Immissioni sonore: pur rispettose dei limiti di tollerabilità non sono sempre lecite 150 150 Graziella Pascotto

Immissioni sonore: pur rispettose dei limiti di tollerabilità non sono sempre lecite

Si tratta del caso di un’attività commerciale che si era vista condannare, in primo grado, al compimento di una serie di adempimenti volti a cessare le immissioni acustiche provenienti dalla stessa e lamentate dal ricorrente, nonché ad intercludere qualsiasi forma di accesso all’area scoperta ai propri avventori a partire dalle ore 24.

Tali interventi avevano riportato le immissioni al di sotto dei limiti stabiliti ex lege, tuttavia, secondo la Suprema Corte, la circostanza non determina automaticamente la liceità delle immissioni, in quanto il giudizio sulla loro tollerabilità deve essere formulato sulla base dei principi stabiliti dall’art. 844 c.c.

In altre parole si deve tener conto della situazione ambientale, variabile in base alla località in cui ci si trova, in relazione anche alle caratteristiche della zona e alle abitudini degli abitanti, e non può prescindere dal rumore di fondo, costituito dal complesso di suoni di varia origine, continui e caratteristici del luogo, sui quali vanno ad aggiungersi quelli denunciati come immissioni abnormi, rendendo così necessario un giudizio comparativo.

Le deposizioni testimoniali avevano confermato l’intollerabilità delle immissioni provenienti dal locale del ricorrente anche successivamente agli accorgimenti adottati dallo stesso.

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