Non punibile la coltivazione di qualche piantina di cannabis 150 150 Graziella Pascotto

Non punibile la coltivazione di qualche piantina di cannabis

Si tratta del caso di una persona assolta dal reato di cui all’art. 73 del D.P.R. n. 309/90 in quanto non punibile ex 131-bis c.p., in relazione alla coltivazione di cinque piante di canapa indiana, di altezza variabile tra i 20 e i 40 cm.
La Corte di Cassazione, in seguito all’impugnazione della Procura, ha richiamano il principio, già enunciato dalle Sezioni Unite (n. 12348/2019), secondo cui “non integrano il reato di coltivazione di stupefacenti, per mancanza di tipicità, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”.
Nella fattispecie, alla luce delle modalità con cui è stato compiuto il fatto, il giudice di primo grado ha correttamente ritenuto la particolare tenuità del fatto, per il numero irrisorio di piante, per il quantitativo complessivo di dosi ricavabili, per le modalità rudimentali della coltivazione, per l’assenza di precedenti penali e di altri elementi da cui desumere la destinazione allo spaccio o l’inserimento del soggetto nel mercato della droga.
Attenzione: la detenzione di sostanza stupefacente destinata solo al consumo personale, anche se ottenuta attraverso una coltivazione domestica penalmente lecita rimane soggetta a sanzione amministrativa.
Non punibile la coltivazione di qualche piantina di cannabis

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