Dieselgate: Volkswagen risponderà agli acquirenti nel Paese di acquisto
Il c.d. “Dieselgate”, lo scandalo delle emissioni che nel 2015 ha interessato la Volkswagen è ancora di attualità.
Già nel 2015 era emerso che per ottenere l’omologazione dei veicoli con un motore EA 189 Euro 5, la VW aveva dotato le sue auto di un software illegale (c.d. defeat device) che in fase di test faceva sembrare che le emissioni fossero a norma mentre su strada le sostanze inquinanti emesse superavano abbondantemente i limiti massimi prescritti.
Il 9.7.2020 la Corte di Giustizia Europea, con la “sentenza Verein für Konsumenteninformation/Volkswagen AG”, ha affermato che un costruttore di automobili i cui veicoli illecitamente manipolati in uno Stato membro siano rivenduti in altri Stati membri può essere convenuto dinanzi agli organi giurisdizionali di questi ultimi. Infatti, afferma la Corte Ue, il danno in capo all’acquirente si concretizza nello Stato membro in cui egli acquista il veicolo per un prezzo superiore al suo valore reale.
Ottima notizia dunque per tutti gli acquirenti di auto del gruppo Volkswagen equipaggiate con i motori incriminati: laddove volessero agire in giudizio per il risarcimento dei danni potranno farlo davanti ai Giudici del loro Paese e non davanti a quelli tedeschi.
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