Studio Legale Pascotto

Avvocato Civilista
Caso Cappato: le motivazione della Corte d’Assise di Milano 150 150 Graziella Pascotto

Caso Cappato: le motivazione della Corte d’Assise di Milano

Per la Corte d’Assise di Milano, sentenza n. 8 del 30.1.2020, è priva di rilevanza penale la condotta di chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella trova intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente.

La Corte ripercorrendo la storia e il percorso sanitario intrapreso da dj Fabo, oltre che le testimonianze e le altre risultanze probatorie raccolte, giunge ad affermare che Cappato ha aiutato Fabo a morire solo dopo aver accertato che la sua decisione fosse stata autonoma e consapevole, che la sua patologia fosse grave e irreversibile e che gli fossero state prospettate le possibili alternative con modalità idonee ad offrire garanzie equivalenti a quelle richieste dalla pronuncia della Corte Costituzionale.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2020/02/06/caso-cappato-le-motivazioni-della-sentenza-della-corte-d-assise-di-milano

L’investigatore privato può controllare il lavoratore? 150 150 Graziella Pascotto

L’investigatore privato può controllare il lavoratore?

Sull’utilizzo di investigatori privati da parte del datore di lavoro si è recentemente pronunciato il Tribunale di Padova (ordinanza 4 ottobre 2019 n. 6031), che ha ritenuto legittimo il ricorso a un’agenzia investigativa per svolgere controlli difensivi su condotte potenzialmente illecite di un lavoratore, il quale era stato sospettato di falsificare gli orari di presenza sul luogo di lavoro e di lucrare sulla retribuzione indebitamente percepita per svolgere attività di natura personale (ad esempio frequentando bar e ristoranti oppure recandosi presso la propria abitazione per seguire i lavori di ristrutturazione e aveva “coperto” la propria assenza, inserendo manualmente sull’applicativo gestionale orari di ingresso e di uscita diversi da quelli reali).
Poiché la relazione dell’investigatore privato ha confermato i sospetti datoriali, il licenziamento intimato al dipendente è stato giudicato anch’esso legittimo.

Se da un lato sono leciti i controlli difensivi, attuati dal datore di lavoro a mezzo detective finalizzati ad accertare la sussistenza di condotte illecite del lavoratore, fonte di danno per il datore di lavoro medesimo, permane il divieto assoluto di controlli diretti a verificare il corretto adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di lavoro.

https://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/cronaca/20_gennaio_25/controlli-cresce-l-utilizzo-detectivebasta-satellitare-sappiamo-tutto-994cb92c-3f40-11ea-a732-3b3eca065b86.shtml

E’ in vigore la banca dati dei biotestamenti 150 150 Graziella Pascotto

E’ in vigore la banca dati dei biotestamenti

E’ in vigore dal 1 febbraio il Regolamento concernente la Banca dati nazionale destinata alla registrazione delle disposizioni anticipate di trattamento (Dat), pubblicato in G.U. lo scorso 17.1 con il Decreto 10.12.2019 n.168, che ha dato piena attuazione alla Legge sul Testamento Biologico.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può manifestare le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto rispetto a accertamenti diagnostici, op­zioni terapeutiche, singoli trattamenti sanitari.

La Banca dati destinata alla registrazione delle Dat, verrà alimentata con le Dat raccolte dagli ufficiali di stato civile dei comuni di residenza dei disponenti, dai notai e dalle Regioni che abbiano, con proprio atto, regolamentato la raccolta di copia delle Dat.

Potranno accedere alla Banca dati solo i medici che hanno in cura il paziente in situazione di incapacità di autodeterminarsi, il fiduciario (indicato dal medesimo disponente) ed il disponente stesso, tramite identificazione con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid) che garantisce la sicurezza dell’accesso.

https://www.ilsole24ore.com/art/al-debutto-banca-dati-biotestamenti-che-raccoglie-decisioni-fine-vita-ACoZRcDB

Valore probatorio della riproduzione fotografica di sms e whatsapp: il c.d. screenshot 150 150 Graziella Pascotto

Valore probatorio della riproduzione fotografica di sms e whatsapp: il c.d. screenshot

La Suprema Corte (sentenza 17.1.2020 n. 1822) ha confermato la natura di prova, nel processo penale, delle chat su WhatsApp. Queste, al pari degli sms, in quanto conservati nella memoria del cellulare, hanno natura di documenti per come definiti dall’art. 234 c.p.p.: rappresentano infatti la memorizzazione di fatti storici, Tale articolo, infatti, consente di acquisire in giudizio anche documenti che rappresentano fatti e persone mediante fotografie, cinematografia e fonografia o qualsiasi altro mezzo idoneo.
La relativa attività di acquisizione, quindi, non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza, né tanto meno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche. I relativi testi possono, infatti, essere ritenuti legittimamente acquisiti ed utilizzabili ai fini della decisione se ottenuti mediante riproduzione fotografica a cura degli inquirenti, il cosiddetto screenshot.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2020/01/30/la-riproduzione-fotografica-di-sms-e-conversazioni-whatsapp-vale-come-prova-documentale

Legge di bilancio 2020: i c.d. bonus casa 150 150 Graziella Pascotto

Legge di bilancio 2020: i c.d. bonus casa

Confermato per il 2020 il pacchetto delle regole per le detrazioni sulle spese per interventi di recupero edilizio e per il risparmio energetico, nonché il bonus mobili ed il bonus verde.

Arriva inoltre il nuovo “bonus facciate”, che consente di recuperare, per gli interventi eseguiti nel 2020, il 90% della spesa in 10 anni.

Più circoscritta invece, dal 1° gennaio 2020, la possibilità di richiedere lo “sconto in fattura” in luogo della detrazione prevista per gli interventi di efficientamento energetico e l’adozione di misure antisismiche. Lo sconto in fattura rimane solo per gli interventi più rilevanti sulle parti comuni condominiali.

Confermata infine la rimodulazione delle detrazioni per oneri in base al reddito del contribuente, con limitazioni per i redditi superiori a 120.000 euro, ad esclusione delle spese sanitarie e degli interessi passivi su mutui, sui quali la detrazione spetta sempre per intero.

https://www.theitaliantimes.it/economia/bonus-facciata-cos-e-come-funziona-requisiti-detrazione-legge-bilancio_280120/

Separazione: l’abbandono della casa coniugale non sempre giustifica l’addebito 150 150 Graziella Pascotto

Separazione: l’abbandono della casa coniugale non sempre giustifica l’addebito

Con l’ordinanza del 15.1.2020 n. 648 la Corte di Cassazione ha escluso che l’abbandono del tetto coniugale, nel caso specifico, potesse implicare l’addebito della separazione alla moglie.

In tema di separazione, per quanto l’abbandono della casa coniugale effettuato unilateralmente da una delle parti, ossia senza il consenso dell’altro coniuge, costituisca di per sé violazione dei doveri coniugali, non sarebbe tuttavia idoneo ad integrare violazione rilevante per l’addebito in presenza di una “giusta causa”, integrata dalla presenza di situazioni di fatto , di avvenimenti o comportamenti altrui di per sé incompatibili con la protrazione della convivenza.

Le circostanze del caso concreto (ad es. la prolungata assenza di rapporti intimi tra i coniugi, gli accesi contrasti con la famiglia di origine della donna, l’esclusione di quest’ultima dalla gestione delle entrate familiari e l’occultamento alla stessa dell’avvenuto pensionamento del marito, il ritardo con cui l’uomo si era messo alla ricerca della moglie, la saltuarietà delle richieste di notizie da lui rivolte ai parenti della donna), erano idonee a dimostrare che l’interruzione della convivenza aveva in realtà rappresentato l’esito di un crisi familiare già in atto da tempo, nonché il disinteresse del marito al ripristino dell’unità familiare.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2020/01/23/l-abbandono-della-casa-coniugale-non-giustifica-l-addebito-se-e-conseguenza-della-crisi

Lastrico solare ad uso esclusivo e danni da infiltrazioni: ripartizione delle responsabilità 150 150 Graziella Pascotto

Lastrico solare ad uso esclusivo e danni da infiltrazioni: ripartizione delle responsabilità

Il caso affrontato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza 17.1.2020 n. 951 riguarda il risarcimento del danno procurato all’interno dell’abitazione condotta in locazione per infiltrazioni di acqua piovana provenienti dalla terrazza di copertura del condominio, di proprietà esclusiva del proprietario dell’appartamento danneggiato.

Per la Suprema Corte qualora l’uso del lastrico solare (o della terrazza a livello) non sia comune a tutti i condomini, dei danni da infiltrazioni nell’appartamento sottostante rispondono sia il proprietario, o l’usuario esclusivo, quale custode del bene ai sensi dell’art. 2051 c.c., sia il condominio in forza degli obblighi inerenti l’adozione dei controlli necessari alla conservazione delle parti comuni incombenti sull’amministratore ex art. 1130, comma 1, n. 4, c.c, nonché sull’assemblea dei condomini ex art. 1135, comma 1, n. 4, c.c., tenuta a provvedere alle opere di manutenzione straordinaria.

La responsabilità andrebbe così ripartita secondo i criteri di cui all’art. 1126 c.c.: un terzo a carico del proprietario o dell’usuario esclusivo del lastrico (o della terrazza) e due terzi a carico del condominio.

https://www.puntodidiritto.it/condominio-infiltrazioni-provenienti-lastrico-ad-uso-esclusivo-risarcimento/

Sinistri stradali e valenza probatoria del modello CAI 150 150 Graziella Pascotto

Sinistri stradali e valenza probatoria del modello CAI

Le dichiarazioni contenute nel modello C.A.I., pur sottoscritto da tutte le parti coinvolte nel sinistro stradale, non assurgono a piena prova nei confronti di alcuno dei litisconsorti chiamati in giudizio, ma sono solo idonee a fondare una presunzione semplice nei confronti di tutte le parti convenute, e in particolare modo, della compagnia assicurativa che potrà superarla fornendo la prova contraria ovvero attraverso il ricorso ad altra presunzione.

La presunzione potrà essere superata anche in ragione di altre risultanze di causa, quali ad esempio una consulenza tecnica d’ufficio, idonea a far ritenere che il fatto non si sia verificato ovvero si sia verificato con modalità diverse da quelle dichiarate dal danneggiato.

Per la Cassazione 16.1.20 n. 800 il giudice di merito può dunque liberamente valutare il valore probatorio da attribuire alle dichiarazioni contenute nel modulo C.A.I, in particolare confrontandole con altri elementi probatori, quali le testimonianze, il verbale eventualmente redatto dalle Autorità, le registrazioni della scatola nera, le valutazioni tecniche formulate dai periti d’ufficio e di parte.

Nel caso concreto, il modello C.A.I. già generico (non era stata indicata la posizione dei veicoli, né descritto il luogo del sinistro),non aveva ricevuto riscontri convergenti in corso di causa.

https://www.puntodidiritto.it/rca-la-dichiarazione-confessoria-contenuta-nel-c-d-modulo-c-a-i-non-ha-valore-di-piena-prova/

Nesso di causa tra tumore e cellulari: la Corte d’Appello di Torino conferma 150 150 Graziella Pascotto

Nesso di causa tra tumore e cellulari: la Corte d’Appello di Torino conferma

Secondo la Corte d’Appello di Torino n. 904/19 (pubblicata il 13.1.2020) vi sarebbe nesso ‘causale’ tra il neurinoma del nervo acustico che ha colpito un dipendente Telecom che per anni aveva fatto un uso prolungato del telefonino, anche 4 o 5 ore al giorno, e l’utilizzo del cellulare. Ha dunque condannato Inail a corrispondere all’uomo una rendita vitalizia da malattia professionale.

La Corte osserva anche che «buona parte della letteratura scientifica che esclude la cancerogenicità dell’esposizione a radiofrequenze, o che quantomeno sostiene che le ricerche giunte ad opposte conclusioni non possano essere considerate conclusive, versa in posizione di conflitto di interessi», per aver ricevuto, direttamente o indirettamente, finanziamenti dall’industria.

È evidente, prosegue la sentenza, che «l’indagine, e le conclusioni, di autori indipendenti diano maggiori garanzie di attendibilità rispetto a quelle commissionate, gestite o finanziate almeno in parte, da soggetti interessati all’esito degli studi».

E’ del 2019 una pronuncia del Tar Lazio che concede 6 mesi ai ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, per provvedere a una campagna informativa sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente legati ad un uso improprio.

https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/01/14/news/la_corte_d_appello_di_torino_c_e_un_nesso_tra_uso_del_cellulare_e_alcuni_tipi_di_tumore_-245764217/

Non raccogliere le deiezioni del cane: sanzione amministrativa e reato 150 150 Graziella Pascotto

Non raccogliere le deiezioni del cane: sanzione amministrativa e reato

La Polizia Locale di Treviso ha applicato il regolamento urbano approvato lo scorso ottobre e ha così sanzionato il proprietario del cane, che aveva appena espletato su strada i propri bisogni: l’uomo dovrà pagare una multa di € 400 per non aver raccolto le deiezioni dell’animale.

Il Comune riferisce come, nonostante l’uomo avesse inizialmente negato l’evidenza dei fatti, sia stato inchiodato dalle prove fotografiche degli agenti, rimasti a debita distanza.

Da una parte le amministrazioni hanno il potere di dettare tramite apposite ordinanze le regole e le sanzioni (di importo variabile nei diversi paesi) a cui va incontro chi non si premura di raccogliere le deiezioni canine lasciate in strada dal proprio animale.

Dall’altra tali comportamenti incivili possono configurare un reato. L’art. 639 c.p., infatti, sanziona il “deturpamento e imbrattamento di cose altrui”.
La giurisprudenza considera un rischio prevedibile quello che il proprio cane, a passeggio sulla pubblica via, possa sporcare. Chi lo conduce pertanto deve poter governare tale rischio concreto vigilando sul comportamento dell’animale, limitandone il movimento (se dei caso tenendolo legato con un guinzaglio) o comunque intervenendo con atteggiamenti tali da farlo desistere (quantomeno nell’immediatezza) dall’azione, o comunque riparando al gesto con gli strumenti di pulizia idonei.

https://www.trevisotoday.it/cronaca/multa-escrementi-cane-treviso-gennaio-2020.html