Studio Legale Pascotto

Avvocato Civilista
Diffamazione su Facebook e furto d’identità 150 150 Graziella Pascotto

Diffamazione su Facebook e furto d’identità

In ipotesi di pubblicazione di messaggi lesivi della reputazione attraverso post pubblicati sul proprio profilo Facebook, la diffamazione è attribuibile al titolare del profilo, in assenza di denuncia di furto di identità.
Così ha stabilito la Corte di Cassazione (sentenza n. 40309 del 22.6.2022).
E’ il caso di un soggetto condannato per diffamazione ex art. 595 c.p commesso in seguito alla pubblicazione di frasi offensive sul suo profilo Facebook nei confronti di un comandante della Polizia Municipale. Egli si difendeva negando di essere l’autore dei post pubblicati sul suo profilo social e lamentava il mancato accertamento sull’indirizzo ip (internet protocol) che avrebbe consentito di fare chiarezza ed escludere che terze persone potessero aver scritto il messaggio diffamante utilizzando abusivamente il profilo dell’imputato.
Per la Suprema Corte però, di assoluta rilevanza è il fatto che il ricorrente non aveva segnalato alla polizia l’utilizzo abusivo del suo personale spazio virtuale, un valido elemento indiziario della sua colpevolezza.
Diffamazione su Facebook se non si prova il furto d'identità
Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza 150 150 Graziella Pascotto

Lavori di pubblica utilità e incidente in stato d’ebbrezza

La Corte di Cassazione (sentenza n. 38009 del 17.10.2022) ha confermato che in caso di incidente in stato di ebbrezza la pena del carcere non può essere sostituita con il lavoro di pubblica utilità.
Nel caso concreto, il Tribunale di Pesaro aveva sostituito la pena applicata con il lavoro di pubblica utilità, ai sensi dell’art. 186 comma 9 bis c.d.s. nonostante ricorresse l’aggravante di aver provocato un incidente stradale, sulla base del bilanciamento dell’aggravante con una circostanza attenuante.
La Suprema Corte, su ricorso del Procuratore Generale, ha sancito che l’art. 186 comma 9-bis c.d.s. esclude testualmente la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con quella del lavoro di pubblica utilità in presenza dell’aggravante di cui all’art. 186 comma 2-bis c.d.s. e che la sussistenza dell’aggravante dell’aver provocato un incidente stradale esclude la predetta sostituzione in quanto la preclusione opera anche qualora l’ aggravante sia stata ritenuta equivalente o, come nel caso in esame, subvalente in sede di giudizio di bilanciamento con l’attenuante.
Incidente in stato di ebbrezza: escluso il lavoro di pubblica utilità
Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale? 150 150 Graziella Pascotto

Virus contratti nei luoghi di lavoro: malattia professionale?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 29435 del 10.10.2022) ha affermato che i virus contratti sul luogo di lavoro sono da considerare malattie professionali coperte dall’INAIL anche quando non viene dimostrato l’evento infettante.
ll caso ha riguardato un infermiere professionale presso una RSA che aveva contratto l’epatite sul luogo di lavoro. Il suo ricorso per ottenere il riconoscimento della copertura INAIL e il relativo indennizzo veniva respinto nel merito perché non aveva dimostrato la causa di lavoro e la speciale nocività dell’ambiente (non ricordava di essersi mai punto con una siringa, ne di aver avuto contatti con sangue infetto).
Per la Cassazione, al contrario, il riconoscimento della malattia professionale richiede una relazione con lo svolgimento dell’attività lavorativa, che prescinde sia dal fatto che i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo che dalla presenza di una specifica causa violenta alla base dell’infezione.
Secondo la Corte la dimostrazione della connessione con l’attività lavorativa può essere fornita in giudizio dal dipendente anche mediante presunzioni semplici.
Ricordo che già la circolare Inail n. 22/2020 qualificava come infortunio sul lavoro l’infezione da Sars-Cov-2 contratta per motivi di servizio. Per dimostrare l’origine professionale della malattia basta la presunzione semplice, fino a prova contraria che Inail deve fornire.
Cassazione: anche il Covid può essere malattia professionale
Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato? 150 150 Graziella Pascotto

Dichiarare che alla guida c’era una persona diversa è reato?

Molti utilizzano l’escamotage di dichiarare alla polizia, in caso di multa, che alla guida dell’auto c’era un parente anziano pur di non perdere i punti dalla patente e farli invece decurtare a chi l’auto non l’utilizza più o, comunque, ha ancora tutti i punti. Ma questo comportamento finisce per essere un reato, quello di falso ideologico in atto pubblico ex art. 483 c.p. che è punito con la reclusione fino a due anni. In questa recente sentenza (Cassazione Penale n. 37861 pubblicata il 6.10.2022) la condanna ha riguardato un papà perché dichiarava a verbale, al pubblico ufficiale, di trovarsi lui alla guida del ciclomotore che ha violato il Codice della Strada. Dunque attenzione a non sottovalutare le circostanze: potrebbe esserci un vigile, nelle vicinanze al momento dell’infrazione, tanto scrupoloso da annotare nel verbale il sesso del conducente; una fotografia nitida scattata dall’autovelox oppure come nel caso in questione un testimone ritenuto attendibile.

Reato per il padre che dichiara di aver violato il Codice della Strada al posto del figlio

https://www.studiocataldi.it/articoli/45018-reato-per-il-padre-che-dichiara-di-aver-violato-il-codice-della-strada-al-posto-del-figlio.asp

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori? 150 150 Graziella Pascotto

Separazione e affido di fratelli: si possono separare tra i genitori?

La Corte di Cassazione (ordinanza n. 28676 depositata il 4.10.2022) avalla la decisione del Tribunale di Pordenone (confermata anche in appello) di affidare due fratelli a un centro di accoglienza diurno per poi dividerli tra i genitori per il tempo restante. Secondo i giudici, questo è il modo migliore per preservare il rapporto di fratellanza in un ambiente sereno e favorevole a una crescita armoniosa; il tutto favorendo la lontananza dal clima di tensioni e strumentalizzazioni alimentato dai genitori.

Affido figli: i fratellini si possono dividere tra mamma e papà

https://www.studiocataldi.it/articoli/45010-affido-figli-i-fratellini-si-possono-dividere-tra-mamma-e-papa.asp

Ordinanza del Ministero della Salute 29.9.2022 sull’utilizzo delle mascherine 150 150 Graziella Pascotto

Ordinanza del Ministero della Salute 29.9.2022 sull’utilizzo delle mascherine

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato ieri l’ordinanza che proroga fino al 31.10.2022 l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti. Scade invece oggi 30.9.2022 l’obbligo di indossare le mascherine su bus, treno, metro.
Nel link l’ordinanza 29.9.2022.
Coronavirus, ordinanza del ministro Speranza: le mascherine restano obbligatorie, discoteche ancora chiuse
Autovelox e fotogramma con due veicoli: cosa succede? 150 150 Graziella Pascotto

Autovelox e fotogramma con due veicoli: cosa succede?

Se nel fotogramma scattato dal rilevatore di velocità figurano due veicoli, di cui solo uno di proprietà del presunto trasgressore, non è possibile accertare quale dei due abbia commesso la violazione.
Il Giudice di Pace di Milano (sentenza n. 2008 depositata il 18.7.2022) ha accolto il ricorso di una donna a cui veniva notificato un verbale di accertamento con la contestazione della violazione dei limiti di velocità accertati con autovelox perché le prove prodotte dall’ente impositore non hanno dimostrano la violazione. La presenza di due veicoli nello stesso fotogramma e la mancata deduzione delle modalità di funzionamento dell’autovelox, non consentono di stabilire con certezza quale due due veicoli abbia commesso la violazione contestata. Il verbale veniva dunque annullato.
Nel caso di una multa con autovelox pertanto è consigliabile sempre visionare il fotogramma relativo all’infrazione
Le modalità per visionare il fotogramma sono indicate nel verbale stesso: in alcuni casi si può fare online attraverso il portale dell’ente che ha elevato il verbale, in altri va richiesto all’organo accertatore.
Dovrebbero essere gli stessi agenti accertatori a scartare le fotografie non idonee a fornire margini di certezza sull’infrazione stradale, tuttavia può accadere che le amministrazioni confidino nel pagamento immediato della sanzione senza visionare l’immagine, e procedono comunque alla notifica dei verbali.
Autovelox: fotogrammi di due veicoli? Verbale annullato
Decreto Aiuti bis: nuovo limite di impignorabilità delle pensioni 150 150 Graziella Pascotto

Decreto Aiuti bis: nuovo limite di impignorabilità delle pensioni

La legge di conversione del Decreto Aiuti bis, approvata definitivamente al Senato il 20.9.2022, modifica l’art. 545 c.p.c. comma 7 che prevede un tetto di impignorabilità sulle somme dovute a titolo di pensione elevandone il limite da € 750 a € 1.000.
Dispone in particolare che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, indennità che tengono luogo di pensione e altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate “per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro”.
La parte eccedente tale ammontare, prosegue il nuovo comma 7, è “pignorabile nei limiti previsti dal terzo, dal quarto e dal quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.
Tali commi prevedono che le pensioni possano essere pignorate:
– nella misura autorizzata dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato per crediti alimentari;
– nella misura di un quinto per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni, ed in eguale misura per ogni altro credito;
– in caso di simultaneo concorso delle cause su indicate, il pignoramento non può estendersi oltre alla metà dell’ammontare delle predette somme.
Aiuti bis: il nuovo limite di impignorabilità dell'art. 545 c.p.c.
Il datore di lavoro non può imporre le ferie 150 150 Graziella Pascotto

Il datore di lavoro non può imporre le ferie

La Corte di Cassazione (ord. n. 24977 del 19.8.2022) precisa che il datore di lavoro non può imporre ai lavoratori un periodo di ferie, senza averlo concordato.
Nel caso concreto si trattava di lavoratori, posti in cassa integrazione, che non avevano potuto godere le ferie, il cui fine è il ristoro delle energie psicofisiche.
Per la Suprema Corte è insufficiente la comunicazione effettuata alla rappresentanza sindacale unitaria che non può sostituire la comunicazione diretta al dipendente sulla necessità di godere delle ferie programmate prima di fruire della cassa integrazione straordinaria. Il collocamento forzoso in ferie nella misura di due, quattro o otto ore giornaliere è senz’altro in contrasto con la finalità di ristoro delle energie psico-fisiche.
La sentenza non modifica l’orientamento che attribuisce al datore di lavoro il potere di indicare il periodo di ferie in base alle esigenze aziendali, ma conferma che le ferie non possono essere imposte arbitrariamente e debbono, nel rispetto della libertà imprenditoriale e della complessiva organizzazione dell’attività, essere concordate con il lavoratore.
Il datore non può imporre le ferie in modo unilaterale
MITE, pubblicato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale 150 150 Graziella Pascotto

MITE, pubblicato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale

Nel Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale pubblicato dal Ministero della Transizione ecologica si legge: “per ridurre i rischi connessi a una potenziale interruzione totale dei flussi dalla Russia durante il prossimo inverno nonché rispondere alle richieste europee in termini di riduzione dei consumi per il periodo 2022-2023, è opportuno attuare sin da subito misure di contenimento dei consumi nazionali di gas”.
Tra le misure previste dal Mite c’è la riduzione di 1 grado per il riscaldamento degli edifici e dunque 17 gradi
con più o meno 2 gradi di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili, e 19 con più o meno 2 gradi di tolleranza per tutti gli altri edifici.
I limiti di esercizio degli impianti termici, rispetto a quanto previsto dall’art. 4 comma 2 del DPR n. 74/2013, “sono ridotti di 15 giorni per quanto attiene il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto attiene la durata giornaliera di accensione”
Si devono poi aggiungere le misure comportamentali degli utenti da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione.
Riguardo la diversificazione della provenienza del gas importato, è stato siglato un accordo per il graduale aumento delle forniture di gas dall’Algeria, che consentirà di sfruttare al massimo le attuali capacità disponibili di trasporto del gasdotto che approda in Sicilia.
Il Governo, in coordinamento con Eni e con Snam, si è inoltre attivato per garantire approvvigionamenti da nuove rotte, quali Egitto, Qatar, e progressivamente dal Congo. Sarebbero in fase di negoziazione le forniture da atri Paesi quali Angola, Nigeria, Mozambico, Indonesia e Libia.
Al via il piano del governo: riscaldamenti a 19 gradi e 15 giorni in meno. Come funzionerà dai condomini agli ospedali