla sentenza 18 ottobre 2022, n. 39134 della Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione.

Rifiuto dell'alcoltest: nessun obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia

https://www.altalex.com/documents/news/2022/11/03/rifiuto-alcoltest-nessun-obbligo-dare-avviso-facolta-farsi-assistere-difensore-fiducia

Diffamazione su Facebook e furto d’identità 150 150 Graziella Pascotto

Diffamazione su Facebook e furto d’identità

In ipotesi di pubblicazione di messaggi lesivi della reputazione attraverso post pubblicati sul proprio profilo Facebook, la diffamazione è attribuibile al titolare del profilo, in assenza di denuncia di furto di identità.
Così ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n. 40309 del 22.6.2022).
E’ il caso di un soggetto condannato per diffamazione ex art. 595 c.p commesso in seguito alla pubblicazione di frasi offensive sul suo profilo Facebook nei confronti di un comandante della Polizia Municipale. Egli si difendeva negando di essere l’autore dei post pubblicati sul suo profilo social e lamentava il mancato accertamento sull’indirizzo ip (internet protocol) che avrebbe consentito di fare chiarezza ed escludere che terze persone potessero aver scritto il messaggio diffamante utilizzando abusivamente il profilo dell’imputato.
Per la Suprema Corte però, di assoluta rilevanza è il fatto che il ricorrente non aveva segnalato alla polizia l’utilizzo abusivo del suo personale spazio virtuale, un valido elemento indiziario della sua colpevolezza.
Diffamazione su Facebook se non si prova il furto d'identità
Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza 150 150 Graziella Pascotto

Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza

La Corte di Cassazione (sentenza n. 38009 del 17.10.2022) ha confermato che in caso di incidente in stato di ebbrezza la pena del carcere non può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità.
Nel caso concreto, il Tribunale di Pesaro aveva sostituito la pena applicata con il lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 186 comma 9 bis c.d.s. nonostante ricorresse l’aggravante di aver provocato un incidente stradale, sulla base del bilanciamento dell’aggravante con una circostanza attenuante.
La Suprema Corte, su ricorso del Procuratore Generale, ha sancito che l’art. 186 comma 9-bis c.d.s. esclude testualmente la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità in presenza dell’aggravante di cui all’art. 186 comma 2-bis c.d.s. e che la sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale esclude la predetta sostituzione in quanto la preclusione opera anche qualora l’ aggravante sia stata ritenuta equivalente o, come nel caso in esame, subvalente in sede di giudizio di bilanciamento con l’attenuante.
Incidente in stato di ebbrezza: escluso il lavoro di pubblica utilità
Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale? 150 150 Graziella Pascotto

Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 29435 del 10.10.2022) ha affermato che i virus contratti sul luogo di lavoro sono da considerare malattie professionali coperte dall’INAIL anche quando non viene dimostrato l’evento infettante.
ll caso ha riguardato un infermiere professionale presso una RSA che aveva contratto l’epatite sul luogo di lavoro. Il suo ricorso per ottenere il riconoscimento della copertura INAIL e il relativo indennizzo veniva respinto nel merito perché non aveva dimostrato la causa di lavoro e la speciale nocività dell’ambiente (non ricordava di essersi mai punto con una siringa, ne di aver avuto contatti con sangue infetto).
Per la Cassazione, al contrario, il riconoscimento della malattia professionale richiede una relazione con lo svolgimento dell’attività lavorativa, che prescinde sia dal fatto che i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo che dalla presenza di una specifica causa violenta alla base dell’infezione.
Secondo la Corte la dimostrazione della connessione con l’attività lavorativa può essere fornita in giudizio dal dipendente anche mediante presunzioni semplici.
Ricordo che già la circolare Inail n. 22/2020 qualificava come infortunio sul lavoro l’infezione da Sars-Cov-2 contratta per motivi di servizio. Per dimostrare l’origine professionale della malattia basta la presunzione semplice, fino a prova contraria che Inail deve fornire.
Cassazione: anche il Covid può essere malattia professionale
Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato? 150 150 Graziella Pascotto

Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato?

Molti utilizzano l’escamotage di dichiarare alla polizia, in caso di multa, che alla guida dell’auto c’era un parente anziano pur di non perdere i punti dalla patente e farli invece decurtare a chi l’auto non l’utilizza più o, comunque, ha ancora tutti i punti. Ma questo comportamento finisce per essere un reato, quello di falso ideologico in atto pubblico ex art. 483 c.p. che è punito con la reclusione fino a due anni. In questa recente sentenza (Cassazione Penale n. 37861 pubblicata il 6.10.2022) la condanna ha riguardato un papà perché dichiarava a verbale, al pubblico ufficiale, di trovarsi lui alla guida del ciclomotore che ha violato il Codice della Strada. Dunque attenzione a non sottovalutare le circostanze: potrebbe esserci un vigile, nelle vicinanze al momento dell’infrazione, tanto scrupoloso da annotare nel verbale il sesso del conducente; una fotografia nitida scattata dall’autovelox oppure come nel caso in questione un testimone ritenuto attendibile.

Reato per il padre che dichiara di aver violato il Codice della Strada al posto del figlio

https://www.studiocataldi.it/articoli/45018-reato-per-il-padre-che-dichiara-di-aver-violato-il-codice-della-strada-al-posto-del-figlio.asp

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori? 150 150 Graziella Pascotto

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 28676 depositata il 4.10.2022) avalla la decisione del Tribunale di Pordenone (confermata anche in appello) di affidare due fratelli a un centro di accoglienza diurno per poi dividerli tra i genitori per il tempo restante. Secondo i giudici, questo è il modo migliore per preservare il rapporto di fratellanza in un ambiente sereno e favorevole a una crescita armoniosa; il tutto favorendo la lontananza dal clima di tensioni e strumentalizzazioni alimentato dai genitori.

Affido figli: i fratellini si possono dividere tra mamma e papà

https://www.studiocataldi.it/articoli/45010-affido-figli-i-fratellini-si-possono-dividere-tra-mamma-e-papa.asp

Ordinanza del Ministero della Salute 29.9.2022 sull’utilizzo delle mascherine 150 150 Graziella Pascotto

Ordinanza del Ministero della Salute 29.9.2022 sull’utilizzo delle mascherine

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato ieri l’ordinanza che proroga fino al 31.10.2022 l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti. Scade invece oggi 30.9.2022 l’obbligo di indossare le mascherine su bus, treno, metro.
Nel link l’ordinanza 29.9.2022.
Coronavirus, ordinanza del ministro Speranza: le mascherine restano obbligatorie, discoteche ancora chiuse