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D.L. Sicurezza: la relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione 150 150 Graziella Pascotto

D.L. Sicurezza: la relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione

L’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione ha analizzato il c.d. Decreto Sicurezza (D.L. 11.4.2025 n. 48, convertito dalla Legge 9.6.2025 n. 80) evidenziato in ben 129 pagine diverse criticità:
– il mancato rispetto dei requisiti costituzionali di necessità e urgenza dato che il provvedimento ha inglobato un disegno di legge che era già da mesi all’esame del Parlamento e aveva già ottenuto l’approvazione della Camera senza motivare le ragioni di necessità e urgenza;
-norme troppo eterogenee, prive di unitarietà ( contempla materie vaste e disparate che non sono tra loro connesse e omogenee come terrorismo, mafia, beni confiscati, sicurezza urbana, tutela delle forze dell’ordine, vittime dell’usura, ordinamento penitenziario, strutture per migranti, coltivazione della canapa);
– misure penali sproporzionate: il Massimario rileva il “rischio di colpire eccessivamente gruppi specifici, come minoranze etniche, migranti e rifugiati” e potenziali “discriminazioni e violazioni di diritti umani”. Dalla disamina evince l’estrema “incertezza applicativa” di alcune norme, per come sono state formulate le fattispecie di reato ma anche le aggravanti e gli aumenti di pena.
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