Proprietà immobiliare, la Legge di Bilancio 2026 detta nuove regole sulla rinuncia abdicativa
L’art. 1 commi 731 e 732 della Legge di Bilancio 2026, introduce una regolamentazione sistematica della rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. Al fine di evitare che lo Stato diventi titolare forzato di immobili irregolari, degradati o pericolosi, trasferendo sull’erario oneri insostenibili, il legislatore ha introdotto rigorosi obblighi di conformità.
L’atto di rinuncia è nullo se non corredato da documentazione tecnica che attesti:
-conformità Urbanistico-Edilizia, l’assenza di abusi insanabili o difformità gravi rispetto ai titoli abilitativi depositati presso il Comune;
-conformità catastale, la perfetta corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e le planimetrie/dati depositati in Catasto;
-conformità ambientale e sismica, l’attestazione che il bene non sia fonte di rischi ambientali (es. necessità di bonifiche) o strutturali che richiederebbero interventi immediati di messa in sicurezza a spese dello Stato.
Il Governo è voluto intervenire in contrasto alla recente sentenza della Suprema Corte a Sezioni Unite n. 23093/2025 (post del 26.8.2025): la Cassazione aveva di fatto stabilito come non si potessero obbligare le persone a mantenere la proprietà di beni contro la propria volontà, specialmente quando questi costituiscono un peso economico o una fonte di responsabilità civile sulla base del potere di disposizione del proprietario riconosciuto dall’art. 832 c.c.
Dal 1 gennaio, dunque, per i proprietari di immobili fatiscenti, la rinuncia abdicativa sarà sottoposta a condizioni talmente stringenti da renderla in concreto inapplicabile nella maggior parte dei casi.
Le alternative possibili saranno la vendita, anche a prezzi irrisori, oppure affrontare l’oneroso iter di regolarizzazione per tentare poi la rinuncia.

