Studio Legale Pascotto

Avvocato Civilista
La c.d. truffa dello specchietto: aggravata se la vittima è un anziano 150 150 Graziella Pascotto

La c.d. truffa dello specchietto: aggravata se la vittima è un anziano

La Cassazione (sentenza 2.4.2021 n. 12801) pronunciandosi su un ricorso proposto contro il provvedimento applicativo della misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di un uomo, indagato per il reato di truffa aggravata dalla “minorata difesa” in quanto commessa ai danni di un ultraottantenne, facendogli credere di aver prodotto un danno alla sua autovettura, così inducendolo a pagare somme di denaro a titolo di risarcimento, ha ribadito il principio secondo cui ai fini della configurabilità della circostanza aggravante della minorata difesa, l’età avanzata della vittima è rilevante. Al giudice viene, in altre parole, imposto di verificare, quando il reato sia commesso in danno di persona anziana, se la condotta criminosa posta in essere sia stata agevolata dalla scarsa lucidità o incapacità di orientarsi da parte della vittima nella comprensione degli eventi secondo criteri di normalità.

Roccasecca, truffa dello specchietto. Finge incidente e chiede 50 euro

https://www.studiocataldi.it/articoli/41610-truffa-dello-specchietto-aggravata-se-in-danno-di-un-anziano.asp

Ergastolo ostativo incompatibile con la funzione rieducativa della pena 150 150 Graziella Pascotto

Ergastolo ostativo incompatibile con la funzione rieducativa della pena

Ieri 15.4.2021 l’Ufficio stampa della Corte Costituzionale ha diramato un comunicato nel quale si precisa che la Corte ha rilevato come la vigente disciplina del cosiddetto ergastolo
ostativo preclude in modo assoluto, a chi non abbia utilmente collaborato con la giustizia, la possibilità di accedere al procedimento per chiedere la liberazione condizionale, anche quando il suo ravvedimento risulti sicuro.
Ha quindi osservato che tale disciplina ostativa, facendo della collaborazione l’unico modo per il condannato di recuperare la libertà, è in contrasto con gli artt. 3 e 27 della Costituzione e con l’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Tuttavia, l’accoglimento immediato delle questioni rischierebbe di inserirsi in modo inadeguato nell’attuale sistema di contrasto alla criminalità organizzata.
La Corte ha perciò stabilito di rinviare la trattazione delle questioni a maggio 2022, per consentire al legislatore gli interventi che tengano conto sia della peculiare natura dei reati connessi alla criminalità organizzata di stampo mafioso, e delle relative regole penitenziarie, sia della necessità di preservare il valore della collaborazione con la giustizia in questi casi.
Consiglio di Stato: Facebook non è gratuito 150 150 Graziella Pascotto

Consiglio di Stato: Facebook non è gratuito

ll Consiglio di Stato nella sentenza n. 2631 del 31.3.2021 ha respinto il ricorso di Facebook Ireland Limited e confermato la sentenza del T.A.R. Lazio di condanna del social network per aver posto in essere delle pratiche commerciali scorrette.
Facebook dopo la sanzione dell’Antitrust aveva eliminato la frase “Iscriviti. È gratis e lo sarà per sempre“, senza tuttavia indicare in maniera chiara l’uso commerciale dei dati.
La decisione evidenzia che le informazioni rese all’utente al primo contatto con il social non contengono gli elementi essenziali per comprendere le condizioni e i limiti delle conseguenze che, a fronte della gratuità dei servizi offerti, deriveranno dalla profilazione in termini di indefinibilità dei soggetti che utilizzeranno i dati personali messi a disposizione e del tipo di utilizzo commerciale connesso.
Facebook si è difeso sostenendo che i dati personali, essendo diritti fondamentali della persona, sarebbero un bene al di sopra del commercio non riducibili a un mero interesse economico, e quindi sarebbe loro inapplicabile la disciplina Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette.
Il Consiglio ha invece respinto tale posizione poiché di fatto i dati personali degli utenti vengono raccolti e trattati a scopi commerciali e di profitto.
Locazioni: validità del contratto verbale 150 150 Graziella Pascotto

Locazioni: validità del contratto verbale

La stipula del contratto di locazione in forma verbale e la connessa mancata registrazione sono da ritenersi causa di nullità del contratto. L’irregolarità può essere azionata solo dal conduttore e non anche dal locatore né rilevabile d’ufficio dal giudice.
Lo precisa la Cassazione con la sentenza n. 9475 del 9.4.2021.
FiscoOggi.it - Il contratto di locazione nullo torna in vita con la  registrazione
Covid: vaccino in azienda, ecco il protocollo 150 150 Graziella Pascotto

Covid: vaccino in azienda, ecco il protocollo

Il protocollo del 6.4.2021:
ripartisce i costi della vaccinazione, a carico dell’azienda per quanto riguarda il piano vaccinale e la somministrazione, a carico del Servizio Sanitario Regionale competente invece per quanto riguarda la fornitura dei vaccini e dei dispositivi necessari come siringhe e aghi;
specifica come deve avvenire la vaccinazione procedendo prima alla raccolta delle adesioni da parte dei lavoratori per selezionare quelli che sono interessati a ricevere il vaccino, e la scelta deve essere del tutto volontaria.
L’azienda deve garantire riservatezza evitando qualsiasi forma di discriminazione nel caso in cui il lavoratore non voglia o non possa essere vaccinato.
I medici competenti devono fornire ai lavoratori le informazioni sui rischi o sui vantaggi collegati alla vaccinazione.
La somministrazione del vaccino è riservata agli operatori sanitari che rispettano le norme vigenti.
Il medico competente assicurerà la registrazione delle vaccinazioni.
Il datore di lavoro può scegliere di utilizzare strutture private recependo specifiche convenzioni.
Il tempo impiegato per la vaccinazione, eseguita in orario di lavoro, è equiparato all’effettivo orario di lavoro.
Guida in stato di ebbrezza e particolare tenuità del fatto 150 150 Graziella Pascotto

Guida in stato di ebbrezza e particolare tenuità del fatto

Anche per il reato di guida in stato di ebbrezza può ritenersi sussistente la causa di non punibilità della particolare tenuità del fatto, dovendo il giudice, per decidere sul punto, valutare in primo luogo il tasso alcolemico riscontrato e la gravità delle conseguenze derivanti dalla conduzione del veicolo in condizioni di ubriachezza. Non devono poi ricorrere condizioni ostative alla concessione del beneficio ed in particolare, proprio con riferimento al reato di guida in stato di ebbrezza, l’abitualità della condotta (sentenze 29.3.2021 n. 11655 e 11699).
Nella prima sentenza la Cassazione ha valorizzato, ai fini del riconoscimento della particolare tenuità del fatto, la circostanza che si fosse in presenza di un precedente di modesta entità e risalente nel tempo nonché l’assenza di danni alle persone conseguenti alla condotta di guida dell’imputato, la prossimità del tasso alcolemico alla soglia minima, la non abitualità della condotta.
Nella seconda decisione al contrario si è ritenuta corretta la scelta del giudice di merito di non ritenere applicabile l’art. 131 bis c.p. per la presenza di tre ragioni nell’insieme ostative al riconoscimento della particolare tenuità del fatto: l’elevato tasso alcoolico; le modalità della condotta, di notte, con fuoriuscita del mezzo dalla sede stradale; l’entità del pericolo provocato agli utenti della strada.
Debiti con il fisco: sottrazione fraudolenta per chi svende la casa 150 150 Graziella Pascotto

Debiti con il fisco: sottrazione fraudolenta per chi svende la casa

E’ il caso di un soggetto condannato dalla Corte d’appello di Trieste per il reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, poiché al fine di sottrarsi al pagamento di imposte e relative sanzioni amministrative per oltre € 50.000,00, ha alienato simulatamente o comunque in modo fraudolento, un immobile alla sua convivente, per un prezzo notevolmente inferiore sia a quello corrisposto per l’acquisito sia a quello di successiva rivendita.
La Corte di Cassazione (sentenza n. 10763 del 19.3.2021) nel ritenere inammissibile il ricorso del soggetto, ha affermato che deve ritenersi sufficiente, quale presupposto del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, l’esistenza, al momento della condotta illecita, di un debito verso l’amministrazione finanziaria, sebbene non ancora precisamente determinato, ed eventualmente nemmeno oggetto di procedure di accertamento, purché per un ammontare complessivo stimabile in una somma superiore a € 50.000,00. Quanto alla necessaria consapevolezza dell’esistenza del debito nei confronti dell’Erario, la persona in questione, due mesi prima della vendita, era stata convocata dall’Agenzia delle Entrate ed era stato redatto un verbale in contraddittorio.
Condominio rumoroso: gravi difetti costruttivi e azione dell’amministratore 150 150 Graziella Pascotto

Condominio rumoroso: gravi difetti costruttivi e azione dell’amministratore

Del caso si era occupato il Tribunale di Pordenone che aveva accolto la domanda del condominio, condannando l’impresa costruttrice dell’edificio condominiale al risarcimento dei danni per la cattiva insonorizzazione del fabbricato. La sentenza veniva confermata in appello, e l’impresa ricorreva in Cassazione sostenendo il difetto di legittimazione attiva dell’amministratore e l’inapplicabilità della normativa sull’inquinamento acustico.
La Suprema Corte, con ordinanza n. 7875 del 19.3.2021, ha statuito che l’inadeguata insonorizzazione delle parti comuni che si rifletta negativamente sulle singole unità immobiliari costituisce un grave difetto dell’edificio ex art. 1669 c.c., e l’amministratore ha il potere di agire in giudizio a tutela degli interessi della collettività condominiale.
In altre parole la mancanza di potere fono-isolante di pareti divisorie, solai e facciata consente sia all’amministratore sia ai singoli condomini di pretendere il risarcimento del danno nei confronti dell’impresa costruttrice.
A tale scopo il giudice può utilizzare come punto di riferimento la normativa in materia di inquinamento acustico, sebbene la stessa non trovi applicazione diretta ai rapporti tra privati: criterio fattuale di riferimento per determinare lo stato dell’arte esigibile all’epoca di realizzazione del fabbricato al fine di verificare la sussistenza dei gravi difetti di insonorizzazione agli effetti dell’art. 1669 c.c.
Pasqua: visite ai figli da parte dei genitori separati o divorziati 150 150 Graziella Pascotto

Pasqua: visite ai figli da parte dei genitori separati o divorziati

Passeremo la Pasqua in zona rossa.
Il Governo attraverso le faq relative agli spostamenti informa che i genitori separati o divorziati potranno andare a trovare i figli minorenni collocati presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure spostarsi per condurli presso di sé, anche tra Regioni e tra aree differenti.
Andrà scelto il tragitto più breve e rispettate tutte le prescrizioni di tipo sanitario oltre che le disposizioni impartite dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in mancanza, secondo quanto concordato tra i genitori.
Quanto agli spostamenti per accompagnare i propri figli dai nonni e andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro, il Governo è chiaro: è possibile ma fortemente sconsigliato. In altre parole ciò è possibile solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore.
ll datore di lavoro può collocare in ferie il lavoratore che rifiuta il vaccino anti COVID-19? 150 150 Graziella Pascotto

ll datore di lavoro può collocare in ferie il lavoratore che rifiuta il vaccino anti COVID-19?

ll Tribunale di Belluno (ordinanza 19.3.2021 n. 24) ha rigettato il ricorso di alcuni infermieri e operatori sanitari di una casa di riposto posti in ferie forzate dalla direzione della r.s.a. a seguito del rifiuto di sottoporsi alla somministrazione del vaccino Pfizer.
La decisione conferma l’obbligo del datore di lavoro di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e quindi la legittimità della scelta di imporre le ferie retribuite al personale sanitario che aveva rifiutato il vaccino anti Covid.
Il Giudice, dopo aver rilevato che è incontestato che i lavoratori “sono impiegati in mansioni a contatto con persone che accedono al loro luogo di lavoro” e che il dipendente “ha anche diritto ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce”, ha ritenuto legittima la decisione del datore di lavoro di imporre le ferie retribuite agli operatori sanitari non vaccinati, ponendo l’esigenza di garantire la sicurezza nel luogo di lavoro davanti all’interesse dei dipendenti di usufruire di un diverso periodo di ferie.
Vaccini anti Covid-19. Le Faq del ministero della Salute - Startmag