Consenso informato: la firma sul modulo prestampato non basta. 150 150 Graziella Pascotto

Consenso informato: la firma sul modulo prestampato non basta.

E’ il caso di una paziente che ha chiesto i danni patrimoniali a un medico dichiarando di essere stata convinta dal sanitario ad operarsi, nonostante un quadro clinico non preoccupante e alla quale era stato prospettato un intervento non impegnativo.

Nel corso dell’operazione si verificava un’imponente emorragia, che rendeva necessario un secondo intervento chirurgico, al quale seguiva un lungo e doloroso decorso postoperatorio.
A causa di ciò subiva un terzo intervento, senza la preventiva acquisizione del consenso informato.

La Corte di Cassazione n. 23328 del 19.9.2019 ha stabilito che il consenso informato non vale se il paziente non è stato adeguatamente informato e se è ragionevole ritenere che, se lo fosse stato, avrebbe evitato di sottoporsi all’intervento.
Il consenso può ritenersi informato solo se il chirurgo fornisce al paziente informazioni dettagliate sui risultati conseguibili, ma anche sulle possibili conseguenze negative dell’intervento. E quando l’operazione è riparatoria le comunicazioni devono essere ancora più specifiche: il malato va messo al corrente della patologia determinata dagli interventi precedenti e delle reali prospettive di superare le criticità, mentre in questo caso i sanitari hanno fornito indicazioni soltanto generiche.
Nel caso specifico, la paziente ha subito un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione a causa del deficit informativo.

http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2019/09/27/ripetuti-interventi-chirurgici-riparatori-e-non-risolutivi-come-si-atteggia-il-consenso-informato

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